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Lamezia Terme - Lievita a sei giornate il periodo di astinenza dai tre punti dei biancoverdi. Per rompere tale digiuno non è servito neanche il poter affrontare in casa quello che sin qui è stato l’indiscusso fanalino di coda del girone. E’ anche vero che giocare davanti al pubblico amico ultimamente si sta rivelando uno svantaggio, più che un aspetto favorevole, per i ragazzi di Costantino. Per quanto abbiamo visto, ad ogni modo, la mancata vittoria contro l’Arzanese deve essere imputata esclusivamente a demeriti della Vigor e non certo a particolari meriti dell’undici partenopeo, confermatosi ben poca cosa tolti Improta e Ripa in avanti. Ci si è svegliati troppo tardi, però, avendo gettato letteralmente al vento, con una prova da encefalogramma piatto, la prima ora di gioco.

La vera Vigor si è vista soltanto nella seconda metà della ripresa, e non a caso in tale frangente si è giocato ad una porta, quella ospite, più volte li li per essere bucata per la seconda volta. “Quel gol iniziale ci ha un po’ condizionati – esordisce mister Costantino -. Era importante sbloccare subito l’incontro ed invece sono stati i nostri avversari a farlo. Così è diventato tutto più difficile con la palla che ha iniziato a scottare. Fortunatamente ci siamo ripresi ed anche bene, ma il secondo tempo arrembante ha portato in dote solo un pareggio. I ragazzi in fondo sono arrivati sempre primi sulla palla  e determinati in alcuni interventi, seppur un pizzico sfortunati in occasione delle conclusioni uscite a fil di palo. Primo tempo imbarazzante? Eppure la squadra era scesa in campo serena. Tra l’altro ritengo che in questa gara non abbiamo commesso tantissimi errori, anche se uno di questi ci è costato il gol. Purtroppo, ripeto, venendo già da due sconfitte interne consecutive, a quel punto la gente giustamente ha iniziato a perdere la pazienza ed abbiamo un po’ pagato lo scotto. Credo i nostri primi 45’ siano da addebitare a tali due fattori”.

Ma come spiegarsi una differenza così netta tra le ultime tre gare esterne ed interne. “Se proprio devo dire la verità, oggi ho avvertito un po’ di fastidio e credo l’hanno notato gli stessi giocatori. Fastidio quando vedi mettere una palla gol in mezzo e ci arrivi in ritardo, hai un’altra situazione ottimale e non la sfrutti, finendo, invece, per incassarlo, il gol. Per migliorare la squadra deve reagire diversamente anche in casa. Col senno di poi, qualora avessimo reagito prima, senza aspettare la ripresa, forse avremmo creato qualche altra occasione da rete per vincere la gara. Bisogna andare a migliorare la gestione, a livello di testa, di determinate situazioni sfavorevoli che da qualche giornata si stanno riproponendo in occasione delle nostre partite interne”.

Il trainer lametino fa una distinzione a chi gli fa notare se non si aspettasse qualcosa di più da Carbonaro e D’Amico. “Ritengo non sia questo o quel calciatore a poter fungere da ago della bilancia in questo frangente. Carbonaro, poi, per come stava è stato già tanto che ha retto tutta la partita. Avevamo bisogno della sua verve e profondità in avanti visto che giocavamo in casa. Si è dannato l’anima, al di la se gli siano riuscite o meno determinate giocate. Per D’Amico, invece, il discorso è un po’ più diverso, nel senso che ci servivano le sue verticalizzazioni negli spazi che, però, essendo andati subito sotto, inevitabilmente si sono via via sempre più ristretti. Fermo restando che tutti possono e devono dare di più”.

Come mai ha deciso di schierare proprio Carbonaro dall’inizio e dirottare Rondinelli in panca? “Ho pensato che loro potevano mettersi subito ad aspettarci ed avendo Del Sante una mole diversa dal resto dei compagni di reparto, volevo un elemento in grado di garantire maggiore profondità. Ho parlato con lo stesso Carbonaro il quale, nonostante non sia ancora in condizioni fisiche eccelse, mi ha dato la propria disponibilità a giocare dal primo minuto. E come ho già detto, non si è certo risparmiato in campo. Entità dell’infortunio di Padulano? Ha preso un colpo sopra il malleolo e bisogna capire se si tratta di una distorsione o forte contusione visto che sopra il malleolo ha un bozzettino gonfio”.

