
Lamezia Terme - Dopo 107 giorni, a guidare la squadra alla ripresa degli allenamenti è dunque tornato Massimo Costantino. Assieme all’allenatore nato a Milano ma lametino d’adozione, è tornato anche il suo vice, nonché preparatore dei portieri, Alessandro Quarta. I due, nell’allenamento svolto pomeriggio al D’Ipplito, sono stati coadiuvati da Giuseppe Saladino, ovvero l’unico componente dello staff tecnico ad aver vissuto entrambe le gestioni tecniche. Al termine della seduta, il diesse Maglia ed il nuovo-vecchio allenatore (nessun esponente della dirigenza era invece presente) si sono sottoposti al “fuoco amico” dei cronisti in sala stampa. “Costantino – ha esordito il ds biancoverde - non è stato richiamato perché era ancora sotto contratto. Nella vita si può sbagliare e riconoscere gli errori. A novembre non era stato mandato via solo per una questione di risultati. Oggi possiamo tuttavia ammettere come il problema non fosse l’allenatore. Si pensava che quella decisione, presa dal sottoscritto e dalla dirigenza, potesse imprimere una svolta alla nostra stagione”.
“Ho avuto modo di parlare a lungo con Massimo in queste ore ed ho capito che è ancora più carico di prima. Al di la del suo valore tecnico, che ritengo consistente, questa squadra sta mostrando limiti di carattere mentale e nervoso. E per ovviare a ciò non possiamo certo cambiare allenatore ogni quattro partite, per dare di volta in volta la giusta scossa. In questo, il ritorno del mister può però aiutarci dato che conosce bene l’organico e l’ambiente. Certo non sarà facile smuovere il gruppo da questo appiattimento mentale che è al momento forte. Ne abbiamo discusso a lungo, però, e riteniamo ci siano comunque i mezzi per risollevarci”. Maglia ammette di aver sbagliato qualcosa nella scelta dei calciatori. “Nella mia carriera di direttore sportivo ho sempre voluto prendere calciatori integri fisicamente e liberi da qualsiasi vincolo protettivo. Purtroppo non posso sapere a priori se sono anche forti a livello mentale e caratteriale. Probabilmente il fatto che, tranne pochi elementi, tutti gli altri abbiano un’età media sui 24 anni fa si che non siano, in un certo senso, né carne e né pesce. Anche perché a livello tecnico questo è per me un gruppo fortissimo. Da adesso però non hanno più alibi e devono solo pedalare”.

Quello che rivolge alla squadra è un ultimatum in piena regola. “D’ora in avanti non ha più alibi e deve sapere che Massimo Costantino avrà carta bianca nello scegliere di volta in volta coloro che riterrà più in forma, sui quasi trenta elementi a sua disposizione. Le giornate vanno tuttavia sempre più diminuendo, per cui dobbiamo stringerci tutti quanti ripartendo da quest’ottavo posto. D’altronde, malgrado la partenza sparata che ha illuso un po’ tutti, tengo a rimarcare come solo per una domenica sin qui siamo rimasti fuori dalle prime otto posizioni. Comunque il passato è passato, ormai, fermo restando che il sottoscritto è cosciente di vantare grossi crediti verso questa tifoseria ed ambiente”. Maglia ritorna sulla dolorosa decisione presa la sera del 3 novembre scorso. “Esonerare un allenatore non fa mai piacere a nessuno, tanto più se, com’è stato in questo caso, si tratta anche di un amico. E’ stata una scelta molto sofferta. Ora, a distanza di qualche mese, posso probabilmente rimproverarmi di non averlo difeso abbastanza in quel frangente. La scelta di richiamarlo se da una parte può essere popolare, visto che lo invocava la piazza, dall’altra può anche essere interpretata come impopolare, poiché se le cose andranno bene, come ci auguriamo tutti, sarà solo lui ad uscirne vincitore. Probabilmente l’errore che entrambi possiamo rimproverarci è stato il non aver avuto la forza ed il coraggio di andare via due anni fa, dopo il campionato degli 80 punti”.
