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Lamezia Terme - Dopo le prime sei giornate, restano solo due le squadre ancora imbattute nel raggruppamento più meridionale di serie D: la corazzata Catania ed il Trapani che ha però giocato una gara in meno.  Parecchio diverso, tuttavia, il rendimento delle due compagini siciliane. Se gli etnei non hanno lasciato alcun punto per strada, i granata hanno vinto solo una volta, pareggiando ben quattro.  Ma Catania e Trapani vantano pure le migliori difese con soli tre gol, a testa, al passivo. Anche qui c’è però il risvolto della medaglia rappresentato dalle reti fatte: ben quindici, di gran lunga l’attacco più prolifico, per i rosso azzurri, appena quattro per l'ormai ex squadra allenata da Torrisi, esonerato nella tarda serata di ieri, che mercoledì ospiterà proprio l'Fc Lamezia. Quest’ultima, assieme al Cittanova, è anche la compagine al momento maggiormente afflitta da “pareggite”. Tre quelle ancora senza vittoria: Mariglianese, San Luca e Cittanova. Calabresi pure le due peggior difese: Castrovillari e San Luca. Quella che prima di ieri pomeriggio era la seconda retroguardia più vulnerata, avendo incassato gol in ogni gara, a sorpresa ha invece mantenuto  inviolata la propria rete, per giunta imponendosi sul campo di una, l’Fc Lamezia, sin li sempre vittoriosa ed a segno.  Inutile rimarcare come lo 0-1 finale, proprio in quanto affatto probabile, fosse quotato molto alto.  

In sala stampa, al termine di Fc Lamezia – Santa Maria, è evidente l’opposto stato d’animo in seno alle due compagini.  Mister Novelli osserva come “ci sono anche i meriti degli avversari che si sono messi tutti dietro la linea della palla, non permettendoti, così, alcune cose. Se poi facciamo bassa intensità è chiaro che agevoliamo ulteriormente il compito di chi ci sta di fronte. Quando abbiamo giocato la palla in modo veloce e dinamico, abbiamo infatti creato difficoltà al Santa Maria. Bisogna però convivere con questi atteggiamenti delle squadre avversarie che vengono a giocare molto basse. Contro la Sancataldese eravamo riusciti a spuntarla in extremis, ma li avevamo dimostrato una velocità di pensiero e di esecuzione diversa da quella di oggi (ieri ndr). Non è insomma stata una buona prestazione per gli aspetti elencati poc’anzi, ma resta il fatto che i campani hanno effettuato un solo tiro in porta in tutta la gara, quello in occasione del gol”.

L’invito a non sottovalutare l’impegno contro i campani, ribadito da cronisti e tecnico nella conferenza stampa di sabato, non sembra essere stato recepito da Maltese e compagni. “Quando si perde – osserva l’ex allenatore dell’Acr Messina - la risposta più facile è quella di dire che si è presa sottogamba la gara. Io invece l’analizzo in maniera diversa. Sicuramente abbiamo commesso degli errori, vedi quello, a livello collettivo e non del singolo, in occasione del gol.  Per il resto non abbiamo avuto quell’intensità mentale, fisica e tecnica necessaria per creare difficoltà all’avversario. Attaccato gli spazi a bassa intensità.  Come non mi esaltavo prima, però, non mi abbatto ora, anche perché se una squadra è intelligente sa analizzare nel modo giusto, e con freddezza, questo tipo di prestazioni, il che diventa un processo di crescita, per costruirvi su tante future vittorie. Non è certo per una sconfitta che si butta a mare tutto quanto di buono fatto in precedenza. Come ho già detto tante volte, questa squadra ha pregi e difetti, nel senso che se gioca su ritmi bassi va in difficoltà con chiunque”.

Il Santa Maria, peraltro presentatosi a Lamezia in formazione parecchio rimaneggiata, non ha certo difettato in ostruzionismo, con sin troppe perdite di tempo non recuperate a dovere dalla signora Bianchi di Prato. “Purtroppo, non si gioca sul tempo effettivo dato che ogni volta si va a terra, interrompendo gioco e ritmi. Bisogna perciò allenarsi anche a convivere con tali situazioni, senza innervosirsi poiché ciò porta ad una mancanza di lucidità”.

