
Lamezia Terme, 24 febbraio - A distanza di quasi undici mesi, la Vigor Lamezia ritorna a segnare tre gol in una partita e si aggiudica, in rimonta, il primo di due consecutivi scontri diretti casalinghi. Tre punti che valgono oro colato, permettendo ai lametini di salire a quota 30 e, complici la sconfitta del Foligno (domenica ospite al D’Ippolito) ed il pari del Melfi, portarsi a +4 dalla zona play-out. E dire che quella contro l’Aversa si stava trasformando nell’ennesima beffa. Dopo aver dilapidato cinque nitide palle-gol nei primi 22’, è infatti maturato, alla stregua di una doccia gelata, il vantaggio ospite a seguito di uno svarione difensivo di Monopoli. A cambiare l’inerzia del match è però stata la rete, da vero rapace d’area, siglata da Zampaglione ad una manciata di minuti dal riposo. Un gol che ha come scacciato i foschi presagi che iniziavano a far capolino tra la mente degli appena 600 accorsi, sfidando il brutto tempo, sugli spalti dell’impianto di via Marconi. Una sorta di liberazione psicologica che ha ulteriormente sprigionato i suoi benefici effetti tra il 18’ ed il 20’ della ripresa, allorquando è caduto un altro tabù. Ci riferiamo al micidiale uno-due confezionato da Lucas Longoni e servito dal giovane Catanese, finalmente sbloccatosi dopo le tante palle-gol fallite nei precedenti sei mesi. Una Vigor stavolta letale, dunque, e che ha fatto calare il buio in casa di un’Aversa all’ottava sconfitta consecutiva ed ormai con più di un piede in D a dispetto dei vari Castaldo, Manco, Polani, Ercolano (l’ex vigorino è tuttavia rimasto in panchina), De Martino o Peluso, componenti la rosa granata.

Di contro lo squalificato Costantino, che ha seguito la gara assieme al ds Maglia da una gradinata per il resto “popolata” da poche decine di tifosi, si è visto costretto a schierare un undici con diversi punti interrogativi. Marchetti e Longoni, infatti, reduci dai rispettivi infortuni al flessore ed al ginocchio che avevano fatto loro saltare la trasferta di Salerno, avevano appena qualche giorno di allenamento nelle gambe, mentre Gattari, nonostante il febbrone da cavallo addosso (sabato sera lamentava quasi 40 di febbre), si accomodava ugualmente in panchina, finendo, addirittura, per riscaldarsi sotto la pioggia e fare il suo ingresso in campo al 37’ della ripresa. A far coppia dall’inizio con Marchetti, al centro della linea arretrata, è quindi stato Monopoli, con Rondinelli arretrato a terzino. In mediana prima esclusione stagionale, per scelta tecnica, di Cerchia, dirotttato in panchina, e rimpiazzato dal giovane Giacinti. Alle spalle del terminale De Luca, a secco da un’intero girone (visto che l’ultimo suo centro risale proprio al match di andata perso 3-2 al Bisceglia), il trio Zampaglione – Longoni – Catanese. Tutti e tre piuttosto mobili e bravi a non dare punti di riferimento alla difesa normanna. Una Vigor che ha insomma giocato l’intera partita con due ’92 ed altrettanti ’93. Il risultato finale rende finalmente giustizia a quanto fatto vedere in campo dai biancoverdi. Forte, d’altronde, è rimasto completamente a riposo fino al 3-1, sfoderando, solo a gara ormai virtualmente chiusa, tre pregevoli interventi. Adesso bisogna ricaricare velocemente le batterie, cercando di recuperare quelle pedine non ancora al top fisicamente, per provare a battere pure il Foligno, ovvero un’altra delle delusioni di questo torneo.
Ferdinando Gaetano

VIGOR LAMEZIA (4-2-3-1): Forte 7; Rondinelli 6.5, Marchetti 6.5, Monopoli 5, Crialese 6; Giuffrida 6.5, Giacinti 5.5; Zampaglione 7 (31’ st Cerchia sv), Longoni 7 (37’ st Gattari sv), Catanese 7.5 (45’st Cascione sv); De Luca 5.5. In panchina: Zelletta, Saccà, Mangiapane, Cirianni. Allenatore: Saladino 6.5 (Costantino squalificato)
AVERSA NORMANNA (4-2-3-1) Gragnaniello 6; Ricci 6, Panarelli 6, Castaldo 6, Avagliano 5.5; De Martino 6, Giglio 5.5 (30’ st Marano sv); Manco 5.5, Peluso 7, Gagliardi 5.5 (1’ st Polani 5.5); Gesuele 5. In panchina: Salese, Giordani, Campanella, Vanacore, Ercolano. Allenatore: Chiancone 5.5
ARBITRO: Zappatore di Taranto 6.5
MARCATORI: 24’pt Peluso (A), 41’pt Zampaglione (V); 18’st e 20’ st Catanese (V)
NOTE: spettatori 600 circa per un incasso di circa 1800 euro. Al 28’st espulso Giacinti (V) per somma di ammonizioni. Ammoniti Longoni (V), Ricci (A), De Martino (A), Giglio (A), Gagliardi (A). Angoli 7-5. Recupero: 0’ pt e 5’ st
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Ottava sconfitta consecutiva per il sodalizio normanno, sempre in silenzio stampa. “Sono venuto in sala stampa – osserva l’amministratore delegatoAlfonso Cecina - unicamente per rispetto di voi presenti e per ricambiare l’ospitalità ricevuta E’ dura, ma ci crederemo fino a che la matematica non ci condannerà. Nemmeno noi, dando uno sguardo all’organico, riusciamo a capacitarci della situazione nella quale ci ritroviamo. Anche perché stiamo parlando di una società solida economicamente e che a gennaio ha fatto ulteriori investimenti per rafforzare la rosa”.