Un Costantino quasi mai visto alzarsi, incitare o sbracciarsi dalla panchina. “E’ perché non ho voce”.

Magra consolazione il fatto che anche buona parte delle restanti squadre proceda a passo rilento. “Noi abbiamo cercato di vincere. Certo non meritavamo di farlo 10-0, ma alla fine ritengo siamo riusciti a portarci al tiro con diversi giocatori e che quindi meritassimo i tre punti. Dovevamo giocare sugli esterni perché centralmente erano in tanti e lo abbiamo fatto mettendo tantissimi palloni in mezzo dalla fascia. Potevamo farla nostra la partita, insomma, ma non ci siamo riusciti”. L’entrata di Voltasio ed il contestuale passaggio a tre in mezzo al campo, ha indubbiamente giovato. “Dovevamo giocare con tre centrocampisti per favorire gl’inserimenti di due di loro. Scarsella ci è riuscito, Voltasio quasi. Quindi qualcosa di buono l’abbiamo creato”.

Considerato l’infortunio, parso abbastanza serio, occorso a Padulano, diventa ancora più importante recuperare prima possibile qualcuno tra coloro sono ancora fermi ai box. “Zampaglione – osserva sempre Massimo Costantino - dovrebbe riprendere a regime martedì. Anche stamattina si è allenato, sebbene ancora solo a livello di corsa lenta. E’ in via di guarigione ma, così come fatto oggi per Gattari, in questi casi non bisogna mai forzare i tempi perché si rischierebbe poi di perderli per uno-due mesi. Tra l’altro Gerardo (Strumbo ndr) ad Ischia aveva giocato bene e quindi non ho avuto difficoltà a riconfermarlo nell’undici titolare. Quando si lavora bene è giusto venire premiati”.

Era una gara dal sapore particolare per il centrocampista Mariano Romano, avendo giocato contro la squadra della sua città. Anche lui, però, al pari di diversi suoi compagni, ha offerto una prestazione non certo esaltante. “Abbiamo lasciato campo all’Arzanese – dichiara – che ha trovato subito il gol. Inevitabilmente abbiamo accusato il contraccolpo a livello mentale e per il resto della frazione ci è mancata la giusta cattiveria. Nel secondo tempo si è invece vista una Vigor lottare accanita e grintosa su ogni pallone”. 

Inevitabile chiedergli il perché di questa sorta di tabù da D’Ippolito che sembra essersi impadronito della squadra da un mese e mezzo a questa parte. “Avevamo preparato tutta un’altra partita, ma il gol preso ha cambiato completamente le carte in tavola. Specie in questi momenti dobbiamo essere bravi a sfruttare anche le poche occasioni che ci capitano. Ritengo sia una questione di testa sulla quale stiamo  già lavorando in settimana. Non si spiega altrimenti questo calo di concentrazione dopo la grande prestazione sfornata ad Ischia. Giustamente i tifosi in casa si aspettano le vittorie e noi dobbiamo rialzare la testa restando tutti uniti, in primis società, squadra ed allenatore”.

In casa partenopea, il punto ha portato indubbiamente un po’ di serenità. “Dovevamo ripartire – precisa mister Sasà Marra - da quanto di buono fatto nel precedente match. Sappiamo di dover migliorare a livello di condizione fisica, tant’è che la società mi è venuta incontro rafforzando il mio staff con la nomina del preparatore atletico Tommaso Bianco. Finora abbiamo avuto problemi nei secondi tempi. Adesso un po’ siamo riusciti a migliorare. Al di la dell’aspetto fisico, comunque ritengo sia subentrata un po’ di paura di risultato dato che non ci riuscivamo da tanto. Ritengo i ragazzi abbiano meritato questo punto. Probabilmente qualora avessimo avuto una posizione di classifica migliore, nel primo tempo avremmo avuto la necessaria tranquillità per gestire nel modo migliore due-tre ripartenze. Nell’ultima parte del match abbiamo rischiato un po’ per demerito nostro ed un po’ perché la Vigor iniziava a spingere tantissimo scodellando tanti palloni nella nostra area. Però, fin quando c’è stata partita vera, non abbiamo subito alcun tiro in porta. Merito dell’applicazione settimanale dei miei calciatori. Non abbiamo fatto ancora niente,  ma resta un punto prezioso che va a ripagare anche il modo con cui il direttore Costigliola ha saputo gestire le recenti tre sconfitte consecutive. E’ stato tanto vicino a me ed ai ragazzi, spronandoci ad un cammino iniziato oggi, a livello di risultati, ma in realtà già dalla domenica precedente quanto a prestazione”.

