
Lamezia Terme - Dopo Hinterreggio, Rosarno, Rossanese, Castrovillari, Catanzaro, Vibonese e Cosenza, anche la Reggina ha dovuto inchinarsi alla legge del D’Ippolito. L’ultima sconfitta casalinga dei biancoverdi contro un’altra compagine calabrese risale al 25 gennaio 2009, quando il Cosenza s’impose col minimo sforzo su una Vigor oramai mestamente avviata verso la retrocessione in D. Sin dalla stagione successiva, infatti, quasi tutti i derby di campionato giocati sul rettangolo di via Marconi hanno visto prevalere il sodalizio vigorino. L’unica compagine capace di strappare quantomeno un pari è stato il Sambiase (terminarono in parità entrambe le stracittadine della stagione 2009-10, visto che pure i giallorossi giocavano le proprie gare interne al D’Ippolito). Una tradizione positiva ulteriormente consolidatasi con l’approdo in panchina di Massimo Costantino (sei successi in altrettanti derby interni di Seconda Divisione). Stesso leit-motiv con Alessandro Erra, capace di rimandare battute, nel giro di appena due settimane, Catanzaro e Reggina. Per completare il cerchio e dare rinnovata credibilità al noto proverbio, non resta che sconfiggere pure il Cosenza, ma l’attesa in tal senso sarà lunga visto che l’ultimo derby della stagione per i biancoverdi sarà in programma il prossimo 29 marzo.
Come a dire pensieri lontani dalla stretta attualità che al momento comunque vede l’undici del presidente Arpaia in quarta posizione in condominio con le ben più blasonate, ricche ed accreditate Matera, Casertana, Catanzaro e Lecce. “Vivo di cose concrete e non di sogni – ha risposto Alessandro Erra a chi ieri pomeriggio gli chiedeva se in estate si sarebbe sognato una siffatta posizione dopo dieci giornate - . Poi è chiaro che quando si lavora bene e con impegno nella quotidianità, è più semplice ottenere il meglio. Per carattere sono uno meticoloso, per cui non sono contento fino a quando non vedo le cose come piacciono a me. La squadra è giovane, ha voglia ed entusiasmo e sono convinto che ha ulteriori margini di crescita. L’importante è che si continui a giocare senza tensione e senza l’obbligo di dover per forza vincere ogni domenica”.
“Sono grato alla società che in estate ha pensato di scegliere il sottoscritto, e sto ripagando la fiducia dando tutto me stesso per cercare di ottenere il massimo. Per il resto, i veri bilanci si tireranno il 10 maggio e per quella data – sorride ndr - spero di essere ancora qua. Il campionato è ancora molto lungo, anche se è ovvio che siamo molto contenti perché sin qui abbiamo fatto qualcosa di inimmaginabile fino ad un paio di mesi fa”.
Proprio come il fatto di poter andare ad affrontare la capolista Benevento con soli quattro punti in meno in classifica.“Poter andare a giocare contro squadre costruite con obiettivi diversi dai nostri, ma che in questo frangente occupano grosso modo la stessa nostra posizione, ci riempie di orgoglio, pur restando consci di quello che è il nostro percorso. Di sicuro non partiamo battuti contro nessuno”.
Facciamo notare al tecnico salernitano come sia riuscito a modellare una formazione quadrata, difficile da perforare e che bada al sodo più che allo spettacolo fine a se stesso. “Anche con la Reggina abbiamo fatto quello che dovevamo fare, cioè giocare con tanta concentrazione e determinazione al cospetto di una squadra composta da giovani di qualità. Abbiamo probabilmente concesso qualcosa nei primi 15’-20’, ma per il resto è sostanzialmente stato un dominio totale da parte nostra, al di la di quei loro due tiri finiti fuori dallo specchio nella ripresa. D’altronde vittorie con questi scarti finora non ce ne sono state tante in questo torneo, a conferma di un certo equilibrio generale. Prima di scendere in campo ritengo nessuno avrebbe mai pensato potesse finire 4-0 per la Vigor”.