Esordio più che positivo per il trentottenne Francesco Saladino, che per due domeniche consecutive sostituirà, in panchina, gli squalificati Costantino e Quarta. “Il mister – esordisce – in settimana aveva preparato benissimo, sin nei minimi particolari, questa partita. Consapevoli di come per loro potesse trattarsi di una sorta di ultima spiaggia. Bravi ai ragazzi che compongono un gruppo favoloso. Abbiamo stentato un pochino giusto nei primi minuti. Poi non c’è stata partita al cospetto di un’Aversa limitatasi a buttare palloni lunghi per i loro prestanti attaccanti. Noi, invece, abbiamo attaccato tantissimo le seconde palle e dominato nel palleggio. Credo si sia visto un abisso tra le due compagini”.
Un Saladino che non ha mai temuto il peggio sullo 0-1. “Assolutamente. Eravamo troppo sicuri che il lavoro fatto in settimana ci avrebbe premiato. Mi auguro questi tre centri rappresentino un buon segno per il prosieguo, anche perché creiamo tantissimo. Lo scorso anno come tiravamo in porta, magari gonfiavamo la rete, cosa non riuscitaci in questa stagione. Il lavoro fatto dallo staff tecnico, è stato identico. Si è sbloccato Catanese? Finalmente si. In ogni caso vi dico che di questo ragazzo sentiremo parlare in futuro. Domenica ci attende un’altra partita cruciale visto che toppandola vanificheremmo quanto fatto oggi di buono”.
Sull’esclusione di Cerchia, ovvero uno dei calciatori maggiormente sottotono in questa stagione, dall’undici titolare, rimarca come “il mister ha mandato in campo gli undici che in questo momento gli danno maggiori garanzie. Fermo restando che Cerchia, una volta entrato, ha dato comunque il suo contributo. Gattari? Dopo un minuto ch’era iniziata la partita, voleva già entrare nonostante la febbre. A dimostrazione dell’attaccamento di questi ragazzi verso i colori biancoverdi”.
Colori insiti nel dna familiare del trentottenne collaboratore tecnico di Costantino. Il padre Ivan, infatti, ad inizio degli anni novanta è stato presidente, nonché amministratore unico, della società vigorina. “Mi fa piacere vi ricordiate ancora di lui, anche s’erano tempi molto diversi da ora, quello era un altro calcio e c’era pure ben altro pubblico. Forse nemmeno lo sa che sono andato in panchina, glielo diranno i miei fratelli, oggi presenti in tribuna, appena saranno tornati a casa. Comunque lui ama sempre questi colori e mi chiede spesso della squadra. Quanto a me – conclude Saladino - un po’ d’emozione iniziale c’è stata, ma una volta che l’arbitro ha emesso il fischio d’inizio, mi sono concentrato sulla partita”.
Una Vigor che ha confermato di non poter prescindere dai colpi e dalle giocate dei due rinforzi offensivi operati a gennaio.C’è voluta una rete di Zampaglione, da perfetto rapace d’area di rigore, e due invenzioni di Lucas Longoni, delle quali ha tratto vantaggio il giovane Catanese, per ribaltare una gara che si era messa nel peggiore dei modi. “Creiamo sempre tanto – osserva Longoni - senza concretizzare a dovere. Speriamo questi tre gol ci diano maggior fiducia e consapevolezza dei nostri mezzi per le prossime gare. Questo con l’Aversa era uno scontro diretto, e quindi la vittoria è come se valesse il doppio. Adesso bisogna continuare così”.
L’esterno offensivo argentino ha confermato le proprie qualità tecniche, con la speranza che non debba più fare i conti con altri acciacchi fisici. “Conoscendomi, so di poter migliorare ancora tanto. Purtroppo ho avuto questo contrattempo al ginocchio che mi ha fatto saltare la gara di Salerno. Proprio quando stavo rimettendomi definitivamente in forma. Ma adesso voglio pensare solo a far bene. D’altra parte il livello tecnico di questo gruppo è parecchio alto, seppur inevitabilmente penalizzato dalle condizioni del nostro campo. Siamo sempre rimasti compatti attorno al mister, dentro e fuori dal campo. Tant’è che oggi avrete visto come quando qualcuno di noi sbagliava il passaggio, c’era subito un compagno pronto a rincorrere l’avversario per rimediare. Vi aspettate uno dei miei gol dalla distanza? Più di qualcuno ormai conosce queste mie doti ed è subito pronto a chiudermi lo spazio per il tiro. Stavolta il mister mi ha schierato trequartista, ma quando mi sono accorto che gli avversari iniziavano a carpire i miei movimenti, ho cominciato a svariare sull’intero fronte d’attacco in modo da non dare punti di riferimento. Ad ogni modo per il sottoscritto è ugualmente gratificante mandare in gol i compagni”.
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