
Lamezia Terme - La cura Novelli fa guarire la Vigor dal “male” accusato nelle precedenti tre uscite interne, ma interrompe, al contempo, l’imbattibilità esterna che aveva caratterizzato la gestione Costantino. Forzature statistiche a parte, i risultati maturati in queste prime due partite dell’era Novelli fanno poco testo ai fini di una prima analisi sugli eventuali vantaggi e svantaggi apportati dalla scelta di voltare radicalmente pagina a livello di conduzione tecnica. Se il sonante 4-1 inflitto all’Aprilia non doveva, e non deve, far esaltare più di tanto considerato il periodo di profonda crisi attraversato dalla squadra guidata dal sempre più traballante Ferazzoli (appena un punto nelle ultime sei partite), sulla battuta d’arresto di sabato scorso è invece pesata in modo determinante la nuova “papera” liberata dal ventenne Antonio Rosti. Nonostante ad Aversa i biancoverdi non abbiano certo disputato una delle loro migliori partite, paradossalmente sono stati proprio loro ad avere avuto le occasioni più pericolose per far gol. Di contro, pur avendo tenuto il pallino del gioco, i campani, infatti, non sono mai riusciti a rendersi veramente insidiosi nei sedici metri finali.
Piuttosto, una costante delle ultime due partite è stata rappresentata proprio dalle gravi incertezze manifestate dal numero uno vigorino. Errori che stanno diventando troppo frequenti per non far suonare un vero e proprio campanello d’allarme. Dopo le miracolose parate sfornate a Sorrento e, soprattutto, Foggia, le quotazioni dell’ex di Brindisi e Casacastalda sono in netto calo. Se, considerata pure la giovane età del ragazzo, in questi casi quei due-tre svarioni a campionato debbano essere sempre messi in preventivo, non possono però starci nell’arco di appena un paio di giornate. Con quella di sabato, degna di “Mai dire gol”, salgono già a quattro le papere stagionali del pipelet piemontese, di cui ben tre (tralasciando altre sbavature magari apparentemente meno vistose, ma che potevano costare ugualmente care) negli ultimi 180’. Solo due (tre se vi aggiungiamo il gol preso ad Ischia e sul quale qualcosa in più il numero uno bianco verde avrebbe comunque potuto fare), fortunatamente, si sono rivelate determinanti ai fini del risultato finale: quella di cui ha approfittato l’argentino Sebastian Vicentin (dopo Caturano, Di Nardo e Ripa, la Vigor è riuscita a rianimare calcisticamente anche l’ex centravanti del Rosarno..) e quella sul tiro senza pretese, e dalla distanza, di Salzano, costata la sconfitta casalinga col Tuttocuoio. Come a dire che quanto di buono il ragazzo aveva combinato nelle primissime giornate, lo ha ormai totalmente dilapidato nelle successive.
In tutto questo, naturalmente, le responsabilità non possono certo ricadere solo sul diretto interessato, ma anche su chi in estate ha avuto l’infelice idea, alla vigilia di un campionato, qual è la Seconda Divisione di quest’anno, così difficile e cruciale, di non affiancargli, come buona prassi di ogni squadra che decide di puntare sul portiere under, un estremo difensore più esperto e smaliziato per la categoria. Paradossale, e purtroppo, quasi profeticamente, l’avevamo fatto presente proprio mercoledì scorso all’area tecnica biancoverde, che proprio in un torneo così importante, dove non c’è purgatorio ma solo paradiso ed inferno, si sia deciso di fare delle “scommesse” in un ruolo tanto delicato. Cosa che a Cosenza, giusto per fare l’esempio a noi geograficamente più vicino, saggiamente non hanno minimamente pensato di fare, blindando, di contro, la porta rossoblù con una coppia di signori portieri come Frattali ed Orlandi. Alla Vigor ne sarebbe bastato uno solo (completando poi il reparto con il Rosti o Bibba della situazione, tanto per intenderci) tra questi o i vari Robertiello (tra l’altro trattato in estate da via Marconi), Pane, Mennella, Fumagalli, Giordano ed altri portieri presenti nelle rose delle altre società del girone. Si corra al più presto ai ripari, senza lesinare risorse economiche, finchè si è in tempo.
Ferdinando Gaetano
© RIPRODUZIONE RISERVATA