
Lamezia Terme - A distanza di ventiquattro ore dalla vittoria acciuffata sui titoli di coda ai danni del Messina, il distacco del Fc Lamezia Terme dalla vetta del girone I di serie D lievita da una a quattro lunghezze. Il posticipo di alta classifica della nona giornata ha infatti visto, oggi pomeriggio, la Gelbison imporsi con il più classico dei risultati a Paternò. Dell’ex Roccella Khoris e del cosentino Mattia Gagliardi i gol che hanno permesso alla compagine di Vallo della Lucania di espugnare il “Falcone-Borsellino” e fare il vuoto in classifica. Adesso vanta infatti tre punti di vantaggio sulla Cavese e, per l’appunto, quattro sui lametini. Di cinque lunghezze il margine di vantaggio sull’Acireale che deve però recuperare la gara di Trapani. Gelbison che non può certo essere definita una sorpresa, considerato che la scorsa stagione aveva perso la finale play-off del raggruppamento più meridionale della D a vantaggio del Fc Messina, ma è indubbio che in pochi si sarebbero aspettati potesse fare così bene in questo quasi primo quarto di campionato. Solo gli acesi non hanno ancora perso neanche una gara al pari dei cilentani. E’ soprattutto in trasferta che l’attuale capolista ha sin qui fatto la differenza: quattro vittorie, peraltro su campi non certo abbordabili quali quelli di Giarre, Biancavilla, Lamezia Terme e Paternò, e un pareggio, a San Luca, dove è stata raggiunta nel finale e solo grazie ad un eurogol dalla distanza di Crucitti. Sette le reti segnate e appena due quelle subite lontano dal “Morra”.
E’ risaputo come, solitamente, a vincere qualsiasi campionato sia la squadra che alla fine prende meno gol. E infatti al momento chi sta davanti nel nostro caso, ovvero Gelbison e Cavese, ha la difesa meno vulnerata del girone. Solo tre i gol incassati dalle due compagini poc’anzi citate in queste prime nove giornate. E’ vero che il Lamezia Terme, miglior attacco, ha segnato un gol più dei cilentani e tre rispetto alla Cavese, ma al contempo ne ha subiti ben otto. La metà di quelli sin qui presi dall’Acireale che qualora dovesse vincere il recupero in casa del Trapani attualmente balzerebbe al secondo posto solitario. Camilleri e compagni, inoltre, hanno subito almeno un gol in ben quattro delle ultime cinque gare giocate. In metà delle otto reti sin qui complessivamente incassate dai gialloblù, ci sono state grosse responsabilità dell’estremo difensore (tre volte D’Andrea, una Gentile).
Chiaro, quindi, che continuare di questo passo, ovvero regalare letteralmente il 50% dei gol agli avversari di turno, vorrebbe significare con molta probabilità pagare un dazio pesantissimo nella lotta promozione. Il nodo dell’importanza di poter fare affidamento su un estremo difensore, over o under che sia, capace di limitare al massimo gli errori determinanti, è stato sin troppo sottovalutato sin da quest’estate allorquando si è deciso di puntare solo su portieri under e non certo, parlano le gare disputate la scorsa primavera dall’allora Vigor Lamezia, in Eccellenza, e quelle del Lamezia Terme di quest’avvio di stagione, all’altezza di una squadra costruita con l’obbligo di vincere il campionato di serie D.
In tal senso ieri a mister Lio abbiamo chiesto proprio se non ritenga fosse il caso di dotarsi di almeno un portiere over esperto, quando, invece, nell’attuale rosa ce ne stanno tre tutti under. La risposta del tecnico lametino giustamente non poteva che essere la seguente, dovendo, un allenatore, pubblicamente prendere sempre la difesa dei propri ragazzi. “In estate la squadra è stata costruita incentrandola sull’under tra i pali. E quindi bisogna dare sempre fiducia a questi ragazzi. Se poi la società riterrà opportuno prendere un altro portiere, questo non lo so. Al momento, però, ho questi tre estremi difensori a disposizione e me li tengo stretti. Anche perché Gentile alla fine sia a San Luca che oggi (ieri ndr) ha fatto la sua parte”.