Un modulo, il 4-3-3 sin qui adottato dall’ex trainer di Gelbison e Sambiase, per la cui buona riuscita è fondamentale la partecipazione alla fase difensiva dei tre attaccanti. “All’inizio non l’abbiamo fatto bene contro gli amaranto, tant’è che ho messo Scarsella in marcatura sul loro centrocampista centrale Maita, facendo una sorta di 4-2-3-1 per una ventina di minuti. Ma ci sta che gli attaccanti facciano anche la fase difensiva, anzi devono farla se si aspira a praticare un calcio propositivo e aggressivo”.
Ed a proposito di punte, dopo la doppietta messa a segno negli ultimi 90’, cannoniere principe della squadra è sempre di più quello Stefano Del Sante tornato ai livelli dello scorso girone d’andata. A volerla dire tutta, domenica di gol ne ha fatti due e mezzo vista la dinamica della prima marcatura biancoverde. “Sinceramente mi è sembrato che la palla potesse entrare anche senza la correzione di Montella. Ma non ho detto niente e poco importa, comunque, dato che l’importante era far gol e portare a casa il risultato”.
Anche perché dopo soli otto giri di lancette, il centravanti umbro ci ha riprovato con successo al termine di una sortita personale conclusa con un bolide dalla lunetta spentosi sotto l’incrocio. “Lo volevo perché il gol è il pane per un attaccante. Con la coda dell’occhio avevo visto lo scatto di Umberto (Improta ndr) alla mia sinistra, ma ero deciso e convinto a provare la conclusione e fortunatamente n’è uscito fuori anche un bel gol”.
Improta peraltro autore dell’assist dalla bandierina per il 3-0 dell’ex Primavera della Fiorentina. “Tra di noi parlavamo spesso proprio di come far fruttare meglio tutti questi calci d’angolo che battiamo in ogni partita. Stavolta ci siamo riusciti e siamo doppiamente felici. Stiamo disputando un ottimo campionato ma dobbiamo restare coi piedi per terra perché la stagione ancora è molto lunga. Di sicuro, se continueremo a giocare così potremmo toglierci belle soddisfazioni e la salvezza arriverà presto. Per quanto riguarda il sottoscritto nello specifico, ho fatto cinque gol in nove partite, per cui la soddisfazione è scontata. Spero di continuare a far bene soprattutto per la squadra più che per me. L’importante è che la Vigor quest’anno riesca a stupire quanto più possibile considerato che in estate nessuno scommetteva una lira su di noi”.
Del Sante quindi aggiunge come “dopo Messina ci eravamo promessi di fornire una grossa risposta caratteriale, e ritengo si sia vista. Dopo i primi 15’ giocati un po’ così, abbiamo preso le contromisure all’avversario giocando una grandissima partita, tant’è che i quattro gol alla fine sono stati più che meritati”.
Ancora due gol ed il centravanti umbro eguaglierà il suo bottino realizzativo della scorsa stagione. “E’ stato un anno particolare e non voglio ritornarci sopra. Adesso sto molto bene fisicamente e libero mentalmente, e penso si stia notando dal fatto che sono più attivo in campo, nonché maggiormente cinico e cattivo sottoporta. E’ questo lo Stefano Del Sante che voglio mostrare alla gente. Sono contento ma non mi cullo perché ormai sono abbastanza grande da capire che di strada da fare ce n’è ancora tanta”.
Continuando su questi ritmi la doppia cifra potrebbe diventare realtà già a fine girone d’andata. “Non posso negare che mi sia posto l’obiettivo di arrivare in doppia cifra, ma innanzitutto serve arrivare quanto prima alla salvezza. Se poi farò pure venti gol, sarà ancora più bello, fermo restando che quest’anno i gol li stiamo facendo un po’ tutti li davanti. Anzi proprio questa è un’arma in più che abbiamo”.
Benevento – Vigor sarà uno scontro al vertice e non un testa-coda come si poteva magari prevedere ad inizio stagione. “Sinceramente non ho mai pensato potessimo essere una compagine da ultimi posti. Ovviamente il Benevento non è a caso primo in classifica, essendo stato costruito dichiaratamente per cercare di andare in B. Sono molto forti, perciò massimo rispetto. Andremo li con tanta umiltà ma anche consci che se giochiamo con questo carattere, voglia e determinazione, possiamo fare bene contro tutti”.
Ferdinando Gaetano
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