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Lamezia Terme - Pur non vincendo da ben undici giornate, in tale arco di tempo di tempo Gattari e compagni non hanno mai perso contro le big, eccezion fatta per la gara di Caserta nella quale, sullo 0-0, hanno comunque  avuto a disposizione, e non sfruttato a dovere, due-tre nitide palle gol che avrebbero potuto cambiare la storia del match. Se il pari colto con la Juve Stabia non ha lasciato rimpianti, al Via del Mare, prima, ed all’Arechi, sabato scorso, la Vigor, per quanto mostrato in campo pure alla luce del netto gap tecnico e di esperienza rispetto alla controparte,  avrebbe indubbiamente meritato di tornare a casa con l’intera posta. In special modo sabato, poi, considerato il doppio vantaggio a soli dieci giri di lancette dalla fine dei 90’ regolamentari. Una Vigor, si potrebbe dire forzando un po’ la mano, forte contro i forti e debole con i “deboli”.

“E’ normale – osserva Alessandro Erra ripensando a quanto successo all’Arechi – che quando segni il 2-0 ad un quarto d’ora dal termine, ci fai un po’ la bocca alla vittoria che, tra l’altro, a quel punto meritavamo per la grande attenzione mostrata, tant’è che alla Salernitana avevamo sin li concesso giusto un paio di tiri da fuori area. A Torre Annunziata avevamo fatto benissimo anche sul piano del gioco, dominando letteralmente. La gara di sabato scorso è stata più equilibrata considerato il potenziale diverso esistente tra le due squadre, per cui abbiamo puntato innanzitutto a tenere a bada una compagine fortissima.  Peraltro alla vigilia eravamo considerati spacciati anche in virtù delle tante assenze lamentate. C’è solo il rammarico di aver sbagliato una rimessa laterale ed il posizionamento in occasione di un calcio d’angolo sebbene loro fossero indubbiamente più alti e prestanti dei nostri difensori. Se da un lato mi rincuora molto la prestazione offerta dalla squadra nonostante le lacune e le difficoltà del momento, al contempo mi preoccupa il fatto che abbiamo gettato alle ortiche altri due punti importanti quando mancano sempre meno gare alla fine”. Una Vigor decisamente “zemaniana” nelle ultime tre trasferte, come testimoniano i sette gol subiti ed i sei fatti. “Sicuramente abbiamo commesso qualche distrazione di troppo, ma il fatto di averne comunque segnati due a Salerno e tre a Lecce, dimostra come questa squadra se la giochi con tutti senza alcun timore reverenziale. Domenica, comunque, recupereremo un difensore di esperienza, caratteristica mancataci nell’ultimo mese, per cui dovremmo beneficiarne”.

A patto di tornare a far valere il fattore campo. “Sarà fondamentale avendo tanti scontri diretti da giocare in casa. Probabilmente  in trasferta ci esprimiamo meglio, ma dobbiamo ritrovare al più presto quella sicurezza che fino a due mesi fa dimostravamo anche tra le mura amiche”. C’è anche da dire che le ultime compagini venute a Lamezia non erano paragonabili, per esperienza e qualità tecniche, a quelle affrontate sul loro campo ad inizio stagione. “In effetti in questo girone di ritorno andremo ad incontrare squadre diverse rispetto all’andata. Forse siamo l’unica squadra ch’è rimasta quasi invariata, nel senso che ci sono state soltanto due uscite rimpiazzate con altrettante entrate. Molte, invece, hanno stravolto l’organico, per cui ci ritroveremo di fronte formazioni più agguerrite e forti, come già constatato contro Aversa ed Ischia. In questo frangente dobbiamo però guardare soltanto in casa nostra. Abbiamo lasciato troppi punti per strada in modo banale e non possiamo più permetterci di sbagliare, soprattutto negli scontri diretti, per atteggiamenti un po’ superficiali”. Cercasi vittoria disperatamente, insomma, perché in tal caso tutto poi diventerebbe più facile. “E’ vero che in casa stiamo giocando con maggiore ansia, ma è proprio davanti al nostro pubblico che dobbiamo ritrovare quella scintilla che pare ogni volta li li per scoccare. L’impressione è che ci manchi davvero poco per riprendere il cammino smarrito. Sono fiducioso in tal senso perchè, nonostante le tante difficoltà con cui si sta ritrovando a convivere da ormai diverse settimane, la squadra si sta dannando l’anima dando tutto se stessa”.

