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Lamezia Terme - Scattato il pre-ritiro in casa Vigor Lamezia. In venticinque, più lo staff tecnico che, sebbene non ancora ufficializzato, sarà composto, oltre che dal tecnico Alessandro Erra, dal suo vice Giuseppe Saladino, dall’allenatore dei portieri Gianluca Caravella e dal preparatore atletico Salvatore D’Andrea, si sono ritrovati ieri pomeriggio al D’Ippolito per iniziare a sudare. Nessun volto nuovo per il momento anche se da qui all’inizio della Coppa Italia qualche new entry ci sarà sicuramente come confermatoci personalmente dal vice-presidente Gianni Torcasio. “Ci saranno altri due-tre innesti. Uno dovrebbe arrivare prima della fine del ritiro. Arcidiacono? E’ una delle trattative in corso ma non la sola. Ad ogni modo, attendiamo una decina di giorni affinchè il gruppo si assesti, per poi cercare di colmare le lacune che il mister dovesse eventualmente indicarci”.

Porte definitivamente chiuse per Marchetti. “Ha aspettato troppo e il suo posto è stato preso da Di Bella. Dispiace perché parliamo di una brava persona e di un ottimo giocatore, ma – dichiara Torcasio -  si è ormai voltato pagina”. In sala stampa il diesse Maglia, prima di cedere la parola al tecnico ed ai due “veterani” Gattari e Giampà, nominati rispettivamente capitano e vice-capitano, ha chiesto “di stare uniti e far quadrato in vista della difficile annata che attende la nostra squadra che paragono ad un vaso di terracotta in mezzo a tanti di ferro. Però non è detto che a rompersi debba essere quello più debole sulla carta. Bisognerà far gruppo. Le critiche sono e saranno sempre ben accette a condizione che siano costruttive e non volte a distruggere. La rosa è quasi completa, manca ancora qualcosa come sapete anche voi, ma spero che quanto prima la società mi dia l’ok per almeno un’altra operazione in entrata. E’ nostra intenzione mantenere il professionismo per la città, i tifosi ed anche per voi giornalisti dato che così verrà dato maggior risalto anche al vostro lavoro”. “Si parte con grande entusiasmo e gioia, - ha dichiarato, prima di scendere in campo per guidare il primo allenamento della sua nuova squadra, mister Erra - anche con un pizzico di emozione per un’esperienza che vogliamo vivere tutti quanti con grande unità d’intenti. Siamo convinti di aver messo su una squadra giovane, com’era logico che fosse, con sei-sette elementi di esperienza. Il direttore ha mantenuto fede alla linea che ci eravamo dati, insomma. In questo ritiro si valuterà soprattutto il valore dei giovani, cercando di farli integrare subito in un contesto di prima squadra, a cui forse ancora manca giusto qualche pedina per essere veramente competitiva. C’è infatti l’idea di andare ad apportare ancora uno-due innesti, anche se è chiaro che sarà il campo a renderci le idee chiare e quindi permetterci di fare delle valutazioni più attendibili. Sono comunque soddisfatto di quanto già fatto ed allo stesso tempo convinto che la società farà un ulteriore sforzo”.

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Il tecnico salernitano non ha preferenze riguardo l’eventuale composizione del girone in cui verrà inserita la formazione biancoverde.  “Sarà in ogni caso un torneo bello ed affascinante. Questa categoria l’ho calcata per tanti anni da calciatore, prendendomi diverse soddisfazioni, ed ora a quarantuno anni sarà bello ripropormi stavolta nelle vesti di allenatore. Sono grato alla società per avermi dato questa opportunità che intendo giocarmi al massimo delle mie possibilità”. Positivo il giudizio sui nuovi arrivati. “Cercavamo un difensore centrale mancino ed è arrivato Di Bella che ha alle spalle quattro-cinque campionati di C1. A centrocampo c’è Puccio che qualche anno fa era accreditato come uno dei giovani emergenti più interessanti dell’intero panorama nazionale. Ha fisicità e grande temperamento. In avanti è arrivato Montella, elemento sin qui espressosi in maniera importante nella vecchia Seconda Divisione ma che non ha mai avuto modo di cimentarsi realmente in Prima, ed io penso che adesso che ha 28 anni possa avere la maturità giusta per esplodere. A questi tre grandi sono stati affiancati giovani dalle ottime referenze, alcuni dei quali già con qualche campionato professionistico alle spalle”. A chi gli chiede cosa si aspetti dai tifosi del Sambiase, ovvero la squadra che ha allenato fino a due anni fa, risponde così. “Che stiano vicini a quella ch’è comunque la squadra dell’intera città. Trattandosi peraltro di una squadra giovane, dovrà essere sostenuta soprattutto nei momenti di difficoltà. Il calore del D’Ippolito dovrà rappresentare un valore aggiunto. La gente deve spingerci a dare il massimo perché stando tutti uniti le difficoltà si possono superare. Avere quella giusta dose di tranquillità, ma anche di sana critica, fa si che la squadra possa crescere. Le squadre di Lega Pro che ritengo più forti? A bocce ferme sembrerebbe che Benevento, Lecce (ma dovrebbe essere ripescato in B al posto del Siena ndr), Casertana e la stessa Salernitana, che malgrado sia ancora in stand-by farà la sua parte, unite a Cosenza e Catanzaro, siano organico alla mano le più competitive. Noi ce la giocheremo assieme alla decina di squadre restanti”.

