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Lamezia Terme, 21 gennaio - Una vittoria tanto sofferta, quanto meritata, quella colta dalla Vigor Lamezia all’ultimo dei 3’ di recupero inizialmente concessi dal leccese Capilungo. E’ stato Filippo Gattari a mandare in visibilio il migliaio scarso di presenti quando mancavano giusto 20’’ al triplice fischio. Tre punti maturati proprio al fotofinish, dunque, in una sfida che ha ricordato molto quella della scorsa stagione col Milazzo quando, anche in quel caso andati sotto immeritatamente, i biancoverdi riuscirono dapprima a riequilibrare le sorti dell’incontro e, quindi, a piazzare la zampata vincente in pieno recupero. Allora furono gli ormai ex Romero e Lattanzio a ribaltare lo svantaggio, due attaccanti quindi, stavolta due difensori: l’esterno sinistro Crialese ed il centrale Gattari. Per l’ex Aprilia è il primo centro con la maglia della Vigor, mentre il bravo Filippo non è nuovo a blitz risolutivi in area avversaria. In questo torneo aveva già segnato a Campobasso ed anche in quel caso fu vittoria. La scorsa stagione ne fece ben quattro. Tra l’altro, in queste sei sfide caratterizzate da altrettante reti del difensore di Recanati, la squadra di Costantino non ha mai perso, raccogliendo quattro affermazioni e due pari. Al contrario, il suo errore dal dischetto, nella semifinale play-off di ritorno con la Paganese fu foriero di un’atroce sconfitta. Per la seconda volta in questo torneo, la Vigor è stata capace di aggiudicarsi due partite consecutive. Ma a cadere, nell’occasione, sono stati due tabù: l’esser riusciti a segnare per tre giornate di fila, nonché l’aver fatto più di un gol davanti al pubblico amico. Ma al di la delle statistiche, quelli racimolati al cospetto di due avversarie dirette quali erano Melfi e Borgo a Buggiano, sono soprattutto sei punti pesantissimi, col vantaggio sulla zona play-out lievitato a cinque lunghezze, le stesse che separano dalla sesta piazza. Ancora orfano dell’infortunato Mangiapane (martedì dovrebbe ricominciare a lavorare gradualmente) e di Catalano, Costantino manda in campo quasi la stessa formazione di Melfi. Uniche eccezioni il rientro di Marchetti per Castaldo, con accentramento di Monopoli per lasciare allo stesso Marchetti la posizione di esterno basso di destra. I toscani optano per il canonico 4-4-2. Sin dai primi minuti, in campo si vede una Vigor volitiva e determinata, con gli ospiti ad arrancare spesso sulle progressioni di Zampaglione e compagni. Il primo tiro nello specchio è tuttavia del Borgo, con Forte a bloccare in presa alta la conclusione tesa, ma non eccessivamente insidiosa, di Nolè. La partita la fanno i lametini, però… Al 15’ Zampaglione imbecca Crialese in sovrapposizione, cross dal fondo radente per De Luca anticipato in extremis dal reattivo Garaffoni. Poi è Rondinelli a non capitalizzare al meglio una veloce ripartenza. Al 20’ Marchetti, su angolo di Cerchia, sceglie bene il tempo per lo stacco, tuttavia poco angolato, il che consente a Tonti di bloccare senza tante difficoltà. Cinque giri di lancette e Garaffoni sgambetta quasi al limite Catanese. Della battuta s’incarica Cerchia e palla che s’infrange contro la barriera, non certo a distanza regolamentare. De Luca e compagni macinano gioco ed occasioni, ma stavolta è il palo a strozzare in gola la gioia del gol allo stesso centravanti di Pellezzano, bravo ad inzuccare sul cross dalla sinistra di Cerchia. Passata la mezzora, gli azzurri si riaffacciano timidamente dalle parti di Forte che blocca sicuro la conclusione da fuori dell’omonimo numero undici toscano. Non altrettanto impeccabile, però, l’estremo difensore di Campora si dimostra al 36’ quando non trattiene una punizione dalla distanza di Dimas. Una vera e propria papera che gela il D’Ippolito. La reazione, in campo, è tuttavia immediata e si materializza 2’ dopo col cross di Gattari per il colpo di testa in tuffo di Zampaglione; Tonti è reattivo nel respingere. Sulla palla si avventa Rondinelli che cade a terra pressato da un difensore, ma l’arbitro lascia giustamente proseguire. Durante l’intervallo, Masi rimpiazza Pastore col pari ruolo Manganelli, con conseguente spostamento a sinistra di Annoni. Al 5’ il solito Dimas, un po’ statico ma decisamente pericoloso con la palla tra i piedi, entra in area e prova ad incrociare sul primo palo, nessun problema per Forte F.  Entra Longoni al posto di Rondinelli e l’argentino è subito pericoloso, ma anche sfortunato, visto che la sua girata improvvisa è involontariamente respinta al limite dell’area piccola da Zampaglione. Al 12’ Cerchia pennella lungo in area proprio per l’accorrente Longoni che in spaccata mira all’angolino basso, Tonti riesce a salvarsi in due tempi con l’aiuto del palo. Ci prova Zampaglione in acrobazia ma, contrastato da un difensore, non riesce ad imprimere la giusta forza al pallone. Costantino mescola le carte in avanti, spostando l’ex catanzarese dietro De Luca a mo di trequartista.  Si accendono i riflettori ed a distanza di poco si accende definitivamente anche la Vigor. Siamo al 28’, infatti, quando Longoni serve De Luca poco dentro l’area, l’attaccante di Pellezzano è bravo a controllare la sfera e spostarsi di qualche metro verso destra, a questo punto con la coda dell’occhio vede l’inserimento da dietro di Crialese che avanza e scaraventa sotto l’incrocio a tu per tu col pipelet ospite. Un gol che sa di liberazione e che inizia a rendere giustizia per quanto vistosi in campo. Alla mezzora Zampaglione va via sulla destra e mette al centro per la girata al volo di De Luca a provare l’eurogol, gesto apprezzabile ma mira non delle migliori. Al 32’ il Borgo si riaffaccia per l’ultima volta dalle parti di Forte F., chiamato a bloccare un tiro a giro di Annoni dal limite. Un paio di giri di lancette ed il pipelet lametino per poco non la ricombina grossa quando va a rinviare sul corpo di D’Antoni che, fortunatamente, riesce a ricavarne solo un tiro dalla bandierina. Quindi l’assalto conclusivo alla porta di Tonti sferrato da una squadra a trazione decisamente anteriore in virtù degl’ulteriori ingressi di Di Maira e Cascione. Audacia, nonché generosità, premiata al 48’. Zampaglione si procura una punizione quasi dalla bandierina. Batte Longoni scodellando in area, dove nessuno riesce a toccare. La sfera è ripresa da De Luca che la rimette al centro, tocco di Gattari con sfera che s’impenna, Tonti in uscita riesce a respingere sul tentativo di tap-in di Monopoli, a rimorchio però arriva lo stesso Gattari che insacca in scivolata. Poi è solo apoteosi in campo e sugli spalti. A guastare un po’ la festa biancoverde, un gesto di stizza rivolto alla tribuna da Marchetti, probabilmente in risposta a qualche critica di troppo ricevuta. Il forte difensore però si scusa platealmente sotto la tribuna, dove viene condotto dal ds Maglia, e poi in sala stampa.

