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Lamezia Terme  - Dieci volte, in questo torneo, la Vigor Lamezia è andata per prima in svantaggio. In quattro occasioni sotto la gestione Costantino e in sei sotto quella targata Novelli. Ciò che balza tuttavia all’occhio è che se nelle prime quattro occasioni i biancoverdi sono poi sempre riusciti a ribaltare il punteggio (contro Sorrento, in casa, e domenica scorsa a Caserta) o quantomeno a riequilibrare le sorti del match, vedi gli 1-1 con Gavorrano ed Arzanese, ciò non è mai accaduto durante l’esperienza sulla panchina lametina del tecnico italo-svizzero. Contro Aversa, Teramo, Castel Rigone, Melfi, Foggia e Cosenza, infatti, una volta subito l’1-0 avversario, non si è più stati capaci di riprendere in mano la partita. C’è anche il rovescio della medaglia, comunque, nel senso che con Costantino in panca sono arrivate due sconfitte in rimonta, peraltro con identico risultato (gli 1-2 interni al cospetto di Tuttocuoio e Casertana), mentre sotto la gestione Novelli nelle quattro volte in cui si è riusciti a sbloccare per primi la parità iniziale, sono poi sempre arrivati i tre punti. Dati statistici eloquenti, dunque, seppur da non prendere come oro colato. Anche perché, ad esempio, in almeno un paio di partite di fine girone d’andata, l’ex tecnico di Foggia e Salernitana si è ritrovato a dover fare i conti con un reparto avanzato a dir poco rimaneggiato. Tuttavia un fondo di verità si cela sempre dietro i numeri e quindi c’induce ad affermare come l’attuale allenatore sia maggiormente capace di rimotivare il gruppo a gara in corso, e quindi di stimolare  una maggiore forza reattiva nei momenti di difficoltà, soprattutto psicologica.

Non deve sorprendere più di tanto, perciò, il fatto che per ritrovare, prima di domenica scorsa, una gara in cui i lametini siano stati in grado di non perdere dopo aver subito il momentaneo 1-0 avversario, si debba addirittura risalire alla sfida casalinga del 3 novembre con l’Arzanese, guarda caso quella che costò l’esonero a Costantino e la sua sostituzione con il trainer nativo di Salerno. Un exploit, quello maturato al Pinto, che ha ancora una volta confermato quella legge non scritta del calcio, in base alla quale il cambio dell’allenatore produce immediatamente effetti benefici a livello di risultati. Il problema, però, è che, spesso, tali effetti svaniscono dopo due-tre giornate. Ed in casa Vigor se n’è avuta una conferma con l’avvento in panchina di mister Novelli. Dinamiche calcistiche che, naturalmente, Massimo Costantino ben conosce, tant’è che, pur non nascondendo la legittima soddisfazione per quanto fatto vedere dai suoi in casa della capolista, li invita a tenere i piedi ben saldi a terra. “Non abbiamo fatto ancora niente. Adesso bisogna sfruttare quanto ci ha dato il successo in Campania, consci che la prossima partita, qualsiasi essa sia, sarà diversa”.  Grazie agli otto punti racimolati negli ultimi 360’, Gattari e compagni paiono essersi messi alle spalle il momento critico, con la classifica tornata ad essere maggiormente positiva. Il difficile verrà adesso, però, dato che senza continuità sarà stato nuovamente tutto vano.  “Contro i falchetti rossoblù – ha proseguito Costantino – non ci sentivamo minimamente  già sconfitti in partenza, anche se i ragazzi sono poi andati oltre le più rosee aspettative. E’ arrivato il massimo sotto il profilo del risultato, e c’è stata pure la prestazione. Abbiamo svolto un buon primo tempo ed una ripresa ancora migliore per intensità e gioco. Ma è soltanto un piccolo tassello, forse non preventivato, per il traguardo finale. Adesso non dobbiamo sprecare questo bonus”. “L’Imperatore” prosegue nella propria disamina, concludendola con una citazione tanto cara al suo predecessore/successore. “Ai miei ho chiesto qualcosa di diverso rispetto a quanto avevano fatto  nelle prime dieci partite, e ci sono riusciti. Dalla squadra ho insomma avuto più di quanto mi sarei aspettato. Dopo un’ora abbondante di gioco qualcuno ha cominciato a boccheggiare per le energie spese, che sono state sopperite con una forza mentale straordinaria. Dove non arrivava la gamba, ci arrivava il cuore”.

Un cocktail di grinta e determinazione, quindi. “I ragazzi sono stati diligenti, applicando ciò che gli avevo chiesto, ovvero cercare di rubare palla ai 25-30 metri. E’ stato un continuo correre per impedire agli avversari di arrivare prima sulla sfera”. Ora bisogna tuttavia tornare a vincere al D’Ippolito, evento che non si verifica da quasi tre mesi. I numeri, d’altronde, parlano chiaro pure in questo caso: 16 i punti sin qui raccolti tra le mura amiche a fronte dei 19 ottenuti in trasferta, dove sono stati segnati quindici gol e ne sono stati incassati tredici. Al D’Ippolito, invece, dodici sia le reti all’attivo che quelle al passivo. Mister Costantino potrà presumibilmente contare su un terreno di gioco più asciutto, e meno fangoso, rispetto a Novelli. Vuoi per i lavori di supplemento del drenaggio, portati a termine da un paio di settimane, vuoi per la primavera ormai prossima. Anche se, da questo punto di vista, sin dal suo ritorno in panchina l’ex allenatore della Rossanese non ha mai voluto dare eccessiva importanza al fattore terreno di gioco. “Il campo non mi preoccupa. A Caserta non era eccellente, ma siamo stati bravi ad adattarci. Il terreno, l’avversario, l’arbitro, sono tutte componenti di una partita che a questo punto della stagione non possono più rivestire molto peso. Dobbiamo solo pensare a vincere, giocando con rabbia, voglia e concentrazione”. Ricordiamo che domenica, in occasione dell’importantissimo match interno con la rediviva Ischia, bisognerà fare a meno degli squalificati Rondinelli e Rapisarda. Costantino potrà invece prendere regolarmente posto in panchina avendo rimediato soltanto un’ammonizione dal Giudice Sportivo dopo che domenica era stato allontanato dalla panchina, subito dopo il definitivo 3-1 di Lucas Longoni, per eccessiva esultanza. Tra i gialloblù campani, sempre per stop disciplinare, mancherà l’esperto difensore centrale Mattera. Oggi Gattari e compagni sosterranno una doppia seduta al Riga.

Ferdinando Gaetano

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