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Lamezia Terme - Ha lasciato i suoi strascichi disciplinari, com’era abbastanza prevedibile visto l’infuocato  post-gara, l’incontro perso in maniera a dir poco rocambolesca contro il Messina. Sul club di via Marconi ieri si è infatti abbattuta la scure del Giudice Sportivo, il quale ha inflitto l’ennesima ammenda stagionale, stavolta di ben 5000 euro, “poiché – si legge nella nota ufficiale - persone non identificate, ma riconducibili alla società, indebitamente presenti nel recinto di gioco, al termine della gara, rivolgevano reiterate frasi offensive e minacciose verso dirigenti della squadra avversaria; perchè propri sostenitori introducevano e accendevano nel proprio settore diversi fumogeni e facevano esplodere diversi petardi di notevole potenza; un fumogeno ed un petardo venivano lanciati nel settore dello stadio occupato dai sostenitori della squadra avversaria, senza conseguenze”.
Individualmente, poi, sono stati inibiti a ricoprire cariche federali fino al prossimo 31 maggio i dirigenti Luigi Cirifalco ed Emanuele Ionà, nonché il componente dell’area tecnica Francesco Maglia. Per tutti e tre identica la motivazione, “perché al termine della gara rivolgevano reiterate frasi offensive verso dirigenti della squadra avversaria”.

In tale contesto, tuttavia stupisce un tantino proprio l’assenza di sanzioni nei confronti di dirigenti avversari anche perché a fine gara, negli spogliatoi, si è udito chiaramente anche il “forte vociare” del ds peloritano Ferrigno, col quale più di un dirigente vigorino ha avuto un colorito scambio di vedute. Così come sorprende che tra i soggetti “attenzionati” dal giudice sportivo non figuri colui che, probabilmente, più di tutti non le ha mandate a dire al “sindaco” (come veniva soprannominato ai tempi della sua militanza calcistica nel Catanzaro) , ci riferiamo all’ex presidente Paolo Mascaro il quale, seppur non in forma ufficiale, al termine della gara ed in presenza dei commissari di campo ha lanciato pesanti accuse al sodalizio giallorosso in merito alla gara dell’ultima giornata che vedrà l’undici di Grassadonia ospitare il Martina Franca. Se si nutrono forti sospetti sulla regolarità di alcune gare di quest’ultimo scorcio di stagione, si chieda di essere ascoltati dalla Procura Federale. Altrimenti, il rischio di ritrovarsi, come suol dirsi, “cornuti e mazziati” sarà reale. D’altra parte che alla Vigor, com’è giusto che sia, nessuno stia regalando niente in questa coda di torneo è del tutto lampante, così come il fatto che qualche altra squadra nelle ultime cinque-sei  settimane abbia però giocato da par suo solo contro i biancoverdi. E qui le possibili spiegazioni sono due: o Mangiapane e compagni sono ormai diventati di gran lunga la compagine  più debole del girone, oppure c’è realmente qualcosa di poco chiaro.  Interpellato a tal proposito, ieri pomeriggio mister Costantino ha così risposto ai cronisti. “Ad oggi, per quanto mi riguarda,  la mia società è la più pulita che c’è. Non che le altre siano sporche, ci mancherebbe, però io vado fiero della mia. Non m’interessa se il Teramo s’impegna poco con le altre e tanto contro di noi. Io ho un solo obiettivo: battere il Poggibonsi. Questa è la cosa più importante dato che un’eventuale, ed auspicabile, nostra promozione in Lega Pro unica sarebbe nettamente più bella e soddisfacente degli altri. Ovvio che mi piacerebbe che il Messina battesse il Sorrento o che il Teramo facesse risultato anche con le altre squadre, ma passa tutto in secondo piano perché la cosa fondamentale è che vinciamo in primis noi. Non ci aspettiamo nulla dalle altre compagini”.

Il tecnico lametino resta fiducioso. “Nelle ultime due partite non abbiamo raccolto neanche un punto malgrado sia da tre tempi che giochiamo in modo straordinariamente bello. Forse nel secondo tempo di Teramo abbiamo fatto anche meglio di domenica. Si è segnato solo un gol, ma  la strada è quella giusta. Mica può esistere una società o un allenatore che dice alla propria squadra di giocare malissimo e portare però a casa i tre punti.  Bisogna solo cercare di perfezionare una macchina che, sotto l’aspetto fisico-tattico, sta già facendo bene. Stiamo esprimendo una qualità di gioco molto alta e che, se dovesse continuare, dovrà per forza portarci a vincere. E’ accaduto a Caserta, ed in parte ad Aprilia, con l’Ischia e, limitatamente ai secondi 45’, contro l’Aversa. Adesso però il passato va messo da parte perché non c’è più il tempo per fermarci a parlarne. Ed avrei detto la stessa cosa anche qualora avessimo battuto il Messina. Non vediamo l’ora che arrivi domenica per affrontare il Poggibonsi”. Costantino torna sul Teramo. “Non penso l’abbia fatto apposta a vincere solo contro di noi nelle ultime sei giornate. Anche perché non dimentichiamo che durante la settimana che ha preceduto la nostra sfida in terra abruzzese, c’era stato l’appello del presidente del Chieti.  Noi, invece, non ci stiamo appellando a nessuno. Stiamo pensando sempre e solo a noi stessi e di ciò sinceramente sono orgoglioso perché un domani nessuno potrà permettersi di dirmi e dirci niente”.

