
Lamezia Terme - “L’ultimo giorno di tre anni fa, quando andai via da questa città, a pelle ho sentito che sarebbe stato un arrivederci e non un addio”. Un ritorno a Lamezia, seppur stavolta sulla sponda biancoverde, dunque non del tutto inaspettato per il neo trainer vigorino Alessandro Erra. L’ex difensore pitagorico è stato presentato stamane presso la sala stampa del D’Ippolito. Dopo l’introduzione dell’addetto stampa Vanessa Paola, che ha dato ufficialmente il via, sotto l’aspetto mediatico, alla nuova stagione, a prendere per primo la parola è stato il massimo dirigente Claudio Arpaia. “La scelta di Alessandro Erra è stata ben ponderata. Il grosso dei risultati da noi si ottiene con il lavoro, più che con il nome, ed è quello che gli chiediamo. Siamo convinti che farà il bene di questa squadra. Per il resto, sarà come sempre il campo a confermare, o eventualmente smentire, le nostre previsioni iniziali. Come dirigenza proviamo a fare sempre del nostro meglio solo ed esclusivamente per portare sempre più in alto questi colori, senza farci impressionare dalle critiche pur essendo abituati ad ascoltare tutti. Alla fine, però, ragioniamo sempre con la nostra testa e cuore. A nome della società, ma anche dell’intera città, porgo il benvenuto al nuovo mister”.
Il diesse Maglia ha inteso innanzitutto “ringraziare Massimo Costantino per averci regalato quattro anni fantastici, nonostante non sia mancata qualche sofferenza. Abbiamo sempre raggiunto gli obiettivi prefissatici tuttavia, centrando un traguardo storico qual è la Lega Pro Unica. A lui va il mio più grosso in bocca al lupo essendosi dimostrato allenatore di valore, ed è quindi giusto possa aspirare anche ad ambienti più importanti di Lamezia. Ad Alessandro Erra ovviamente il benvenuto l’ho già fatto privatamente. E’ molto carico e l’abbiamo scelto perché non c’interessa tanto prendere allenatori o calciatori con un curriculum importante, bensì soprattutto persone ed uomini con valori importanti e motivazioni forti. Ad Alessandro viene data la stessa possibilità concessa quattro anni fa a Costantino. Anche quest’ultimo, infatti, allora era all’esordio assoluto tra i professionisti avendo sin li allenato solo in Eccellenza e serie D. E’stata una scommessa vinta e siamo convinti di fare altrettanto con questa. Scommessa tra virgolette, comunque, dato che sullo spessore tecnico dell’uomo non ho assolutamente dubbi. Sono due-tre anni ormai che con lui mi sentio spesso al telefono, tant’è che l’ho invitato l’anno scorso a fare il corso di allenatore professionista a Coverciano. A testimonianza che già nella mia testa avevo intuito, consapevole del fatto che fosse un tecnico emergente che fa del lavoro quotidiano la propria prerogativa principale, potesse un giorno entrare a far parte di questa famiglia. Mi si dice che con tale scelta mi sono addossato ancora più responsabilità del solito, essendo il mister un esordiente in C, ma vi garantisco che sono sempre uguali. Fermo restando che da calciatore ha giocato a certi livelli, vincendo anche due campionati di C1 con Crotone ed Ascoli. Ha smesso a soli trentadue anni per un grave infortunio, iniziando la carriera di allenatore in una piazza importante come quella di Nocera Inferiore. Ho avuto modo di apprezzarlo come persona e questa è una base importante su cui iniziare un rapporto collaborativo importante. Si farà apprezzare anche da voi giornalisti per come ha fatto ovunque sia stato. In D ha fatto sempre ottimi risultati in squadre costruite con pochissimi spiccioli. Giusto per farvi capire, posso dirvi che un altissimo esponente del settore tecnico del Parma, società, è bene precisarlo, che non mi ha mai fatto imposizioni nonostante il rapporto di collaborazione che continuerà anche nella prossima stagione anche se c’è da chiarire il futuro degli emiliani dopo le ultime esternazioni del presidente Ghirardi, quando gli ho comunicato la scelta di Erra mi ha risposto di aver visto giocare la Gelbison, notando in maniera evidente la mano del suo allenatore. Come società siamo abituati a lavorare anche controcorrente, ed è bene dire che al momento, a differenza della Vigor Lamezia, ci sono società anche più blasonate che rischiano di non iscriversi, vedi Ischia e Foggia. Per cui dobbiamo fare sempre il passo non più lungo della gamba, avendo un determinato target da rispettare. Nonostante le critiche, in questi ultimi anni abbiamo sempre raggiunto gli obiettivi prefissatici anche se magari potevamo in qualche caso ottenerli con maggiore anticipo e meno sofferenza. E se tutto ciò dovesse richiedere scelte a prima vista impopolari, continueremo a farne considerato che poi spesso si trasformeranno in popolarissime”.

