
Lamezia Terme - Così com’era già accaduto la scorsa stagione, dunque anche nell’attuale, l’Arzanese si conferma imbattibile per i biancoverdi, come testimoniato dai due 1-1 al D’Ippolito e dalle due sconfitte di misura in terra campana. Uno dei diversi tabù di cui la Vigor sembra ormai schiava negli ultimi due, o in alcuni casi tre, campionati. Vedi, ad esempio, pure i quattro 0-0 consecutivi col Martina Franca o i sei pareggi, in altrettante sfide, contro i toscani del Gavorrano. “Purtroppo – ha esordito mister Costantino nel tradizionale incontro con la stampa del martedì - la cosa più importante è che abbiamo perso. Poi è anche vero che fa comunque piacere non averlo meritato. Per com’è andata la partita, si poteva tranquillamente pareggiare, nonché persino vincere qualora avessimo sfruttato un pochino meglio quei 20’ favorevoli avuti nel primo tempo. L’Arzanese ha fatto anch’essa una discreta partita, anche se noi abbiamo commesso qualche errore in più tanto in fase difensiva che in quella offensiva. Dietro sono stati davvero pochi, comunque, ma letali. In questo frangente della stagione, se sforni una prestazione normale e non hai al contempo un pizzico di fortuna, perdi la partita. Figuriamoci, quindi, se giochi male del tutto. Non è questione di non aver saputo conservare il vantaggio, perché non andava assolutamente amministrato per come si stavano mettendo le cose, essendo, tra l’altro, anche a favore di vento nel primo tempo. Abbiamo spinto, ma bisognava essere più determinati e dare ancora di più”.
Dopo cinque turni, la Vigor è tornata a subire più di un gol in 90’. “Dà più fastidio come si è preso il primo, davvero banale perché ci siamo fatti trovare impreparati in quella situazione di gioco nonostante fossimo posizionati in modo perfetto. Solo che invece di temporeggiare su quella palla, abbiamo consentito a Sandomenico di andare via e sfruttare così le proprie peculiarità. Si è trattato di un errore individuale in ogni caso. E’ normale che anche sul secondo ci sia stato un errore, ma meno grave del primo, nel senso che magari Ripa poteva essere meglio controllato”. A giudizio di Costantino, determinante, ai fini della sconfitta, si è rivelata l’espulsione di Giampà. “Se fosse passata per prima in vantaggio l’Arzanese, sarebbe stato ancora peggio. Anche perché il 2-1 l’abbiamo preso quando siamo rimasti in dieci. Anzi, ritengo che proprio l’espulsione di Giampà abbia avuto un peso decisivo, visto pure il concomitante vento contrario ed il fatto che l’Arzanese stava iniziando a spingere sempre più alla ricerca del gol vittoria ed in parità numerica avremmo perciò potuto magari punirli in ripartenza. Alla fine, però, domenica anche l’1-1, alla luce degli altri risultati, avrebbe voluto dire incamerare quasi due punti. La squadra, inoltre, non ha ricevuto nessun aiuto nell’occasione. Inutile che mi metta a parlare dell’arbitro. Nei primi 20’ non abbiamo subito quasi alcun tiro in porta dai nostri avversari. Senza dimenticare che sull’1-1 abbiamo avuto noi, quattro contro tre in contropiede, la palla del 2-1, sprecandola malamente. Nel finale, il portiere ha inoltre tolto da sotto il set il calcio d’angolo di Mangiapane. Si è insomma perso, ma con tutti gli episodi a nostro sfavore”. A chi cerca di pungolarlo, parlandogli di scarsa personalità dell’arbitro, il tecnico vigorino risponde deciso. “Già al termine della gara, avevo dichiarato di non voler parlare della sua direzione, mentre invece è poi uscito mezzo titolo con scritto che per il sottoscritto si era perso per errori dell’arbitro. E’ da due partite, le ultime, che sto lasciando giudicare il suo operato a voi giornalisti perché non voglio dare l’impressione di aggrapparmi all’alibi dell’arbitraggio”.