Una Vigor che pare non riuscire a trovare il giusto equilibrio da metà  dicembre ad oggi. Con Novelli, infatti, si segnava ed al contempo si subiva (escluse le papere di Rosti) col contagocce, mentre da quando è stato richiamato Costantino la squadra sta facendo l’esatto contrario, come testimoniato dai nove gol fatti ed undici subiti in sette gare. “Penso possa essere una cosa casuale perché la scorsa stagione era tutto il contrario. Miglior difesa d’Italia e attacco poco prolifico. Eppure l’allenatore è sempre lo stesso e vi assicuro che non ha cambiato mentalità. Anche se sorrido quando leggo, tra le altre cose, che domenica bisognava difendersi meglio. Non è che siamo stati dei pazzi, si è fatta una partita per vincere e ritengo si sia vista. Poi, subito dopo aver sbloccato, ci siamo fatti gol da soli su un cross in area nel quale il mio giocatore aveva nettamente anticipato l’avversario. Avevamo comunque recuperato palla, quindi, anche se poi fortuitamente è schizzata nella nostra porta. Successivamente abbiamo commesso un altro errore, costatoci il 2-1. Ho fatto cambi equilibrati ma la mentalità è rimasta sempre quella di attaccare per vincere. Si è però verificata una situazione di gioco che ci ha portato a prendere gol in maniera sciocca e rocambolesca. Ma non per questo va buttata la mentalità che stava incarnando la squadra, avendo essa attaccato per 80’ con raziocinio, senza mai rischiare nulla. Solo per  un episodio quindi diciamo che ci siamo fatti fregare, o che abbiamo stuzzicato l’avversario quando, in verità, l’abbiamo letteralmente massacrato. Poi se con Pepe, D’Aiello, De Bode, Silvestri e Guerriera, il Messina è riuscito a subirci senza rischiare eccessivamente, lottando con le unghie ed i denti, gli va dato solo merito. Sono stati bravi a non far mai passare quella palla giusta nonostante avremo messo una trentina di palloni nella loro area di rigore. Sicuramente dobbiamo essere più bravi a fare gol e superare il difensore nell’uno contro uno. Su questo non ci piove. Però, allo stesso tempo, dico che sono poche le squadre in grado di sapersi difendere come ha fatto il Messina”.

Facciamo però notare come sullo 0-0  il Messina non fosse mai riuscito a cogliere la difesa biancoverde sbilanciata ed impreparata, come invece successo in occasione del 2-1 di De Vena. Sbloccata la parità iniziale a poco più di 10’ dallo scadere dei novanta regolamentari, si è deciso di sfidare apertamente quella che, numeri alla mano, è indiscutibilmente  la squadra più forte di questo girone di ritorno. Scelta coraggiosa ma decisamente rischiosa vista la contemporanea presenza in campo di gente come Zampaglione, Longoni, Mangiapane e D’Amico, ovvero elementi che, per stanchezza o  scarsa propensione alla corsa ed al sacrificio tattico, hanno probabilmente portato a sbilanciare la squadra ed a non garantire un’efficace azione d’interdizione, come, ripetiamo, evidenziato dalla ripartenza culminata nel 2-1 di De Vena. Azione, tra l’altro, innescata da uno di quei cross errati che non ti aspetteresti da un calciatore dell’esperienza e dello spessore tattico di Mimmo . “Per una sola situazione non credo possiamo dire che negli ultimi 10’ non ci siamo saputi difendere.  Col senno di poi è normale che, avendo messo Longoni e Mangiapane per Carbonaro e  Romano,  possiate dirmi di aver pensato troppo ad attaccare mentre bisognava stare più coperti; così come se avessi messo Meucci e Rossini, probabilmente sarei stato accusato di essermi difeso troppo. Girala come vuoi, - sorride – chi ha sempre ragione siete voi”.

Archiviando quello ch’è ormai stato, ieri la squadra ha ripreso gli allenamenti al Riga. Gattari ha continuato a fare corsa lenta, e tra oggi e domani dovrebbe sottoporsi ad un nuovo controllo. Come a dire che la sua presenza a Poggibonsi non è ancora scontata. Lo sarà, invece, quella di Marchetti che ha scontato il turno di squalifica che domenica dovrà invece osservare capitan Mangiapane a seguito dell’evitabile ammonizione rimediata negli appena dieci minuti finali giocati. Tra le fila toscane saranno due gli appiedati: il terzino sinistro Pupeschi ed il centrocampista Baldassin. “Questa – rilancia il trainer vigorino - è la settimana più importante della stagione. Alla ripresa abbiamo analizzato nei dettagli ciò ch’è successo domenica, anche se ritengo ci sia stato molto più di positivo. Quel poco di negativo c’è però costato la sconfitta. Ma questo passa in netto secondo piano perché ad oggi siamo ancora ottavi da soli a tre partite dalla fine. E questa è la cosa più importante. Speriamo domenica sera di poter essere in grado di dire le stesse cose. La mentalità resta quella di guardare solo a noi stessi e battere il Poggibonsi. Non sarà niente di scontato però, potendo fare l’esempio del Gavorrano che, giustamente, sta facendo appieno il proprio dovere. Chi pensa possa essere una partita facile, sicuramente non scenderà in campo qualora me ne dovessi accorgere. Ma avendo ormai conosciuto questi ragazzi, ritengo non esista questo pericolo”. Importante sarà la tenuta nervosa. “Non avendo niente da perdere, il Poggibonsi potrebbe anche permettersi di farci la guerra. E noi dobbiamo essere perciò pronti  ad interpretarla bene anche sotto l’aspetto della tenuta nervosa”. Una Vigor in ogni caso destinata anche quest’anno a dover soffrire fino all’ultima giornata.  “Non riesco minimamente ad immaginare che possa non finire come la scorsa stagione. Ma non perché non voglia essere umile davanti a voi, semplicemente perché non riesco a non pensare ad un lieto fine”.

Ferdinando Gaetano

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