“Ringrazio la società ed il direttore Maglia – sono state le prime parole ufficiali di Alessandro Erra - per aver creduto in me. Mi hanno dato questa grandissima opportunità e so quello che mi aspetta. Sono tuttavia pronto a questa sfida affascinante. Malgrado all’apparenza possa sembrare all’esordio, non mi sento affatto emozionato dato che in stadi come Foggia, Caserta, Salerno,Ascoli ed altri vi ho già giocato da calciatore. Da tecnico, aver fatto per una decina d’anni la D ritengo sia stata una buona palestra, mi ha reso ancora più forte. Orgoglioso ed entusiasta di quest’incarico. Quello che sento di dirvi è di accogliermi e rispettarmi senza pregiudizi. Giudicatemi nel tempo come persona ed allenatore. Sono di poche parole perché a parlare dovrà essere il lavoro. Io sono abituato ad andare dritto su questo binario, chiunque incontri sulla mia strada. Sono una persona leale e molto concreta, e sono quindi convinto che col tempo mi farò voler bene anche a Nicastro, come me ne hanno voluto a Sambiase nei tre anni in cui ho allenato li. Assieme al direttore costruiremo una squadra giovane ma che abbia fame e voglia di arrivare”.
Anche Erra intende spendere due parole sul suo predecessore. “Un doveroso saluto a mister Costantino col quale tra l’altro ci siamo visti ieri per prendere un caffè. Mi è sembrato doveroso incontrarlo subito e ringraziarlo per quanto fatto in questi anni. Abbiamo un ottimo rapporto e lo stimo come uomo e tecnico. E’ stato un incontro molto simpatico e cordiale, forse lui non se l’aspettava ma io sono fatto così”.
Organico attuale: “A grandi linee conosco un po’ tutti i giocatori. Vedremo chi potrà fare al caso nostro. Certamente chi rimarrà dovrà avere i requisiti per calarsi totalmente in quello che andremo a fare. Da oggi in poi ci concentreremo sull’allestimento della rosa dopo che giusto ieri abbiamo raggiunto l’accordo. Quanto al modulo, un mio allenatore che risponde al nome di Del Neri mi ripeteva spesso che i numeri contano poco o nulla, al contrario dell’organizzazione di gioco. L’importante è trovare quanto prima gli equilibri giusti, il che ti garantisce di partire subito bene. Ciò da cui non prescinderò sarà la difesa a quattro, per il resto vedremo in corso d’opera. Dovremo prendere giocatori duttili, in grado di adattarsi a più situazioni”. Il doppio salto, perché di questo alla fine si tratta, non lo preoccupa minimamente. “Avverto solo un grande senso di responsabilità, ma mi sento pronto. Avendo smesso da pochi anni, conosco personalmente anche buona parte dei giocatori che andremo ad affrontare. Un buon 70% ha infatti giocato con me, da compagno di squadra o da avversario. Quello che ho fatto in questi ultimi sette anni, continuerò a farlo senza problemi. Mi sento più che maturo per la Lega Pro Unica. La mia filosofia calcistica? L’anno della finale play-off col Sambiase mi pare abbiamo collezionato 19 vittorie. Con la Gelbison , ch’era squadra di medio valore, due anni fa abbiamo fatto diciotto vittorie su trentaquattro gare. Con i tre punti a mio avviso pareggiare è quasi una mezza sconfitta. Per cui preferisco provare sempre a giocarmela con un calcio d’attacco e aggressivo. A patto di trovare gli equilibri giusti, si potrà allestire una squadra giovane e frizzante, in grado di ricercare il risultato attraverso il gioco. Una formazione in grado, almeno quanto a spirito ed atteggiamento, di giocarsela con tutti. E cerchiamo elementi in grado di sposare tale filosofia. Un giovane di qualità può giocare in qualsiasi ruolo ed a qualsiasi età. Il minutaggio sarà servito ad alcuni giovani per mettersi in vetrina, ma al contempo ha fatto si che altri giocassero solo per esigenze economiche, senza meritarlo. Nelle ultime partite quest’anno ho fatto giocare sei-sette under alla volta, tenendo invece in panchina trentenni. Non mi faccio condizionare dalla carta d’identità o dal passato, cercando di mandare in campo chi lo ha meritato realmente durante la settimana”.