Per il tecnico di Pellezzano la salvezza dista ancora 15 punti. “Considerati i tanti scontri diretti in programma, la soglia dovrebbe attestarsi sui 42-43 punti. E, seppur con fatica, ci arriveremo. Nel girone di andata abbiamo dimostrato di avere le qualità per arrivare a farne anche di più. Solo che quando poi ti ritrovi a giocare senza diverse pedine esperte,  e finisci per perdere ingenuamente almeno 5-6 punti per strada, è inevitabile che poi sei costretto a soffrire fino alla fine. Ovvio che con una squadra giovane guadagni in corsa ed entusiasmo ma, inevitabilmente, pecchi in esperienza”. Discorso che vale anche per il prossimo avversario dei lametini. “Il Melfi è una squadra frenetica, giovane, concepita in modo similare alla nostra, anche se noi forse abbiamo qualche giocatore esperto in più. E questa maggiore esperienza domenica dovremo essere bravi a farla fruttare. In ogni caso sarà una gara scorbutica”.

Facciamo notare all’ex tecnico di Gelbison e Sambiase come, oltre alla perenne emergenza difensiva, rispetto alle prime dieci giornate stia probabilmente pesando anche il fatto di non riuscire più ad avere tutti a disposizione e/o in condizione li davanti. Dopo aver dovuto rinunciare, per alcune settimane, dapprima a Montella e poi ad Improta, adesso ai box è finito, sempre per problemi fisici, Del Sante. Dopo aver dovuto saltare la trasferta di Salerno, il centravanti umbro non sarà infatti della contesa neanche domenica e, con molta probabilità, contro il Foggia il prossimo 14 febbraio. “E’ difficile disputare  l’intero campionato con l’undici tipo o, quantomeno, con  otto-nove undicesimi di esso. Finchè ci siamo riusciti, mi pare siamo rimasti sempre tra le prime otto-nove posizioni. Ultimamente abbiamo tirato un po’ il fiato e ci stiamo arrangiando. Ovvio che se una domenica manca uno e la successiva un altro, la qualità espressa dalla squadra ne risente. La poca esperienza e la ristrettezza dell’organico sono tuttavia aspetti che uno mette in preventivo nel momento in cui accetta di allenare una realtà che non può competere con piazze più blasonate ed importanti”. Alla fine della fiera, leggi mercato invernale, tutti gli attaccanti di grido sono rimasti nelle rispettive compagini. “Com’era prevedibile, ognuno si è tenuto stretto quel che si ritrovava in casa visto pure il periodo di grande difficoltà economica generale”.

Rispetterà il biennale firmato nell’estate 2013 anche Stefano Del Sante. La Juve Stabia non ha infatti accettato lo scambio con Ripa, proposto nelle ultime battute del mercato, per cui, in mancanza di validi sostituti, la società di via Marconi non si è giustamente privata di quello ch’è attualmente il proprio cannoniere principe. “Innanzitutto mi auguro che guarisca al più presto e quindi torni ad allenarsi in maniera adeguata con il resto del gruppo. Per il resto non ritengo ci saranno problemi anche perché avendo giocato sei mesi a buon livello non vedo il motivo per cui non debba fare altrettanto in questo girone di ritorno. Credo sia anche nel suo interesse fare tre mesi su buoni livelli se non vorrà chiudere la stagione a otto reti. Ma questi sono discorsi che farò solo una volta che sarà tornato a disposizione”. L’ex difensore di Ascoli e Crotone risponde così a chi gli domanda se nel girone di ritorno chi ha il contratto in scadenza al 30 giugno è portato a dare qualcosa in più rispetto a chi ha invece un biennale. “I contratti uno se li deve sudare giorno dopo giorno. Io sono contrario ai prolungamenti dei contratti durante il campionato. Dico ciò anche perché nel calcio gli scenari cambiano in fretta. Siamo tutti quanti nelle condizioni di dover dare il massimo poiché, viceversa, la prossima stagione saremo in tanti a restare a casa. Dobbiamo fare tutti bene, in primis per la causa della Vigor Lamezia e, di conseguenza, anche per noi stessi visto che in tal caso ne trarremo tutti quanti dei benefici”.

