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Lamezia Terme - Per la seconda volta consecutiva, la Vigor Lamezia “risorge” in trasferta a distanza di sette giorni da un brutto kappaò interno. Peccato soltanto che da Gavorrano ed Ischia si sia tornati con appena due punti quando, invece, se ne sarebbero meritati quantomeno quattro. “Partita, quella giocata al Mazzella, dai contenuti importanti – osserva Massimo Costantino – in fase di possesso e non, nelle ripartenze e transizioni. Purtroppo, c’è stato anche qualche errore, altrimenti avremmo sicuramente vinto. La squadra ha però risposto sia dal punto di vista mentale, che pretattico e tecnico, mostrandosi capace di mettere in atto soluzioni di gioco con cognizione di causa. Quanto alla risposta data sul piano fisico, era scontata perché, come sempre ribadito, da questo punto di vista la squadra non è mai venuta meno. E’ mancato solo il risultato pieno, purtroppo”. Una reazione, rispetto alla gara precedente, che non ha affatto sorpreso il trainer vigorino. “In settimana avevo detto ai ragazzi che avrei riconfermato lo stesso undici sconfitto dalla Casertana, perché avrebbe costituito, per loro, uno stimolo in più a riscattarsi. E tranne Gattari, ch’è stato l’unico a non esser ridisceso in campo, hanno tutti lottato su ogni pallone fino al 95’. Questa era la risposta che volevo io, ma, e lo dico con un pizzico di presunzione, ero sicuro al 100% che ad Ischia la squadra avrebbe sfornato una grande prestazione. Naturalmente non potevo essere convinto del risultato, ma della prestazione ero convintissimo”.

Per la seconda domenica consecutiva, nonché terza nelle ultime quattro, non si è stati capaci di condurre in porto l’1-0 iniziale. “Su queste cose possiamo stare a parlare per mesi, o anni, dato che non sono cose allenabili. Può invece esserlo l’errore fatto in occasione del gol subito. Ci sta se non riusciamo a chiudere la partita, anche perché tra avere l’occasione e sfruttarla, c’è di mezzo il mio giocatore, il portiere avversario, il palo, la sfortuna, il piede del difensore in extremis, eccetera. Tante componenti, insomma. E’ vero che non chiudere il match ci è costato la mancata vittoria, però è anche vero che poteva finire 1-0 per noi. Non è che per vincere bisogna per forza fare almeno due gol. Poi è ovvio che per come sono andate le cose in campo, si poteva vincere tranquillamente 3-0. Naturalmente in quei frangenti ho provato rabbia a non aver chiuso una partita del genere, ma poi resti comunque contento  perché sai come va il calcio e quindi hai la consapevolezza che in futuro ci saranno partite in cui magari, al contrario, meriteremo di meno e porteremo  a casa l’intera posta. Il mio compito è far capire ai ragazzi di dover commettere meno errori possibile, sia in fase di possesso che di non possesso”.

Facciamo personalmente notare come da alcune domeniche pare esser tornata la Vigor della scorsa stagione, quella che per fare un gol doveva costruire un’infinità di occasioni da rete. Concretezza che pareva esser stata ritrovata nelle prime giornate dell’attuale torneo.  “E’ una cosa vera, però bisogna sempre ricordarsi di mantenere una coerenza di fondo. La settimana scorsa venivamo rimproverati di non tirare in porta; ora, invece, quasi di farlo troppo. A Gavorrano abbiamo avuto possibilità di vincere, col Tuttocuoio di pareggiare. Quindi quello che dicevate la scorsa settimana era sbagliato. Non mi va di rispondervi carta e penna alla mano come un ragioniere. Quello che ha detto il direttore è giusto, però dovete anche, tra virgolette, ammettere come si parli sempre di questo secondo tempo con la Casertana. Non esageriamo perciò, perché altrimenti va a finire che tra qualche settimana tornerete a rispolverare sempre questi secondi 45’ con i campani. Dobbiamo essere coerenti anche in questo. In fondo, è stata la dimostrazione che si è sbagliato solo un tempo in nove partite, oltre ovviamente a qualche altro breve spezzone o frangente di altre gare. In questo girone, e non solo, la Vigor è squadra apprezzata per tanti lati positivi. Ed ogni tanto mi piacerebbe, e non perché sono l’allenatore, che venissero fuori altre cose come, ad esempio, il fatto che domenica ha esordito in prima squadra un altro ragazzo di Lamezia Terme, peraltro giovanissimo oltre che prodotto del nostro vivaio. Saranno magari cazzate, ma pur sempre cazzate positive. Ad Ischia al posto nostro domenica avrebbero fatto festa per l’esordio di Torcasio. Come bella è pure stata tutta l’azione da cui è scaturito il gol di Del Sante. C’è stata bravura sua, di D’Amico, di Romano che col suo movimento ha portato via l’avversario, e di qualche altro che il venerdì o il sabato mattina si fissa su determinate cose”.