Contratto annuale per l’ormai ex tecnico della Gelbison. “Va benissimo così. Tra l’altro, finora, ovunque sia stato, mi hanno sempre proposto il prolungamento dopo pochi mesi; a dimostrazione che è sempre stata apprezzata la mia persona”. Tante le squadre campane che Erra e la sua Vigor potrebbero incontrare la prossima stagione. “Per me che ho sette anni di Nocerina alle spalle, il vero derby sarebbe quello con la Paganese. Probabilmente non vedono l’ora di affrontarmi, così come il Savoia, altra acerrima rivale calcistica dei molossi”. Quanto ad un anno fa quasi di questi tempi, allorquando fu allenatore solo per una manciata di giorni dapprima di Savoia e poi dell’Hinterreggio, parla di “un’estate da scherzi a parte, la scorsa. In carriera ho sempre avuto la fortuna, comunque, di trovare piazze tra virgolette tranquille”. Erra snocciola infine quello che è il proprio slogan per la nuova stagione. “Criticateci quando andremo bene ma sosteneteci quando andremo male. Questo è fondamentale, essendo troppo comodo fare il contrario” .
Parola di nuovo a Maglia. “Si cercherà di reperire giovani più importanti rispetto a quelli degli anni scorsi, anche perché in Lega Pro Due tante società non mandavano gli elementi più interessanti delle proprie Primavere. Oltre a quelle tecniche, dovranno però avere doti mentali e caratteriali, anche perché giocare al sud non è come giocare in alcune piazze del nord sebbene di pari categoria”. Il diesse fa quindi chiarezza sui tanti nomi di allenatori in queste settimane accostate alla Vigor. “La scelta è stata sempre ristretta a due soli nomi: Giunti ed Erra. Ho ritenuto opportuno convergere sul secondo essendo maggiormente avvezzo al calcio meridionale di Lega Pro essendo un uomo del sud che conosce tra l’altro già la città e l’ambiente. Fermo restando che anche Giunti vedrete che arriverà lontano. Quanto all’allestimento della squadra, ci sono altre conferme che ritengo opportune e sulle quali si è dichiarato d’accordo anche il mister. Per cui mi auguro di poter presto comunicarne ufficialmente di altre”. Per quanto concerne lo staff tecnico di cui si avvarrà Erra, “posso al momento dirvi soltanto che il nuovo preparatore atletico sarà Salvatore D’Andrea, già collaboratore del mister alla Gelbison per un periodo, ma con trascorsi anche in cadetteria. Un valido protagonista che ci darà sicuramente una grande mano. Faremo un pre-ritiro di quattro-cinque giorni qui a Lamezia, orientativamente attorno a metà luglio”.
Chiusura col presidente Arpaia. “Per quelle che sono le nostre forze, cercheremo di allestire la migliore squadra possibile. E’ normale che vogliamo a tutti i costi mantenere questa categoria. Poi si sa che le annate possono risultare più o meno fortunate, ma ritengo che potremo dire la nostra nonostante dovremo confrontarci con grandissime piazze”. Il massimo dirigente ricorda i dispiaceri calcistici inflitti ai biancoverdi dall’allora avversario Erra. “Appena ci siamo incontrati ieri, gli ho ricordato i due derby Vigor – Sambiase, ed in particolare quel siluro di Curcio che portò in vantaggio i giallorossi. Nonostante noi avessimo una corazzata, il suo Sambiase ci diede filo da torcere fino alla fine. La scelta di Erra unisce la città? Ritengo sicuramente di si. L’altro giorno sono stato per lavoro a Sambiase e mi ha fermato una persona, che non conoscevo, congratulandosi col sottoscritto e la società proprio per la scelta del loro ex allenatore. Così facendo, mi ha detto, non si era fatto il solito discorso di divisione campanilistica. Quanto di buono c’è dall’altra parte, noi non abbiamo problemi eventualmente a prenderlo. Ma neanche conviene parlare in questi termini dato che siamo un’unica città”.
F. G.
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