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Lamezia Terme - Soltanto due squadre sono state sin qui capaci di battere la Vigor Lamezia sia nel girone d’andata che in questo di ritorno: Benevento e Cosenza. I rossoblù silani sono tuttavia riusciti li dove i giallorossi di Brini non sono riusciti, ovvero a non subire neanche lo straccio di un golletto dai biancoverdi. Mastica amaro Alessandro Erra.

“Nel primo tempo abbiamo fatto una grande prestazione, tant’è che il loro portiere è stato determinante, superandosi, in due-tre occasioni. Una di quelle partite nelle quali dopo che non riesci a trovare la stoccata vincente può poi capitarti di subire un contropiede fatale nei minuti finali. Abbiamo commesso un’ingenuità anche se c’era fallo sullo stesso Spirito, il quale ha però voluto a tutti i costi rialzarsi subito e giocare la palla”.
La lingua però batte dove il dente duole, ed il trainer vigorino non tarda ad arrivare al nocciolo della questione. “Una ripartenza che ci ha costretto a sorbirci del venduti a fine gara. Sinceramente in ventitre anni di carriera, da calciatore prima ed allenatore poi, mai mi era capitato di sentirmi dare del venduto. E’ un’esperienza nuova che registro con stupore. Vorrei solo sottolineare che è dal 16 luglio che questi ragazzi stanno sputando sangue e dando l’anima in un contesto di difficoltà enormi; a tal punto che servirebbe un libro per poterle annotare tutte. Questo gruppo va solo elogiato perché sta raggiungendo la salvezza in un girone dove ci stanno piazze come Salerno, Cosenza, Messina, Lecce, Reggio Calabria e via dicendo. Nonostante ciò, stiamo facendo il nostro bel figurone, ma probabilmente questo non ci viene riconosciuto e quindi registriamo anche quest’essere dovuti uscire tra i 'vergogna' ed i 'venduti'. Ci tornerà utile per il futuro. Di certo continuerò a difendere a spada tratta i miei giocatori. Anche oggi (ieri ndr), nel primo tempo a tratti ho visto una Vigor spettacolare che ha avuto l’unica pecca di non essere riuscita a sbloccare il risultato. Poi, ripeto, ci sta di subire un gol in contropiede all’ultimo minuto, ma non ho visto nulla di vergognoso e niente di venduto. Oltre i confini cittadini probabilmente quello che stiamo facendo viene maggiormente riconosciuto. Facciamo più audience. Al nostro interno, invece, si vede che qualcuno deve ancora crescere: o noi squadra o chi ci viene a vedere. Un peccato venire apostrofati in questo modo”.

Ripresa meno intensa da parte di entrambe le squadre. “Primo tempo di netto dominio nostro a livello di gioco. Ripresa più equilibrata. Loro si sono prodotti in  qualche ripartenza pericolosa mentre noi abbiamo concluso poco. Nel complesso, il risultato di parità era probabilmente quello più giusto. Certo, subire una beffa del genere quasi allo scadere, fa male, ma abbiamo 13 punti di vantaggio sulla quintultima, anzi 14 per via degli scontri diretti a favore contro il Savoia e della migliore differenza reti generale rispetto al Messina. Se ciò non basta, vorrà dire che cercheremo di fare ancora meglio in queste restanti sei giornate”.