L’assenza simultanea di Marchetti e Gattari alla fine non sembra aver pesato eccessivamente grazie alla buona prestazione sfornata da Gona e Strumbo. “Entrambi i centrali hanno disputato una buona partita. Sono stati innanzitutto bravi a giocare usando la testa. Avevo chiesto loro di agire da reparto, senza rischiare l’anticipo quando l’avversario era distante dalla loro zona. E’ vero che il campo ed i numeri hanno sin qui detto che Marchetti e Gattari sono stati i difensori titolari di questa squadra, però chi ogni volta è stato chiamato a sostituirne uno o entrambi, ha sempre dimostrato che con l’attenzione e la concentrazione si riescono a fare ugualmente cose importanti”. L’allenatore nato quarant’anni fa a Milano non si dice preoccupato del fatto che chi sta sotto da qualche giornata stia ormai correndo molto più velocemente di chi occupa le prime posizioni, anche alla luce del fatto che la Vigor in queste restanti sette giornate dovrà giocare solo una volta contro le squadre di testa, affrontando, per il resto, sempre compagini alla disperata ricerca di punti per cercare di entrare tra le prime otto o quantomeno per evitare la retrocessione diretta. “Non mi preoccupa perché credo che dietro tali risultati ci siano soltanto dei piccoli cali mentali in chi sta li davanti. Sono tutte squadre composte da professionisti, conosco in particolare la rosa della Casertana e del Cosenza. Tra l’altro la quarta, cioè il Foggia, non è ancora salva, per cui dovrà vincere ancora qualche altra partita e noi non dobbiamo più incontrarla. Dovremo invece affrontare il Teramo in trasferta. Al di la che c’è sempre la corsa al primo posto, ma poi brutte figure ritengo non voglia farne nessuno. Semmai, dovrebbe un po’ sorprendere il contrario, cioè che il Gavorrano batta il Foggia o che il Sorrento perda in casa e vada poi a vincere fuori. Mi aspetto che facciano tutte il proprio dovere fino in fondo. Noi dobbiamo vincere ad Aprilia? Bisogna cercare di fare un risultato importante, e per esso intendo i tre punti. Anche perché in queste gare restanti per noi non ce n’è neanche una scontata, cioè sicuri che la vinceremo. Quindi dalla prossima dovremo puntare a vincere contro qualsiasi avversario, come vorranno fare anche gli altri. La prossima gara per noi è sempre la più importante. Ne restano sempre di meno, infatti, e quindi perdere diventa via via più grave e brutto”.
Nelle ultime quattro gare della gestione Costantino in cui si è per primi passati in vantaggio, alla fine sono maturate tre sconfitte ed un pari. Nelle ultime quattro, sempre con l’ex tecnico della Rossanese in panca, in cui si è invece andati inizialmente sotto, alla fine si è sempre pareggiato se non vinto del tutto in rimonta. “Col senno di poi, penso che se non ci fosse stata quella situazione in cui ci siamo addormentati, e parlo sull’1-1, probabilmente domenica non avremmo perso. Fermo restando che sempre tre punti sono quando vinci, sia che lo fai in rimonta, che senza. Per noi questo non è un dato da tener presente, nel senso che non ha un nesso con quanto poi successo in campo. Non abbiamo preso gol su una ripartenza avversaria, ma a difesa schierata. L’attenzione nel cercare di fare il secondo gol c’è stata. Nel secondo tempo, prima del loro 2-1, Piacenti ha compiuto tre miracoli? Eh ma col vento contro era impossibile non dargli spazio. Nel primo tempo, comunque, ha fatto una bella parata Fiory e rischiato, sempre loro, un clamoroso autogol. Nel secondo due pericoli li abbiamo pur sempre arrecati alla porta dell’Arzanese. Con Rondinelli, ch’era meglio se la passava invece che tirare (anche se siamo ugualmente mancati nel tap-in sulla corta respinta del portiere), e con l’angolo di Mangiapane. E’ stata una partita equilibrata in cui gli episodi han pesato parecchio. Ma non ho visto demeriti, nel gestire l’iniziale vantaggio, da parte dei miei”. A chi gli chiede perché questa squadra non riesca ad avere continuità a livello di risultati, questa la risposta di Costantino. “Se non avesse avuto questo deficit non ci sarebbero stati tutti questi cambi in panchina. E’ una squadra, questa, che ha purtroppo evidenziato, con i fatti, di essere altalenante. Per il resto, non è che la domenica affrontiamo squadre di parrocchia. Abbiamo un’ottima squadra, composta da buoni giocatori, ma le altre non sono da meno”. Pesano, e tanto, comunque, i troppi punti lasciati per strada in casa. “E’ vero, però vincere in trasferta non è che vale meno. Se ne avessimo vinto una in più in casa ed una meno in trasferta cosa sarebbe cambiato”. Meglio averli in casa, come da calendario, gli scontri diretti con Aversa, Messina e Castel Rigone, o sarebbe stato meglio giocarli in trasferta visto l’andazzo stagionale? “Viene il dubbio anche a me a sto punto! Comunque se prendiamo a riferimento l’ultima nostra gara casalinga con l’Ischia, nella quale i ragazzi han dato tutto ed il pubblico ci ha sempre incitati, dico che è meglio poterli giocare sul nostro campo”.
