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Lamezia Terme - A ormai un paio di giorni dalla Santa Pasqua, ne mancano invece ancora nove alla probabile  resurrezione, ovviamente  sotto l’aspetto prettamente calcistico, della Vigor Lamezia. Una, si spera, sorta di rinascita da una vita agonistica che, salvo rarissime eccezioni (leggi otto promozioni in quasi cent'anni di storia; appena tre nelle ultime trentasette stagioni, ossia da quando la squadra reca la denominazione di Vigor Lamezia), ha sempre regalato cocenti delusioni, bocconi amarissimi da mandar giù. Anche memore di ciò, mister Costantino in settimana ha diffidato da facili entusiasmi ribadendo a più riprese come ancora manchi l’ultimo, decisivo, passo in avanti per tagliare il traguardo. “La difficoltà del sottoscritto e dei miei collaboratori nel preparare la prossima gara è proprio questa. E’ impossibile vietare al tifoso, ai dirigenti, ai giornalisti o a tutti quelli che stanno a noi vicini, d’immaginare quel momento. Però, purtroppo, noi siamo gli unici a non poterlo e doverlo fare. Per cui ritengo questi dieci giorni saranno durissimi da gestire per noi staff tecnico. Dobbiamo, non dico spegnere, ma sicuramente limitare quest’entusiasmo crescente nell’ambiente. Entusiasmo che, è bene dirlo, non fa male, però per i miei ragazzi leggere, o sentirsi dire dalle persone che li fermano per strada, “auguri, complimenti, è fatta”, li manda inevitabilmente un po’ fuoristrada. Anche perché se continuiamo a dire complimenti al Gavorrano che sta onorando a pieno il campionato, vuol dire che le nostre avversarie staranno al contempo sperando che il Castel Rigone faccia altrettanto contro di noi. Di conseguenza, per poterlo battere non possiamo sperare di aver già vinto. Ma lo penso veramente, non è retorica. Anche perché sapete com’è fatta questa squadra che non riesce a vincere due partite di fila da inizio dicembre. E’ quindi necessario contenere questo facile entusiasmo; da più parti è dato per scontato che siamo già nella C unica e questo, onestamente, mi dà un po’ fastidio”. Il trainer vigorino annuncia il pugno duro contro quei calciatori che dovessero in questi giorni allentare la concentrazione e l’impegno.  “Non è facile allenare una rosa di trenta persone, per cui ci sarà inevitabilmente qualcuno che abbasserà un po’ la tensione e quindi verrà mandato anticipatamente a fare la doccia. Purtroppo sono fatto così e ormai i ragazzi lo sanno”.

Costantino illustra quello che sarà il programma di lavoro in questi giorni precedenti il match con gli umbri. “La spina l’abbiamo già un po’ staccata lunedì e martedì. Il mio pensiero è quello di lavorare fino a sabato,e poi da martedì prossimo preparare bene la partita, pensandoci progressivamente di meno man mano che si avvicinerà domenica 27.  Dal punto di vista fisico, in questa settimana non dovremo rivedere niente; è da due partite e mezza, infatti, che la squadra corre ininterrottamente senza mai fermarsi. Già mantenere l’attuale stato di forma sarebbe quindi il top. Per cui faremo un lavoro di mantenimento con due doppie sedute previste per giovedì e venerdì. Poi nuova seduta sabato mattina (sempre al Riga ndr) prima di altri due giorni di riposo. Nessuna amichevole prevista in tale lasso di tempo”. A chi gli fa presente come sia tuttavia evidente che il Castel Rigone abbia mentalmente ormai mollato, per come evidenziato dall’unico punto racimolato nelle ultime nove giornate, l’ex tecnico della Rossanese risponde in modo empirico.  “Se fosse così, allora non dovremmo neanche stare qui a parlarne. In realtà tutti voi ormai avete una certa esperienza e quindi sapete benissimo come spesso vanno invece a finire le cose. Posso garantirvi che saranno dieci giorni particolari per noi. Già ci andrebbe benissimo vincere il campionato all’ultima giornata, per come avevo pronosticato. Tra l’altro, anche il fatto che nella stessa giornata sia in programma Aprilia – Tuttocuoio, toglie energie ai ragazzi che, quindi, dobbiamo aiutare ad arrivare carichi e pronti a domenica 27. Pur essendo innegabile che il Castel Rigone avrà meno motivazioni di noi, resta pur sempre una squadra che ha sempre fatto almeno un gol nelle ultime cinque gare esterne. Quindi dobbiamo già mettere in conto di dover fare quantomeno due reti e non una. Particolari, questi, che alla fine pesano in una partita, specie se col passare dei minuti non riesci a far gol. Non voglio spegnere l’entusiasmo, però i miei calciatori devono restare sereni”. Tornando un attimo alla vittoria di Poggibonsi, valsa il settimo sigillo esterno della stagione (quarto nelle ultime sei trasferte), Costantino rimarca come al triplice fischio “abbiano esultato tutti tranne il sottoscritto che esulterà, e anche molto, solo quando ci dovesse essere il conforto della matematica. Inizialmente hanno gioito soltanto per la nostra vittoria. Anche perché chi stava giocando non sapeva assolutamente dei risultati dagli altri campi. In panchina li sapeva solo il mio secondo Quarta ed il presidente. Al massimo qualcosa poteva saperla chi non è entrato. Poi, una volta rientrati negli spogliatoi hanno esultato il doppio essendo, nel frattempo, venuti a conoscenza di ciò che avevano fatto gli altri. Già questa gara ci ha scaricati tantissimo perché posso garantirvi che nel chiuso dello spogliatoio si è festeggiato quasi come se si fosse vinto il campionato. Per questo i calciatori devono rapidamente ricaricarsi. Non è cosa facile ma neanche tanto difficile”.