Questo, invece, il commento di Lio sulla gara. “Vittoria sofferta ma sapevo che, nonostante la classifica deficitaria, il Messina sarebbe venuto qui a giocarsela a viso aperto. Avevo insomma avvertito i miei che bisognava prendere questa gara con le classiche pinze. Per il primo tempo non posso rimproverare niente loro. Avendo attaccato alti, ben fraseggiato e sfruttato parecchio le fasce. Dopo il gol abbiamo avuto altre due-tre occasioni nitide per raddoppiare. Il calcio però è strano e una punizione, proprio all’ultimo secondo del primo tempo, ha permesso al Messina di pareggiare. Giocoforza siamo andati nello spogliatoio un po’ demoralizzati. Siamo però rientrati in campo con grande carattere e determinazione. E’ anche vero che in qualche occasione abbiamo rischiato, ma proprio per questo motivo la vittoria è stata più bella alla fine”.
Indubbiamente una buona prestazione, se si esclude il periodo intercorso tra il 10’ e il 38’ della ripresa allorquando la squadra e’ apparsa confusionaria ed ha più volte rischiato di andare sotto. “E’ vero, abbiamo preso qualche ripartenza di troppo, ma è successo perché volevamo prenderli alti e quindi a volte siamo usciti con i tempi sbagliati. Di fronte comunque avevamo una buona squadra. Conosco il loro allenatore e so che chiede di giocare sempre palla a terra. Non si può sempre vincere facendo bel gioco ed al contempo senza concedere niente all’avversario. Ripeto, l’importante è aver visto i ragazzi lottare fino alla fine con cattiveria agonistica, personalità e tanto carattere pur di prendersi i tre punti”.
Decisivi i cambi effettuati nella ripresa, Provazza su tutti. “Ho visto che Bollino non ne aveva più e quindi ho optato per mettere dentro un elemento vivace e pimpante come Provazza. Non è certo stata una sostituzione punitiva, insomma, ma semplicemente dettata dalla volontà di sfruttare la velocità e rapidità del nuovo entrato. Devo comunque fare i complimenti a chi è subentrato nel secondo tempo avendo apportato un grandissimo contributo ai fini della vittoria”.
Giusta anche la sostituzione di Sandomenico, tra l’altro nei pochissimi minuti giocati apparso ancora lontano parente del “peperino” che fino a qualche anno fa faceva ammattire le difese di mezza serie C, per far fronte alla sopraggiunta inferiorità numerica. “Capisco la delusione del ragazzo non essendo facile da accettare che si venga sostituiti dopo meno di dieci minuti che si era entrati in campo. Dopo l’espulsione di Camilleri avevo però bisogno di un difensore centrale di ruolo. Per qualche minuto vi avevo supplito arretrando, accanto a Sirignano, Salandria, ma quest’ultimo a me serviva a centrocampo e quindi ho preferito togliere Sandomenico per fare entrare Miceli e sistemare, così, la difesa”.
A proposito di reparto arretrato, il trainer gialloblù ha così commentato il secondo tempo insolitamente deludente dei due centrali Camilleri e Sirignano. “Di fronte avevano due attaccanti piuttosto dinamici e veloci. Comunque ci sta che durante i 90’ qualcuno possa avere un calo, fermo restando che li ho comunque visti sempre concentrati e sul pezzo. Verso e Corapi? Hanno ripreso ad allenarsi con il gruppo solo gli ultimi due-tre giorni prima di questa gara; di conseguenza dovrebbero tornare a piena disposizione per la trasferta di domenica prossima a Portici”.
Con questa seconda vittoria in altrettante gare Tony Lio potrebbe aver messo un’ipoteca sulla sua promozione definitiva a primo allenatore? “Sinceramente in queste due settimane non ci ho pensato minimamente. L’aspetto che mi premeva era piuttosto cercare di far giocare bene la squadra e ottenere il massimo da ciascuna partita. L’ho vissuta senza ansia e alcuna pressione. Senza insomma pensare all’eventuale o meno riconferma. Alla fine quello che deciderà la società sarà da me accettato tranquillamente”.
Tra i diversi allenatori sondati per il post-Erra in questi ultimi dieci giorni spunta, intanto, anche il nome di Pietro De Giorgio, ex calciatore, tra le altre, di Crotone ed Empoli. Nato a Praia a Mare nel 1983, rappresenterebbe tuttavia una vera scommessa dato che ha iniziato la carriera, una volta appese le fatidiche scarpette al chiodo, solo la scorsa stagione facendo il vice allenatore nella Luparense, in D. De Giorgio da calciatore ha peraltro vissuto due delle sue migliori stagioni a Cava de Tirreni, in C1, ed Empoli, in B, avendo in entrambe le occasioni come allenatore quel Campilongo da più parti dato come uno dei favoriti a succedere ad Erra sulla panchina gialloblù.
Ferdinando Gaetano
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