Alla luce dei risultati dell’ultima giornata, la quota per entrare tra le prime otto potrebbe essersi abbassata leggermente. “Oggi potrebbero probabilmente bastare 48 punti. Ischia e Messina le vedo ormai dentro. Quattro - cinque punti non sono facili da recuperare in sette partite, anche se poi tutto può succedere”. Facciamo notare come stiano terribilmente pesando anche gli zero gol fatti dal centravanti principe della squadra negli ultimi tre mesi. “Il gol per essere importante deve essere comunque decisivo. Nelle ultime tre partite, Del Sante ha fatto un’eccellente partita a Caserta, una buona gara in casa contro l’Ischia, ed una insufficiente contro l’Arzanese. Quindi non è ch’è stato sempre da buttare, anche se ovviamente sarebbe stato meglio avesse giocato bene anche domenica scorsa. Se poi dovesse far male anche la prossima, allora potrò iniziare a rispondere alla tua domanda. Il campionato complessivo suo lo si analizzerà alla fine. Adesso dobbiamo guardare all’immediato. Per il resto, l’importante non è chi fa i gol ma il fatto che comunque qualcuno li faccia. Sono stato abituato a De Luca, d’altronde, cioè ad un attaccante centrale che ha sempre fatto pochi gol, ma che ne ha comunque fatti fare ad altri, con la squadra alla fine comunque riuscita a raggiungere la salvezza. Come a dire che se Del Sante, pur non segnando, da qui alla fine mi giocherà sempre come fatto a Caserta, io sarò contento uguale. L’importante è che tutta la squadra giochi con determinazione e concentrazione. Il fatto di non segnare può però diventare pesante per un centravanti? Si, però dopo che abbiamo vinto a Caserta o pareggiato con l’Ischia non è stato per lui pesante, poiché cosciente di aver offerto delle buone prestazioni. Quando invece perdi e tu giochi anche male, è ovvio che ti pesa maggiormente il non far gol. A sette domeniche dal termine, è comunque impossibile che il ragazzo non tiri fuori tutto ciò che ha. Ci aveva abituato bene però? Una domenica storta può capitare, se poi diventano due-tre-quattro allora diventa un altro discorso. Al momento non me la sento di mettere in discussione nessuno, sebbene sia normale che durante la settimana bisogna sempre allenarsi bene se si vuole sperare di scendere in campo la domenica”.
Oltre a Del Sante, tra i meno convincenti, a Frattamaggiore, anche Rapisarda. Al terzino etneo non pare abbia sortito effetti benefici l’aver potuto tirare il fiato per tre giornate causa cumulo di squalifiche. “Tecnicamente, se andiamo a vedere l’azione del primo gol loro, ha sicuramente qualche responsabilità. Il perché non sa spiegarselo neanche lui, probabilmente. Vuoi anche, ma non solo, per via delle assenze di Marchetti e Gattari, ho deciso di fare giocare lui e magari non un altro; col senno di poi purtroppo la mia scelta non si è rivelata molto felice. Ma mi auguro sia stata anche per lui soltanto una giornata no, anche perché stiamo parlando di un giocatore bravo. Peraltro i calciatori sono uomini in carne ed ossa come noi, e quindi non sono infallibili. Ci avrà messo come sempre il massimo, ma stavolta non sarà bastato. E poi ci sono sempre anche i meriti, ed in questo caso pure un pizzico di fortuna, dell’avversario dato che il suo tiro è passato rocambolescamente sotto le gambe del nostro portiere”. Facciamo notare come una delle due inutili ammonizioni rimediate da Giampà sarebbe invece stata decisamente ben spesa se invece consumata da Rapisarda per impedire a Sandomenico di lanciarsi verso Piacenti proprio in occasione del momentaneo pari dell’Arzanese . “Se dovesse ricapitargli una situazione del genere, ritengo che Francesco stavolta non esiterà a far fallo. In questo momento bisogna però analizzare e non condannare, fermo restando che se in settimana dovessi vedere qualcuno che sta meglio di lui, non esiterò a farlo giocare”.
Ferdinando Gaetano
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