LE PAGELLE

ROSTI  6 Può ben poco sul radente ravvicinato di Ripa. Mette una pezza sul cross basso di Umberto Improta. Sempre quest’ultimo lo richiama in causa, nei secondi 45’, con una potente punizione centrale dalla distanza

RAPISARDA 5.5 Si propone parecchio, a volte forse fin troppo tanto da lasciare  scoperta la fascia di sua competenza, ma è poco preciso. Dal 23’st VOLTASIO 6.5 Stavolta non gli viene preferito Ferrara, tra l’altro neanche presente tra i sette in panchina, ed il diciassettenne di Acquappesa prosegue sulla scia positiva destata nella manciata di minuti finali giocati contro il Tuttocuoio. Stavolta si nota maggiormente  in fase d’interdizione, con qualche intelligente fallo tattico, ma anche per la gran rasoiata spentasi di un metro fuori con Fiory letteralmente pietrificato

MALERBA 6.5 Si conferma  uno dei più in forma, se non il più in forma, del momento. Generosissimo nel finale quando spinge a più non posso raschiando le ultime residue energie

SCARSELLA 6.5 E’ di gran lunga il biancoverde più pericoloso sottoporta e, come ben sappiamo, stiamo parlando di un mediano. Segna il suo primo centro con la maglia lametina e ne sfiora almeno altri due, tra cui l’inzuccata che esalta i riflessi di Fiory al 94’

MARCHETTI 5.5 Saltato nettamente da Ripa in occasione del vantaggio partenopeo. Altro svarione sull’incursione del temibile Improta. Si riscatta parzialmente salvando successivamente, in extremis, sul lanciato Ripa

STRUMBO 6 Altra discreta prestazione dopo Ischia. Si destreggia bene nel gioco aereo. Troppo avanzato nell’azione dell’1-0 avversario

CARBONARO 5.5 A sorpresa si ritrova a giocare gl’interi 90’. Apprezzabile per l’impegno,  ma poco incisivo eccezion fatta per  la conclusione dei primi minuti deviata con la punta delle dita dal pipelet biancazzurro. La condizione ovviamente non è ancora delle migliori e lo si nota allorquando in velocità è quasi sempre recuperato dagli avversari

ROMANO 5 Paradossalmente, invece che migliorare sembra peggiorare col passare delle giornate, quantomeno al D’Ippolito. Sbaglia molti passaggi e pecca di precisione e forza nei lanci e sulle punizioni

DEL SANTE 5 Non inquadra mai la porta le poche volte in cui va alla conclusione. Rallenta troppo l’azione , dando modo alla difesa avversaria di recuperare, ogni qualvolta potrebbe liberare il compagno al tiro. Lo si vede troppo spesso lontano dai sedici metri finali

D’AMICO 5 Non cava il classico ragno dal buco beccandosi  i ripetuti improperi del pubblico. Seppur involontariamente, finisce comunque per mettere lo zampino nell’1-1. Dal 42’st DE GIORGI SV

PADULANO 5.5 Il “peperino” ammirato in coppa  e nelle prime giornate di campionato, è ormai da qualche settimana un pallido ricordo. La sorte avversa ci mette poi del suo nel finale di tempo, costringendolo ad uno stop forzato si spera di poche settimane. Dal 47’pt RONDINELLI  6 Dopo aver giocato nove partite su nove da titolare, si siede in panca, ma giusto un tempo. Fiory gli nega la gioia del gol con un pregevole intervento. Con l’uscita di Rapisarda arretra a terzino

COSTANTINO 5.5 Paga con l’esonero i 4 punti raccolti nelle ultime sei giornate, ma soprattutto le ben poco convincenti uscite casalinghe con Tuttocuoio, Casertana e Arzanese. Le assenze di Gattari, Mangiapane e Zampaglione non sono roba da poco, specie se unite alla condizione non ancora ottimale di Carbonaro, ma l’aver regalato oltre un tempo ad una mediocre Arzanese resta imperdonabile. Sarà come al solito il tempo ed il campo a quantificare  le eventuali, o meno, responsabilità del giovane  tecnico.

Ferdinando Gaetano

DOPO LA CONFERENZA STAMPA LA DECISIONE DELL'ESONERO DI COSTANTINO DA PARTE DELLA SOCIETA' (CLICCA QUI)

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