 

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VIGOR LAMEZIA (4-2-3-1) Forte F. 5; Marchetti 6.5, Monopoli 6.5, Gattari 7.5, Crialese 7 (34’st Di Maira sv); Giuffrida 6.5, Cerchia 6.5; Rondinelli 6 (9’st Longoni 6.5), Catanese 6.5 (29’st Cascione sv), Zampaglione 6.5; De Luca 6.5 In panchina: Zelletta, Castaldo, Martino, Giacinti. Allenatore: Costantino 6.5

BORGO A BUGGIANO (4-4-2) Tonti 6.5; Annoni 5.5, Checchi 6, Garaffoni 6.5, Pastore 5.5 (1’st Manganelli 6); Nolè 6, Maretti 6, Caciagli 6, Forte D. 6 (29’st Settepassi sv); D’Antoni 6, Dimas 6.5 (16’st Fioretti 6). In panchina: Gaffino Rossi, Rolando, Butini, Del Porto. Allenatore: Masi 6

ARBITRO: Capilungo di Lecce 6

MARCATORI: 36’pt Dimas (B); 28’st Crialese (VL), 48’st Gattari (VL)

NOTE: giornata nuvolosa con terreno pesante. Spettatori 900 circa. Ammoniti Pastore (B), Garaffoni (B), Annoni (B), Forte D. (B), Giuffrida (VL). Angoli 5-3. Recupero: 2’pt e 5’st