Ma il nostro, facciamo notare al tecnico lametino, non voleva certo essere  un’accusa nei suoi riguardi o un voler richiamare in causa il match perso contro l’undici di Ugolotti. Bensì la constatazione di come una squadra, per ritenersi veramente autorevole e competitiva per centrare senza troppi affanni la partecipazione alla prossima Lega Pro unica, debba saper chiudere determinate gare come lo è stata quella di Ischia. “La mia risposta era generica - precisa Costantino - perché la settimana precedente qualcuno di voi cronisti mi aveva detto che la squadra non tirava in porta. Avrei voluto rispondere che ci può stare d’incappare in una domenica no, ma allora ho preferito rispondere diversamente”. Qualche altro collega fa notare come le sconfitte interne generino da sempre, anche per una questione di cultura e mentalità calcistica, un maggior clamore rispetto a quelle esterne. “E’ vero ma non bisogna perdere di vista quello ch’è l’obiettivo. Tutti metterebbero una firma per perdere puntualmente al D’Ippolito e vincere, in compenso, tutti gl’incontri giocati in trasferta, visto che tale ruolino garantirebbe di chiudere tra le prime otto. Io devo pensare unicamente a portare dei risultati a casa per centrare l’obiettivo finale prefissatoci”.

L’ex allenatore della Rossanese aggiunge come “questa squadra giochi sempre con la stessa mentalità sia dopo averlo fatto, il gol, che dopo averlo incassato. Quando a Sorrento siamo subito andati sotto, o quando a Foggia abbiamo rischiato di beccare ripetutamente la rete avversaria, si è vista proprio tale mentalità, venuta invece un po’ meno nelle ultime gare casalinghe dove, per cultura, qualcuno dagli spalti ogni tanto non ha pazienza, il che può creare in qualche giocatore un po’ di fastidio. Purtroppo, però, il calcio è questo e sappiamo come i calciatori diventino beniamini dei tifosi  perlopiù quando si vince. Lamezia Terme fa parte dell’Italia e quindi si uniforma a tale aspetto. E’ un problema di cultura e mentalità. Qualora non si riesca a far gol, subentra un po’ di paura e tensione nella squadra anche perché si pensa che in casa la Vigor debba sempre attaccare e fare, dopo il primo, il secondo ed il terzo gol”. Domenica al D’Ippolito arriva l’Arzanese dell’ex Giacinti, squadra che ha sin qui deluso parecchio tanto da essere staccata in fondo alla classifica.  “Tra i tanti difetti che ho da allenatore della squadra, c’è anche quello di non sottovalutare mai nessuno. Per cui questo pericolo non esiste proprio. Tra l’altro, una nostra eventuale vittoria domenica potrebbe farci guadagnare parecchio terreno in classifica considerato il contestuale scontro diretto in programma tra Teramo e Casertana. Bisognerà però vincere a prescindere della prestazione, perché abbiamo capito  che da sola quest’ultima non basta a garantirti i tre punti”.

Certo che vedendo quanto combinato da Gattari e compagni nelle ultime cinque giornate, ci si potrebbe domandare, paradossalmente, quanto possa essere vantaggioso giocare due domeniche di fila tra le proprie mura.  “Se devo fare battuta potrei dire che sarebbe stato meglio giocare ancora in trasferta, ma realmente – prosegue sempre Costantino - dico che è meglio così dato che giocare in casa ti dà diversi vantaggi, tipo conoscere le caratteristiche del campo, il non doverti sorbire il viaggio, avere il pubblico dalla tua, e così via. Non penso possano essere le cinque persone che al  primo errore iniziano a fischiare, a condizionare realmente i miei calciatori; anche perché siamo dei professionisti. Certo, giocando contro una formazione che ha assoluto bisogno di punti, probabilmente domenica potremmo trovare  meno spazi a nostra disposizione. Al contempo c’è però da riconoscere come nessuno finora sia venuto al D’Ippolito a fare le barricate. Dopo l’autorevole prestazione offerta ad Ischia, inoltre, siamo mentalmente più pronti ad affrontare l’Arzanese ”.

L’AMICHEVOLE DEL GIOVEDI’

Mister Costantino ha mischiato le carte nel corso del test con gli Allievi disputatosi ieri pomeriggio al D’Ippolito. Nella prima frazione, il tradizionale 4-2-3-1 ha visto una linea difensiva, da destra a sinistra, composta da Ferrara, Marchetti, Strumbo e Tommaselli. In mediana la coppia Perrino – Romano; col trio Torcasio – De Giorgi – Carbonaro alle spalle di D’Amico. Una sola segnatura: quella di Strumbo a risolvere una mischia in area. Nel secondo tempo, la difesa ha visto in campo Rapisarda, Lauritano, De Martino e Malerba. A protezione il duo Scarsella – Voltasio; quindi Rondinelli, Padulano e Pirelli a supporto di Del Sante. Proprio quest’ultimo è stato il principale mattatore grazie ad una doppietta: primo gol su rigore e successivo con una perentoria inzuccata  su cross in area di Malerba. Ad arrotondare ulteriormente il punteggio, ci hanno poi pensato Padulano e,a raccogliere un tiro-cross di Rondinelli, Pirelli. A metà ripresa, al posto di Lauritano è entrato Gattari il quale ha così giocato, senza forzare eccessivamente, una ventina di minuti. Zampaglione, invece, si è limitato ad una leggera corsetta a bordo campo prima di palleggiare con un leggero Super Santos, ovvero il pallone icona degli anni ‘80’ e ‘90. Oggi pmeriggio la squadra si è nuovamente allenata al D’Ippolito. Domani mattina la rifinitura al Riga.

 

Ferdinando Gaetano

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