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domenico-roma-direttore-sportivo-vigor-2015-02152016-200306.jpgLamezia Terme - Che non ami le passerelle e le luci della ribalta, Domenico Roma lo ha ampiamente dimostrato in questi primi quattro mesi della sua esperienza in biancoverde. Ieri pomeriggio, al termine della sofferta vittoria contro la Gelbison, ha varcato per la seconda volta la porta della sala stampa del D’Ippolito, sottoponendosi al “fuoco incrociato” dei cronisti presenti. “Una vittoria – ha esordito - che dà continuità al lavoro svolto in tutte queste settimane. E’ il quinto risultato utile consecutivo, con tre vittorie e due pareggi, ruolino da grande squadra. Ancora una volta abbiamo sopperito alle assenze con la forza del gruppo”.
Un successo sudato, e per questo ancora più gratificante. “Vittoria meritata perché se avessimo fatto gol dopo pochi minuti con Fioretti, avremmo poi assistito a tutta un’altra partita. La Gelbison, d’altronde, non si è mai resa pericolosa, se non in occasione di un nostro svarione e conseguente tiro sporcato da Cianci che ha scheggiato il palo esterno. Di ciò va dato merito in particolar modo alla nostra linea difensiva che ha fornito una grandissima prestazione nonostante si sia trovata di fronte un centravanti forte fisicamente e nel gioco aereo come De Luca. Basti pensare che ha preso due sole palle, di testa, in tutta la partita. Bene anche Torcasio che rientrava dall’inizio dopo un lungo infortunio. Ma un po’ tutti sono stati encomiabili. Non posso non lodare anche l’operato del mister, che ancora una volta ha schierato una squadra equilibrata, cambiando peraltro modulo in corsa. Siamo infatti passati dal 4-2-3-1 al 4-3-3, per poi ritornare al modulo di partenza. Il tutto a dispetto delle assenze importanti che lamentavamo”.
Il giovane diesse è giustamente orgoglioso di quello che si sta facendo. “Finora siamo stati più forti di qualsiasi difficoltà, anche se saremmo felici se qualcuno si adoperasse per risolvercene almeno qualcuna! Se è scattata in noi qualche molla in particolare? Sapevamo di dover tentare una rincorsa difficile. Se finora ci stiamo riuscendo, è perché chi è venuto a far parte di questo gruppo si è dimostrato un grande uomo prima che calciatore. Persone con le quali si può dialogare serenamente e che mai, e dico mai, han fatto storie. Se una squadra da fine ottobre, ovvero da quando è stata messa in condizione di potersela giocare in questo campionato, a metà febbraio riesce a fare 24 punti sul campo, vuol dire che possiede doti e qualità importanti. Adesso abbiamo accorciato a -2 il distacco dalla Gelbison e giorno 26 sarà discusso il nostro ricorso proprio avverso i due punti di penalizzazioni inflittici, ad inizio mese, per la vicenda Dirty Soccer. Per l’altro ricorso (quello riguardante il punto di penalizzazione inflitto a seguito della ritardata presentazione della fideiussione ndr)? Sinceramente di questo non me ne sono occupato io. So solo ch’è stato inoltrato”.
A chi gli chiede se ci siano ancora speranze che possa arrivare una prima punta, replica che “di svincolate attualmente ce ne stanno davvero poche in giro. Tant’è che si contano sulle dita di una mano, peraltro monca. Non è detto che riusciremo a prenderla. Abbiamo fatto delle offerte e personalmente ho parlato con qualcuno di questi calciatori. Per ciascuno, però, ci stanno dei piccoli problemi da superare. In questo momento va dato atto alla squadra di aver saputo sopperire a tale lacuna. In panchina comunque abbiamo giovani che, quando chiamati in causa, danno una grandissima mano. Mi riferisco ai vari Perri, Iannazzo, Calabria, tutti ragazzi del posto tra l’altro. Tra coloro che stanno giocando con continuità, poi, più di uno ha suscitato l’interesse di club importanti. Stanno disputando un campionato importantissimo, insomma. Ripeto, non so se alla fine arriverà la prima punta, di certo continueremo a valorizzare e sfruttare il materiale umano che ci ritroviamo. Se poi la società mi metterà a disposizione un sia pur minimo budget per un altro attaccante, proverò a ingaggiarlo. Fioretti è una prima punta atipica, nel senso che, pur non avendone la prestanza fisica, sta ugualmente battagliando come se lo fosse. Un De Luca della situazione, giusto per fare un esempio concreto, per noi sarebbe manna dal cielo. Però sapremo continuare ad adeguarci ugualmente a tale mancanza”.
Dopo tre gare consecutive chiuse in dieci o addirittura in nove, finalmente nessun espulso stavolta. ”Apro una parentesi su questo. Ok, è vero che ne abbiamo avuti parecchi nelle ultime settimane, ma è vero al contempo che i nostri avversari di turno ne hanno contati ancora di più. Siamo cattivi o troppo agonistici noi? Sta di fatto che a Noto il primo giallo sventolato a Golia non c’era. Al novantesimo, poi, gli è stata buttata una palla addosso e lui, ingenuamente, l’ha allontanata. Un arbitro un pochino meno protagonista invece di ammonirlo nuovamente, avrebbe chiuso un occhio. Ad Agropoli, invece, avete visto tutti le immagini. Praticamente la palla ha colpito il braccio, attaccato al corpo, di Guttà ch’era già ammonito. Quindi subito Giannusa si è precipitato dall’arbitro per fargli notare come il tocco fosse stato involontario ed invece si è visto buttato fuori prima ancora dello stesso Guttà. A prescindere da questo eventuale eccesso di fiscalità dei direttori di gara, non sta tuttavia bene che vengano attaccati i nostri ragazzi. A tal proposito vorrei parlare di Manganaro in riferimento alla gara di una settimana addietro. A Reggio lo hanno letteralmente devastato, e giudico tutto questo sintomo di ignoranza.  Hanno detto che ha insultato chiunque in campo ed in particolar modo l’allenatore Cozza che, posso garantirvi, non è certo uno stinco di santo. Han dato tre giornate al nostro giocatore? Va bene, le accettiamo senza problemi. Ma in quanto tesserato e patrimonio della Vigor, non possiamo accettare, dopo che il ragazzo ha riconosciuto le proprie  colpe e si è scusato, tutto quest’attacco mediatico nei suoi confronti.  Martedì sera, in quel di Reggio, hanno dedicato un’intera trasmissione a Manganaro,  buttandogli addosso tanto fango. Allora noi avremmo dovuto farne una su Cozza? Assolutamente no. Abbiamo preferito comportarci da signori, restando in assoluto silenzio, pur riconoscendo che il ragazzo ha sbagliato. Ma adesso basta. Manganaro  è un patrimonio della Vigor e va difeso a priori”.
Rispondendo a chi glielo aveva chiesto, Roma fa capire che sono stati comunque presi provvedimenti interni per le espulsioni evitabili. “Ovviamente non li divulghiamo all’esterno. Sono cose che devono restare all’interno dello spogliatoio”.
Finale dedicato alla tifoseria biancoverde. “Qualcuno in più ci sta seguendo, vedendo probabilmente con quanta passione ed amore per la causa, stanno giocando i ragazzi. Dobbiamo continuare a farlo per noi, la città, i tifosi e per chiunque altro crede in noi. Quello che stiamo facendo – conclude il diesse vigorino -  lo ritengo un sogno”.                                                                                                           

Ferdinando Gaetano

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