“Non mi sono sembrati tanto opera di una minoranza di tifosi – prosegue sempre Erra a proposito dei cori finali - al di la di questo sono consapevole che ci sono persone che vogliono bene alla Vigor Lamezia, su questo non ci piove. Anche perché questa squadra è andata a giocarsela su tutti i campi e contro chiunque. Per cui uscire dal campo accompagnati da quelle invettive  mi lascia amareggiato. Accettiamo gli applausi così come i fischi, però sentirsi gridare venduti e vergogna è molto peggio che essere fischiati.  Ma sono un tecnico alla prima esperienza tra i professionisti e quindi accetto di tutto. Mettiamo anche questo nel calderone perché mi faranno e ci faranno crescere prima. Di certo realtà come Nocerina, Ascoli, Crotone, Foggia, e potrei continuare, mi hanno adottato accogliendomi sempre in maniera affettuosa; mai mi hanno dato del venduto. Ad ogni modo, sono dispiaciuto soprattutto per i miei ragazzi perché ci stanno anche dei classe 94’, ’95 e ’96 che nello spogliatoio ho visto un po’ scioccati a fine gara. I più grandi ovviamente sono maggiormente vaccinati a questo tipo di situazioni”.

Un cronista cosentino gli fa presente come potrebbe rientrare nei progetti tecnici futuri della società rossoblù. “Oggi (ieri ndr) discorsi di questo tipo non fanno altro che gettare ulteriore benzina sul fuoco. Sarebbe – osserva - come mettere la classica ciliegina sulla torta delle polemiche”.

A chi gli chiede se tutto ciò possa influire sulla sua volontà di rinnovare, o meno, il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno, risponde  “queste sono cose che si valuteranno, a 360 gradi, a tempo debito. Così come faranno la società e l’intero ambiente, è giusto e doveroso che lo faccia anche il sottoscritto nel caso venisse interpellato per un eventuale rinnovo”. Quanto alla sostituzione di Battaglia, l’allenatore salernitano  precisa che “ha chiesto lui la sostituzione poiché affaticato. Inoltre il cambio dell’orario lo aveva un po’ spossato fisicamente”.

E’ il turno dell’attaccante silano De Angelis. “Nessuna delle due squadre voleva perdere. La Vigor si è resa più pericolosa ma è stato bravo Ravaglia, in due occasioni, su Improta e sul colpo di testa di Scarsella Noi siamo stati bravi e fortunati a sfruttare l’unica palla gol probabilmente avuta a disposizione. Gara molto equilibrata e sentita da ambo le parti. Il pari – ammette con onestà - sarebbe stato più giusto. Salvezza ormai in cassaforte? Matematicamente ancora no, però il +13 sulla quintultima, quando ne rimangono appena 18 disponibili, onestamente lo ritengo un margine di tutta sicurezza”. Cosenza che aggancia a quota 40 proprio Gattari e compagni. “Sette giornate fa eravamo quintultimi. Poi abbiamo fatto quattro vittorie e tre pareggi subendo un solo gol, e siamo diventati gruppo nel vero senso della parola. Dopo aver perso il derby di Catanzaro, abbiamo messo sotto tutti, comprese squadre del calibro di Lecce, Juve Stabia e Matera. Magari, se fossimo maturati un po’ prima, non dico che avremmo potuto centrare i play-off , ma sicuramente a quest’ora ci saremmo ritrovati con qualche punto in più”.

“Partita giocata alla pari – dichiara mister Roselli - Primi 20-25’ meglio noi, finale di primo tempo meglio il Lamezia. Nella ripresa gara abbastanza bloccata anche perché la Vigor secondo me è la sorpresa del campionato: gioca bene ed è molto organizzata. Di conseguenza, aver vinto qua ci dà grande orgoglio”.
Decisivo l’ingresso di Calderini al 38’ della ripresa. “Sostituzioni già programmate pure alla luce del fatto che giovedì si ritorna in campo, poi l’8 avremo la Coppa Italia ed il 12 di nuovo campionato. Li davanti giocheranno una partita ciascuno, quindi. I problemi piuttosto li abbiamo in difesa ed a centrocampo dove siamo più contati. Proveremo a fare di necessità virtù mantenendo, però sempre l’ossatura della squadra”.