A prendere la parola è quindi stato Costantino. Questa la sua ricetta per uscire dal tunnel. “Ritengo occorra un po’ più di attenzione in tutto, non solo maggior furore agonistico. Ritrovo un gruppo rimasto quasi inalterato visto ch’è andato via solo Rosti, mentre sono arrivati altri tre-quattro elementi. Per cui sulla carta è un gruppo un po’ più forte rispetto a prima. Piuttosto, ritengo che i calciatori debbano farsi un’attenta riflessione, come successo quando è stato mandato via il sottoscritto. Devono dare di più. Novelli ha sicuramente avuto meno colpe di loro se si è giunti al mio richiamo che, sinceramente, non mi aspettavo. Questa è una buona squadra, ed in quanto tale non può pareggiare in casa contro Martina e Gavorrano”.

Sul mercato di gennaio, fatto ovviamente in sua assenza, Costantino afferma ciò. “Sinceramente avrei richiesto qualcosa di diverso, soprattutto un altro attaccante centrale. Sono ad ogni modo arrivati dei buoni elementi. Longoni l’ho già avuto l’anno scorso, Giampà l’avevo richiesto anche io ad inizio stagione. Meucci mi piace fermo restando che può giocare o non giocare. Su Piacenti credo stia parlando il campo”. Argomento modulo di gioco. “Non ho ancora deciso quello che adotterò. Ma non è un aspetto rilevante poiché si può cambiare in corsa anche dopo solo dieci minuti, come abbiamo a volte fatto nelle prime giornate. Posso comunque dire che non è che solo perché ci sono tanti centrocampisti in organico, vorrà dire che giocheremo con un reparto centrale molto folto. Chi starà meglio, scenderà in campo”. Sul calendario. “Obiettivamente non è dei più facili. Domenica sarebbe stato probabilmente più opportuno un impegno meno duro rispetto a quello che ci attende in casa della capolista. Mi conforta comunque il fatto che in trasferta, sotto la mia gestione, abbiamo spesso fatto delle buone cose”.
Al contrario di Novelli, Costantino non dà molta importanza al terreno di gioco “Non bisogna pensare alle condizioni del campo. Dobbiamo adattarci ad esso. Quindi, ad esempio, arrivare prima sulla seconda palla, ricercare più velocemente la verticalizzazione e via dicendo”. “Non mi aspetto una mano dai senatori – prosegue l’ex trainer della Rossanese rispondendo ad apposita domanda - per il semplice fatto che giocheranno solo se staranno bene ed offriranno determinate garanzie”. A chi gli chiede se la diversa preparazione fisica svolta in questi ultimi tre mesi e mezzo possa causargli qualche inconveniente rispetto al suo modo di lavorare, Costantino è rassicurante. “Oggi un tecnico è in grado di limare determinate sfaccettature. E poi sono convinto, conoscendo lo staff che ha coadiuvato mister Novelli, che abbia fatto un ottimo lavoro”.
Inevitabile la domanda su Del Sante. “Sa di essere un professionista. Ultimamente le cose, probabilmente per diversi motivi, non gli stanno riuscendo come nelle prime giornate. Sa di essere un giocatore importante per questa squadra, la quale può comunque vincere anche senza di lui. Mi auguro da domani si metta bene in testa ciò, nonché che questa società ha investito, e crede, molto in lui. Adesso deve però ripagare questa fiducia rispondendo sul campo”. Costantino risponde infine così a chi gli chiede se ha avuto remore nell’accettare di tornare ad allenare la Vigor Lamezia. “Prima di accettare ho avuto due lunghi incontri, dapprima col direttore e quindi con la società. Quest’ultima ha dichiarato di avere molta fiducia, sotto il profilo umano e professionale, per il sottoscritto. Potevo benissimo rifiutare ma ho sentito il dovere morale, più che affettivo, di riprendere in mano la squadra”.
Ferdinando Gaetano
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