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Commenti post-gara

Ormai aveva fatto la bocca al pari, il tecnico ospite Masi. “Non ho problemi nel dire che siamo passati in vantaggio immeritatamente, per cui la reazione avuta dalla Vigor era il minimo che ci si poteva aspettare da una squadra importante e costruita per altri obiettivi. Anche se, paradossalmente, abbiamo sofferto meno nel secondo tempo. Sui gol commesse due ingenuità. Ci siamo chiusi troppo nel secondo tempo? Eravamo pur sempre in vantaggio e poi bisogna tener conto che di fronte avevamo una squadra caparbia che verticalizzava subito mettendo tanti palloni sulla nostra linea di difesa. E poi, ripeto, non abbiamo subito granchè nonostante la pressione avversaria”. Per mister Costantino, invece, un successo ormai quasi insperato. “Gran bella partita e vittoria voluta, cercata e direi meritata nonostante sia arrivata all’ultimo minuto. Non era facile venirne a capo perché loro nel secondo tempo si sono rintanati tutti dietro e gli spazi erano davvero intasati. I miei, però, dopo essere andati in svantaggio mentre stavano giocando benissimo, hanno avuto la forza, la tranquillità e la pazienza di ribaltare il risultato. Per larghi tratti, ho rivisto la squadra che piace a me. Nella ripresa ho tentato il tutto per tutto? Sinceramente me ne sono pentito avendo sbilanciato nettamente la squadra. E’ andata bene, ma qualora avessimo perso, avremmo fatto la figura dei polli. Eravamo rimasti davvero contati dietro visto che Crialese, Marchetti e Cascione fungevano da esterni alti. In pratica difendevamo con due soli uomini, più Giuffrida in mezzo al campo. Grande merito va perciò dato ai miei difensori che han fatto molta marcatura preventiva, non dando, in tal modo, la possibilità di ripartire agli avversari”. Una Vigor che pare aver ormai imboccato la via maestra. “Non eravamo malati prima, avendo sempre detto che tutti quei pareggi ci sarebbero ritornati utilissimi non appena avremmo iniziato a vincere qualche partita di fila. Adesso, però, non dobbiamo cullarci, ma mantenere questa mentalità. Ovvio che non potremo vincere ogni domenica, tuttavia già martedì scorso ho ribadito come dalla trasferta di L’Aquila, dove abbiamo rischiato di vincere, in poi, la squadra si è sempre espressa bene. Anche con il Gavorrano nonostante qualcuno abbia cercato di fare una caccia alle streghe. Stiamo dando continuità grazie anche alla caparbietà dimostrata dai ragazzi nel cercare fino alla fine la vittoria”. Costantino vuole una squadra camaleontica. “Sia oggi che a Melfi, abbiamo lasciato il palleggio agli avversari, nei loro primi 25 metri, perché volevamo rubargli palla. Qualora li avessimo pressati alti, invece, avremmo probabilmente sbagliato. Dobbiamo continuare ad interpretare ogni sfida in base alle caratteristiche dell’avversario di turno. Senza rinunciare, se necessario, a togliere anche chi sta giocando bene per mettere dentro qualche pedina più funzionale a quella determinata partita”. Subito dopo il triplice fischio, il ds Maglia e Giuffrida sono subito corsi ad abbracciare Forte. “Aspetto importante – conclude il trainer biancoverde - perché fa capire quanto questo gruppo sia unito.  Longoni? Sta migliorando anche se questa settimana ha avuto un piccolo contrattempo, a livello di mal di schiena, dovuto al fatto che ci siamo dovuti allenare di mattina e sul sintetico. Purtroppo Lamezia Terme, a livello di strutture, in questo momento offre questo. Anzi dobbiamo ringraziare per il fatto che ci ospitino al Riga. D’altronde non possiamo minimamente pensare di allenarci al D’Ippolito considerato ch’è già difficile giocarci soltanto la domenica. Tornando a Longoni, essendo ancora a  corto di condizione, è ovvio che ne stia risentendo più degli altri nonostante gli abbiamo un po’ alleggerito i carichi di lavoro”. Marchetti tiene innanzitutto a recitare il mea culpa per il gesto di stizza rivolto alla tribuna.  “Chiedo pubblicamente scusa a tutti quanti per essermi sfogato in modo sbagliato in un momento della partita”. Poi si parla del match. “Era difficile tessere delle buone trame di gioco su un campo pesante e quasi fangoso. Nonostante tutto, siamo ugualmente riusciti a costruire diverse occasioni da rete”. L’ex  difensore del Barletta nell’occasione è stato nuovamente spostato esterno. “Ci  sono delle esigenze che mi stanno spesso portanto a giocare a destra. Ma lo faccio senza alcun problema e con la massima professionalità. Il mister m’invitava spesso ad allargarmi, prendere palla e spingere, in modo da permettere a Zampaglione di tagliare. Nel secondo tempo ci sono riuscito un po’ di più. Era molto importante far nostra questa partita. Abbiamo fatto un altro passo in avanti ma non bisogna adagiarsi, bensì continuare a lavorare con tranquillità, puntando a mettere quante più squadre sotto di noi”.

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Ferdinando Gaetano

 

 

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