“Devo comunque ringraziare questi ragazzi perché effettivamente non sono più la squadra dei primi mesi. Nel girone di ritorno è migliorata tantissimo in compattezza e capacità di soffrire, tanto da potersela giocare alla pari contro chiunque. Tutti i calciatori ora stanno dando il meglio, ma sul fatto che si prendano pochissimi gol ritengo centri poco solo la difesa. Se i due attaccanti non lavorano bene, ad esempio, la difesa è destinata inevitabilmente a soffrire. Abbiamo poi la fortuna di possedere dei centrocampisti che fanno passare pochissimi palloni, il che agevola di parecchio il compito dei difensori. Salvezza archiviata? Non del tutto perché la matematica non è un’opinione, ma sinceramente all’80% è fatta”.

Tanta amarezza per il post-partita anche nelle parole del ds biancoverde Fabrizio Maglia. “La sconfitta in se non è un problema. Una partita si può vincere, perdere o pareggiare. Sono venuto in sala stampa poiché il mio ruolo mi obbliga ad osservare come una parte della tribuna abbia tenuto un comportamento molto ingeneroso nei riguardi di questi ragazzi e di una squadra che virtualmente, anche se ritengo a 40 punti non arriverà nessuna delle ultime cinque, già l’8 marzo ha raggiunto l’obiettivo della salvezza. Per cui uscire dal campo venendo apostrofati in quel modo da una fetta del pubblico amico, fa male. Nessuno di loro ha ritenuto opportuno venire in sala stampa in quanto mortificati e dispiaciuti. Ma, ancora di più, è giusto sottolineare come il presidente Arpaia, che in tribuna ha ricevuto qualche battuta fuori luogo da più di uno spettatore, mi ha detto chiaramente che qualora si dovesse riverificare un episodio come quello odierno, sarà pronto a lasciare immediatamente la guida della società. Io ritengo che a questa squadra ed a questa dirigenza vada fatto solo un plauso per quello che sono riusciti a fare fino ad oggi. Una società che in questi anni ha sempre tenuto i bilanci a posto, raggiungendo gli obiettivi sportivi prefissati e, quest’anno, anche praticando un buon calcio. Tra l’altro oggi (ieri ndr) non meritavamo di perdere, e lo ha detto chiaramente anche mister Roselli, avendo subito un solo tiro in porta sugli sviluppi di una ripartenza innescatasi a seguito di un fallo subito da Spirito e che normalmente nove arbitri su dieci fischiano. Dico questo considerato che il regolamento dice che quando la regola del vantaggio non si concretizza, l’arbitro deve tornare sui suoi passi e fischiare la punizione. Come tra l’altro fatto nel primo tempo, su un’azione simile, a favore del Cosenza. Ma ripeto che il risultato ci interessa relativamente oggi (ieri ndr). Però essere apostrofati come dei venduti in casa propria è una cosa molto grave e che ci ha lasciati parecchio amareggiati”.

Gli viene riferito come il mister abbia detto che valuterà anche questi cori nel caso dovesse essergli proposto di restare. “E’ normale che, in questi casi, a caldo il nervosismo può lasciarti andare a riflessioni un po’ dure, ma non fa piacere a nessuno sentirsi dare del venduto”.

Anche perché l’errore di Spirito è stato dettato proprio dalla voglia di provare a venire su anche con i terzini. “Il mister aveva deciso di passare a quattro a centrocampo proprio per cercare di sfruttare di più le fasce ed avvicinare Montella a Del Sante li davanti. Il Cosenza tra l’altro si stava difendendo bene, per cui non si prestava ad azioni manovrate. Analizzare la partita è relativo però oggi (ieri ndr). Mi auguro, senza nulla togliere alla parte sana della città e della tifoseria che, eccetto una parte della tribuna, ci ha applaudito a fine gara, passi un certo tipo di messaggio e cioè che questa Vigor che non sta regalando e mai regalerà niente a nessuno, si è salvata sul campo il 9 marzo ed è andata a Matera senza cinque titolari ed imbottita di ragazzini, senza concedere un tiro in porta all’avversario”.                                                                                                        

F. G.

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