A chi gli chiede il motivo della poca intensità e lucidità ieri mostrate in campo dai suoi calciatori, Novelli risponde così. “Chi gioca dietro la linea della palla deve fare una fase sola, ovvero concentrarsi esclusivamente sul restringere tutti gli spazi. Noi, invece, abbiamo un dispendio di energie elevato perché non solo dobbiamo costruire, ma una volta persa palla bisogna stare attenti a non esporci alla ripartenza avversaria. Devi quindi fare entrambe le fasi, e tra l’altro con una velocità, di pensiero e di esecuzione, elevata. La seconda fase l’abbiamo fatta bene avendo subìto un solo tiro. Abbiamo però avuto a disposizione 85’ per recuperare lo svantaggio e ci sono mancate le caratteristiche già descritte”.

Per l’allenatore gialloblù quello di ieri dovrà essere uno stop salutare. “Anche se posso apparire matto, per come si è sviluppata la nostra prestazione preferisco si sia perso rispetto ad un eventuale pari. In quest’ultimo caso, infatti, il punto spesso ti chiude gli occhi, nel senso che pensi che, avendo recuperato la partita, sia andato tutto bene o quasi. La sconfitta ti fa invece analizzare in modo globale la prestazione. Un po’, ad esempio, come quando  vinci senza merito, solo grazie ad un episodio fortuito. Noi, invece, dobbiamo curare tutti i dettagli del presente. Può succedere che determinate partite non riesci a giocarle nel giusto modo ed a quel punto devi esser bravo a capire perché è successo senza abbatterti. Bisogna trasformare la rabbia e il dispiacere in aspetti positivi”.

Chi invece in campo ha fatto un figurone è stato il difensore centrale Diop.  “Siamo venuti qua tranquilli, – ha dichiarato l’aitante calciatore giallorosso - consapevoli di affrontare una squadra che se la giocherà fino alla fine con il Catania per la vittoria del campionato. Abbiamo sviluppato il nostro calcio, combattendo su tutti i palloni e alla fine abbiamo portato a casa i tre punti riuscendo ad amministrare il gol a freddo segnato nei primissimi minuti. Di testa, e non solo, le ho prese tutte?  In questo sono abbastanza avvantaggiato dalla mia altezza – si schernisce un po’ -. Ero li e quindi ho fatto solo il mio dovere”.

Visibilmente soddisfatto, e non poteva essere diversamente, il tecnico in seconda  del Santa Maria, Porretto. “Abbiamo sofferto, stretto i denti, ma comunque concesso molto poco ad una squadra forte, tant’è che non ci sono state particolari parate del nostro portiere. Loro è vero che hanno avuto una supremazia territoriale, ma gli abbiamo chiuso tutti gli spazi”.

Dopo un avvio difficile, i cilentani sembrano aver ingranato. “C’è stata una rivoluzione, in termini di calciatori, rispetto alla rosa della scorsa stagione. Ne sono rimasti ben pochi infatti. Non è stato perciò facile impostare un nuovo progetto. Tra l’altro oggi (ieri ndr) abbiamo cambiato anche modulo a causa delle numerose assenze che avevamo. Da qualche settimana stiamo iniziando a raccogliere i frutti avendo ottenuto sette punti  nelle ultime tre partite”.

La gara si è messa subito come meglio non poteva per i campani. “Vieni in casa della capolista e fai subito gol, quindi ti galvanizzi, triplichi le forze e ti aiuti in campo l’un con l’altro. E questa è stata la nostra forza. Ad ogni modo non abbiamo fatto nessuna barricata, difendendoci con ordine ma non disdegnando, soprattutto nel primo tempo, le ripartenze ogni qualvolta ce ne sia  stata la possibilità. Nella ripresa poi loro hanno mandato in campo gente di esperienza e spessore come Terranova e Ferreira, mentre noi – conclude Porretto - siamo rimasti più o meno gli stessi, e quindi c’è stato un po’ da soffrire”.

Fer.Gae.

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