
Lamezia Terme - 5250 euro. Tante sono già costate, in termini di ammende, le intemperanze dei propri tifosi alla Vigor Lamezia in queste prime tre gare interne. Dopo le quasi irrisorie 250 euro post Vigor-Chieti, sono arrivate le ben più pesanti 3500 post derby ed ultime, le 1500 inflitte dal Giudice Sportivo in riferimento alla sfida di domenica contro il Tuttocuoio “perchè propri sostenitori introducevano e facevano esplodere nel proprio settore un petardo di notevole potenza, senza conseguenze; gli stessi durante la gara lanciavano sul terreno di gioco una bottiglietta piena d'acqua in direzione dell'allenatore della squadra avversaria, senza colpire”. Gesti compiuti sicuramente da chi non vuole il bene della squadra anche perché, per quanto concerne l’esplosione del petardo c’è recidiva. Già prima del fischio d’inizio di Vigor-Cosenza, qualche “tifoso” della gradinata non aveva saputo pensare ad altro che a far scoppiare tre potenti petardi, lanciandoli, peraltro, proprio sul rettangolo di gioco; scena ripetutasi domenica fortunatamente una sola volta. Ma non è stato da meno neanche lo spettatore che dalla tribuna coperta, senza alcun “motivo”, ha lanciato la bottiglietta d’acqua che ha letteralmente sfiorato la testa dell’allenatore ospite Alvini, peraltro comportatosi in maniera squisita, a fine gara, in sala stampa. E menomale che non è stato sanzionato il comportamento poco silenzioso tenuto da alcuni sostenitori della gradinata durante il minuto di silenzio. Da segnalare, inoltre, l’ammonizione inflitta, su rapporto del commissario di campo, al centrocampista Benedetto Mangiapane “per indebita (non rientrando tra i diciotto inseriti in distinta) presenza negli spogliatoi prima dell’inizio della gara e nell’intervallo della stessa”.
Nel corso del consueto appuntamento del martedì con la stampa, mister Costantino è tornato sul primo kappaò stagionale. “Quando il risultato è negativo sembra ci sia qualcosa in più da correggere, ma si è trattato di una partita particolare. Avendola analizzata meglio, resto ancor più convinto delle cose dette a caldo domenica. L’approccio è stato a mio avviso migliore rispetto a quello di tutte le precedenti gare. E lo conferma il fatto che già al 11’ siamo passati in vantaggio e poi avuto altre due palle importanti, con Zampaglione e D’Amico, per raddoppiare. Solo dopo il 2-1 abbiamo accusato il colpo, ma era inevitabile essendo passati dall’1-0 al 1-2 nel giro di un paio di minuti. Nel secondo tempo si è però visto una Vigor di nuovo concentrata. Ci possiamo rimproverare forse solo l’esser stati un po’ frenetici nel voler cercare subito il pareggio. Ma c’è stata determinazione e collaborazione nel gruppo, magari a volte anche sbagliando. Si è insomma vista una squadra unita, che ha lottato fino al 93’ alla ricerca del pareggio. Andiamo a fare tesoro di qualcosa che abbiamo sicuramente sbagliato, ma con la massima tranquillità, dunque”.
A chi gli fa notare le troppe palle lunghe lanciate in avanti nel secondo tempo, l’ex allenatore della Rossanese osserva come “guadagnare il fondo non è mai facile nella ripresa quando il campo è appesantito come lo era domenica. Siamo riusciti più di una volta a farci spazio sulle corsie esterne finendo, però, per essere spesso fermati in un modo o nell’altro. Qualche volta, vedi in occasione del palo di Scarsella, siamo stati pericolosi anche senza aver dovuto ricorrere ai cross dal fondo. Come dire ch’è sempre tutto rapportato ai risultati. Contro il Cosenza, ad esempio, abbiamo segnato con due palloni messi in area dalla trequarti laterale. Poco possesso palla? Qualora avessimo vinto, magari si sarebbe detto ch’eravamo stati bravi a rubare palla e ripartire, perdendo, invece, tale aspetto viene considerato alla stregua un difetto. Fermo restando che siamo qua per migliorare, io sostengo che qualsiasi analisi va fatta con equilibrio”. Il tecnico dei conciari a fine partita ha sottolineato come la sua squadra sia stata brava a sfruttare al massimo le armi a propria disposizione. “Non credo la Vigor abbia evidenziato qualche punto debole in particolare pur avendo diversi difettucci. Volendo andare nello specifico - prosegue sempre Costantino - domenica non siamo riusciti, quand’eravamo nel due contro due, specie laterale, a difenderci o comunque a rubare la palla quando andava fatto”. Il trainer lametino una tiratina d’orecchie la fa ai suoi due centrali. “Entrambe le reti toscane sono state il frutto di due nostri errori. Ovviamente mi dà più fastidio il primo gol perché quando il mio difensore si ritrova di fronte l’attaccante, o qualsiasi altro giocatore, avversario, sa che bisogna comportarsi in modo diverso rispetto a come invece fatto domenica. Anzi, da questo punto di vista credo che i miei difensori siano tra i migliori del campionato. Avrei preferito fossero stati due eurogol a punirci e non due nostri errori”.
Le simultanee assenze di Mangiapane e Perrino, in aggiunta al solito Rossini, domenica han fatto si che Costantino, come sostituto naturale di Romano o Scarsella, si sia ritrovato in panchina soltanto il ’96 Voltasio, peraltro gettato nella mischia nei minuti finali. “Si può puntare su tutti. Mi sembra inopportuno, e mi dà un po’ fastidio, andare a parlare di questo dopo una sconfitta. Perrino è rimasto fermo solo per precauzione dopo l’affaticamento muscolare accusato nell’amichevole del giovedì. Al momento non sono perciò preoccupato di più o di meno rispetto a come lo ero alla prima giornata. Anche in queste cose sono coerente”. Costantino, come suo solito, non intende certo aggrapparsi all’eventuale scusante dell’assenza di Mangiapane, e ne spiega il motivo. “Dal 13’ in poi a Martina Franca la Vigor ha continuato a fare una buona gara, specie nei secondi 45’. Si è vista una squadra manovriera, che ha messo diversi palloni in area pur non avendo vinto. Ovviamente stiamo parlando di un giocatore esperto, e se stava giocando con continuità un motivo c’era. Non lo stavo mandando certo in campo per una forma di cortesia. Adesso non c’è, però, ed io da quattro anni non mi lamento mai degli assenti”. Quest’anno, tra l’altro, il reparto offensivo è decisamente più corposo, in quantità e qualità, rispetto al precedente torneo. “Domenica in panchina avevo Padulano e Carbonaro, che ritengo due ottimi calciatori nonostante il primo, per ragioni anagrafiche, non possa avere l’esperienza di uno nato nel ’78. Tuttavia mi sono fidato di lui, anzi ero indeciso se farlo giocare addirittura dal primo minuto. Non avevo scelte limitate, dunque, specie in questo reparto. Fino ad un’assenza per reparto si può sempre sopperire”.
Ferdinando Gaetano
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