Il quarantenne tecnico di origini reggine, ma lametino d’adozione, non si dice d’accordo quando gli facciamo notare come, a nostro avviso, la lotta per l’ottavo posto sia stata livellata verso il basso. D’altronde potrebbero bastare anche 46, o comunque non più di 47, punti rispetto ai 49-50 ipotizzati fino ad un mese fa. “Tra 47 e 49 o 50 non c’è grandissima differenza, giusto una partita vinta. Quindi, se c’è stato questo livellamento verso il basso,è stato attorno al 20-25%. Durante un torneo, quando c’è una squadra che vince ed altre che perdono, come nel caso che ci riguarda, non ritengo ci siano meriti e demeriti altrui. Perciò, se la Vigor Lamezia dovesse vincere questo campionato, probabilmente lo vincerà per propri meriti. Viceversa per propri demeriti”. 25 punti in trasferta ed appena 18 in casa. Emblematico il cammino stagionale di questa Vigor Lamezia che non a caso risulta in testa in un’ipotetica classica interna ed ultima in un’altrettanto ipotetica graduatoria facente riferimento alle sole gare esterne disputate dalle diciotto compagini del torneo. Quali i motivi di questo doppio volto? “Posso soltanto analizzare le gare sotto la mia gestione. Personalmente dico che si è partiti vincendo, ed anche bene, poi si è perso due gare in tre giornate con Tuttocuoio e Casertana, per poi ritornare a disputare delle ottime partite, eccezion fatta per qualche primo tempo vedi quelli contro Arzanese, Teramo, Aversa. Situazioni molto diverse, insomma, ed a cui non riesco a trovare un perché. Non centra neanche una questione d’impostazione tattica dato che in trasferta abbiamo fatto quasi sempre la partita, penso a gare di Gavorrano e Teramo ad esempio, ma pure a Foggia, Sorrento ed Arzano l’abbiamo fatta per larghi tratti. Dico ciò perché si potrebbe pensare che questa sia una squadra buona a difendersi e ripartire. Ma non è così poichè, come già detto, in trasferta spesso e volentieri è stata la Vigor a tenere il pallino del gioco. Per quanto mi riguarda, un motivo valido e preciso non c’è quindi”.

Nessuna sorpresa, o quasi, circa le sette già approdate in Lega Pro unica. “In linea di massima sono quelle che avevo pronosticato alla vigilia, con qualche dubbio solo sul Melfi. In estate ricordo avevamo fatto delle griglie assieme ad altri allenatori e tra le sette salite avevamo nutrito qualche dubbio soltanto nell’individuare la settima tra Melfi, Sorrento e Chieti. Le altre sei le avevamo subito azzeccate”. A chi gli fa osservare come nell’ultima giornata i risultati abbiano tutti profumato di campo, come direbbe mister Provenza (a proposito, poco produttivo il suo avvento sulla panchina dell’Aversa come testimoniato dai cinque pari ed una sconfitta racimolati in sei giornate), Costantino replica che “proprio questo è il motivo che deve farci preparare in un determinato modo il match col Castel Rigone. Perché dovremmo pensare che gli altri vanno a fare il proprio dovere sugli altri campi, mentre chi viene a giocare da noi non faccia altrettanto? Le stesse cose che oggi dite del Castel Rigone, probabilmente si saranno sentite la scorsa settimana nell’ambiente del Tuttocuoio sul conto del Gavorrano, squadra già retrocessa. E tutti sapete come si è poi concluso l’incontro tra le due formazioni toscane. Com’è giusto che sia, sento dire e leggo che siamo ad un passo dalla storia, ma il passo va ancora fatto”.

Situazione acciaccati. “Gona era già in panchina a Poggibonsi anche se non al meglio; ma avevo bisogno in panchina di uno tra lui e Gattari che mercoledì ha iniziato ad allenarsi anche se per il momento sta ancora evitando di calciare. Il lavoro fisico lo farà tutto, insomma, e spero non ci siano intoppi. I due squalificati tra gli umbri? Sono due buoni giocatori, anche se per loro ritengo pesi maggiormente l’assenza di Coresi che ha determinate caratteristiche per il 4-3-3 praticato da Fusi ed in cui funge da perno in mezzo al campo”. Paradossale che dove (stagione 2011-12) non siano bastati 80 punti per fare il salto di categoria, stavolta ne potrebbero bastare poco più della metà. “Fermo restando che trovo difficoltà a commentare una cosa che ancora non c’è, ed incrociando le dita, dico che dopo aver collezionato tanti record importanti come gli 80 punti, la miglior difesa d’Italia, e via dicendo, potrebbe finalmente arrivare un po’ di giustizia. Sarebbe l’ideale per concludere questi quattro anni di sacrifici. Dico sacrifici perché se è vero che, io ed i calciatori, facciamo un lavoro bellissimo e ben pagato, è, al contempo,  anche un lavoro stressante, per il quale a volte ci prendiamo pure qualche insulto o, magari, critica ingiusta. Se vi diciamo che spesso non ci dormiamo la notte, ci dovete credere. Contro il Messina, con Emanuele Ionà in panchina ci è sembrato di rivedere lo stesso film della semifinale play-off con la Paganese. Perciò vi dico che noi dobbiamo restare coi piedi ancora ben saldi a terra,proprio perché ne abbiamo viste di tutti i colori in questi anni. E pensate – conclude Massimo Costantino -  se contro il Castel Rigone, visti tutti questi trascorsi sfortunati, sullo 0-0 ci dovessero concedere un rigore al 90’...”.  

                                                                                                                 Ferdinando Gaetano

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