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Erra si augura che la squadra abbia  “un rendimento medio-alto per tutta la stagione, senza grandi picchi in positivo o negativo. Poi è chiaro che in determinati momenti  ci potrà essere un calo fisiologico. Dai giovani generalmente ci aspetta più corsa, verve ed intensità. L’obiettivo è creare un giusto compromesso, come rendimento, lungo l’arco della stagione. Il tempo comunque è galantuomo e dirà s’è stata fatta una preparazione corretta o meno”. L’ex trainer del Sambiase non nasconde che gli avrebbe fatto comodo qualche altra riconferma. “Marchetti e Carbonaro sono elementi che avrebbero avuto tutto il mio gradimento sotto l’aspetto tecnico-tattico. Il mercato non è facile però, essendoci tante variabili in ballo, e nel nostro caso le cose sono andate come sono andate”. Parole d’elogio tuttavia le spende anche sul conto degli over rimasti. “Gattari è ragazzo serio e di personalità, in grado di guidare la difesa. Del Sante ha grandi potenzialità, solo parzialmente espresse la scorsa stagione. Scarsella è giocatore affidabile e di grande determinazione. Qualcuno di loro l’ho visto all’opera personalmente, su altri ho avuto le mie referenze. Per poter dare un giudizio più approfondito, però, dovrò prima conoscere più a fondo la persona, oltre che il calciatore”. Erra ammette di essersi sempre adattato al materiale umano avuto a disposizione nelle varie piazze in cui ha sin qui allenato. “L’anno scorso, ad esempio, ho giocato con tre attaccanti di movimento, senza avere la classica prima punta. Quest’anno abbiamo sin dalla partenza un centravanti potente fisicamente, che ha sempre fatto gol e li farà anche stavolta. Cercherò di tirargli fuori quella rabbia e determinazione che in alcuni tratti dello scorso torneo è venuta in lui meno”.

Quanto all’eventuale modulo di partenza, taglia corto rispondendo come “onestamente i numeri non sono il mio forte. L’idea è comunque quella di partire con una difesa a quattro. Poi che sia 4-4-2, 4-3-1-2 o 4-3-3 che dir si voglia, lo deciderò una volta che avrò meglio approfondito le caratteristiche e le potenzialità della squadra. Starà al sottoscritto trovare prima possibile i giusti equilibri. Se è da escludere a priori un’eventuale difesa a tre? Ricordo che qualche anno fa col Sambiase partii con la difesa a tre e fui per certi versi anche criticato per questo, quando invece tutti ora vogliano giocare con tale assetto difensivo”. In conclusione, ad Erra chiediamo quanto saranno importanti questi quattro giorni di pre-ritiro in sede. “M’interessano innanzitutto per conoscere le persone, nonché le caratteristiche tecnico-tattiche che differenziano un calciatore dall’altro. Senza contare che dopo quasi due mesi d’inattività, ritengo i ragazzi abbiano bisogno di un minimo di rodaggio. Partire subito al ritmo di due sedute giornaliere significherebbe creare già un accumulo di fatica. Questa teoria di effettuare il pre-ritiro sta prendendo sempre più piede da qualche anno e serve proprio per prepararsi gradualmente al lavoro vero e proprio del ritiro”.      

Ferdinando Gaetano

 

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