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Lamezia Terme - La Vigor conferma l’invulnerabilità interna contro il Chieti, conquistando un altro 1-0 dopo quello di due stagioni orsono, inframezzati dal nulla di fatto dello scorso campionato. “Ci aspettatavamo una gara così tirata – esordisce mister Costantino - al cospetto di un avversario tosto. Ci può quindi stare l’inizio non molto brillante anche perché, tra l’altro, noi non siamo ancora al top e di fronte c’era un Chieti valido anche agonisticamente parlando e che, tranne un paio di ragazzi, schierava tutti elementi di categoria. Fermo restando che non si può certo dire che nei primi 20’ gli abruzzesi ci abbiano messo sotto. Non abbiamo infatti concesso tantissimo, chiudendo bene gli spazi. E’ ovvio, poi, che, così facendo, tendi inevitabilmente a giocare più distante dalla porta avversaria. Siamo però stati sempre temibili nelle ripartenze”.

Costantino in campo ha visto un gruppo granitico. “Ciò che mi ha gratificato maggiormente, è l’aver saputo anche soffrire, da vero gruppo. In questo torneo è si importante chiudere le partite, ma, quando non ci si riesce, è importante pure saper stringere i denti vincendo 1-0. Grande gara di Scarsella?Effettivamente ha disputato una grande prestazione, pregna di sacrificio ed intensità, da vertice basso di un centrocampo a tre. Ma ripeto, Il migliore in campo è stato il gruppo ”.

Il trainer biancoverde motiva così l’aver effettuato un solo cambio. “Non è stato per mancanza di fiducia verso chi era seduto in panchina. Ma semplicemente perchè, essendo entrato Gaeta, che calcia molto bene sia gli angoli che le punizioni laterali, e non volendo mettere Strumbo al posto di Del Sante, ho preferito tenere quest’ultimo in campo, nonostante fosse un po’ stanco, per la sua bravura nel gioco aereo. Quanto a Romano, essendo passati a quattro negli ultimi minuti, aveva ormai meno spazio di campo da dover coprire”.

Ecco poi la “replica” al collega Di Meo, lamentatosi a fine gara, per il gol a suo avviso ingiustamente annullato ai neroverdi sullo 0-0. “Ero lontano una settantina di metri dall’azione. Posso solo dire che il guardalinee, una volta entrata la palla, non è andato minimamente verso il centrocampo. Se a ciò aggiungiamo che l’arbitro non ha avuto esitazioni a fischiare subito, si presume che entrambi non abbiano avuto dubbi ad invalidare la rete”.

Il discorso scivola sull’ormai ricorrente, da alcune stagioni, rigore fallito. “Dite che Robertiello avrà ben studiato il modo di calciarli del nostro attaccante? Si, ma è pur vero che noi, sapendo ciò, possiamo sorprenderli tirando dall’altro lato. Non è tanto questo il problema, perciò. Ritengo Mimmo fosse deciso a calciare su quel palo e non ha cambiato direzione. Piuttosto, bisogna dire che il portiere si è tuffato con largo anticipo, tant’è che se Mimmo avesse poco poco alzato la testa prima di calciare, avrebbe fatto gol anche tirando a due Km all’ora”.

Così come a Sorrento, anche stavolta il tecnico di Sant’Eufemia ha tralasciato il solito 4-2-3-1 per puntare deciso sul 4-3-1-2 con Mangiapane a supporto del tandem offensivo. “Questa scelta è coincisa con due vittorie, ma non è che per questo vada tutto bene. So che quando torneremo al 4-2-3-1 e non vinceremo mi sarà chiesto l’opposto. Però io voglio mirare, coi ragazzi a disposizione, a fare i punti, senza guardare tanto l’estetica o il fraseggio. Per entrare nella prossima Lega Pro unica a mio avviso dovrebbero bastare 50 punti, ed a noi adesso ne mancano 44”.

A differenza del match d’esordio in terra campana, c’è invece che nell’occasione i biancoverdi  sono stati poco cinici, vedi rigore sbagliato e occasionissima dilapidata da Del Sante che ha peccato di eccessivo egoismo, avendo, comunque, per il resto disputato una buona gara. “Non penso sia stato egoismo. Piuttosto ritengo che abbia visto il difensore spostarsi verso l’esterno, a cercare di chiudere su Zampaglione, e gli sia quindi venuto spontaneo tirare”.

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Pensierino finale sulla discreta cornica di pubblico (circa 1200 i presenti) presente per questa prima stagionale al D’Ippolito. “Al di la del numero, ho notato una partecipazione attiva e ciò è fondamentale in un campionato così importante. Anche quando, fisiologicamente, abbiamo sbagliato qualche passaggio o sofferto un pochino, non ho sentito il fischio di troppo o altro, bensì solo incitamento. La gente penso abbia capito l’importanza di far punti, e sono convinto – conclude Costantino - ci avrebbe applaudito anche qualora non avessimo vinto”.

Fabio Scarsella è stato unanimamente riconosciuto come il migliore dei ventidue in campo. “Mi fa piacere – risponde con un sorriso leggermente imbarazzato - ma oggi era importante soprattutto conquistare i tre punti in questa prima gara davanti i nostri tifosi. Anche se in campo ovviamente eravamo molto concentrati sulla partita, posso garantirvi che il sostegno del pubblico si sentiva eccome. Adesso sta a noi, attraverso la continuità dei risultati, portarne sempre di più al campo. A Lamezia avevo già giocato da avversario ed è sempre stata una piazza calda. Quest’anno, però, noto più calore ed entusiasmo rispetto all’anno scorso quando venni col Martina ed obiettivamente non c’era tanta gente”.

L’aitante mediano ha giocato un brutto scherzetto a Di Meo, ovvero colui ch’era il suo tecnico proprio nella poc’anzi citata trasferta a Lamezia di settembre 2012. “Sapevamo che le squadre allenate dal mister sono sempre ostiche da affrontare, fanno un buon gioco e lottano fino alla fine. L’esser partiti più contratti del Chieti nei primi 15’, è probabilmente dipeso proprio dalla pressione che sentivamo addosso di dover per forza vincere. Dopo il gol loro annullato, siamo però usciti fuori progressivamente e senza soffrire più di tanto”.

Scarsella quest’estate è arrivato a sostituire, e non far rimpiangere, Giuffrida. Compito non facile, ma destinato ad essere espletato con successo se si continuerà a vedere il giocatore ammirato contro i teatini. “Preso il posto no – osserva - perché lui ha indossato questa maglia per ben tre anni, facendo bene. Rispetto a lui ho nel mio dna calcistico qualche golletto in più? Speriamo di farne qualcuno anche quest’anno, ma soprattutto di fare quella cinquantina di punti abbondanti per restare in Lega Pro”.

Mastica amaro l’allenatore teatino Di Meo. “L’Equilibrio si è rotto con quel gol annullatoci a mio avviso senza motivo. Per il resto si è trattato di un match molto combattuto fino alla fine, tant’è che all’88’ abbiamo avuto con Berardino l’occasionissima per conquistare un pari che, qualora si fosse concretizzato, non avremmo certo rubato. Ai miei posso solo rimproverare un secondo tempo non come piace a me, anche se ritengo sia pesata tantissimo l’assenza dell’acciaccato Della Penna”.

Ferdinando Gaetano

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