Le attuali regole vigenti in Lega Pro come condizione per accedere ai contributi per il cosiddetto minutaggio, a detta di Erra “stanno determinando l’estinzione della fascia d’età media, quella che va dai 26 ai 28 anni. Sui campi vedo molti giovani sui vent’anni e tanti trentenni. Per i ventisettenni-ventottenni la vedo un po’ dura nonostante rappresenti l’età della piena maturazione per un calciatore.  Se i miei colleghi hanno poco coraggio a giocare con elementi giovani?  E’ un discorso di mentalità nel senso che se lo facciamo tutti è un conto, se invece devo farlo soltanto io, volendo estremizzare il concetto, per poi ritrovarti a perdere contro squadre più esperte, allora finisci per fare la figura del tonto della situazione. Noi stiamo giocando da sei partite con un’età media di 23 anni. A Salerno la nostra era di 23,3 contro i 30,5 dei granata. E si è visto che, fin quando abbiamo retto, è andato tutto bene, ma non appena siamo calati un po’ abbiamo dato modo agli avversari di uscire fuori con la loro malizia e scaltrezza. Di trentenni, d’altronde, abbiamo solo Improta e Gattari. Mi pare siamo solo otto-nove squadre a fare il minutaggio nel girone. Ed in questi casi quei cinque-sei under rischi, anche per come sono costruite tali rose, di doverli fare giocare ogni domenica. In una squadra allestita per vincere il campionato, invece, il giovane non giocherà mai. O almeno io non ne ho visti nella Salernitana, nel Benevento o nel Lecce. Tutti club che hanno le potenzialità economiche per affidarsi esclusivamente a elementi di una certa esperienza”.

Termine “giovani” sul quale, peraltro, ci sarebbe parecchio da eccepire. “In effetti parliamo di giovani relativamente. Sia perché se uno è realmente bravo conta poco che sia, o meno, giovane, vuoi perché, se facciamo un esempio, pur essendo il classe ’92 in età da minutaggio, stiamo pur sempre parlando di un calciatore di 22-23 anni. In definitiva li chiamiamo giovani solo perché la Lega ti elargisce un contributo economico se li fai giocare. Fino ad un paio di decenni addietro, per giocare tra i professionisti a 20 anni uno doveva essere forte veramente. Non ritengo, perciò, faccia bene a ragazzi di 23 anni beneficiare di questa possibilità per poi essere scaricati, nel giro di un paio di anni, una volta che non rientrano più nella fascia d’età da minutaggio o da età media”.

NOTIZIARIO

La squadra oggi si è sottoposta alla classica doppia seduta del mercoledì. Domani pomeriggio (14:30) consueta partitella in famiglia, sempre al Riga, contro gli Allievi Nazionali. Come già anticipato domenica mister Erra dovrà fare nuovamente a meno dell’infortunato Del Sante, al quale vanno naturalmente ad aggiungersi i soliti Di Bella, Filosa e Piacenti. Tornerà finalmente a disposizione, dopo le quattro giornate di squalifiche rimediate in occasione della gara a Lecce, Gattari. Tre le assenze certe con cui dovrà fare invece i conti il trainer del Melfi Bitetto. Per squalifica salteranno la gara del D’Ippolito il terzino destro Guerriera, il centrocampista Gallo ed il centravanti Caturano.  A dirigere la gara tra biancoverdi calabresi e gialloverdi lucani, in programma alle 18.00 di domenica, sarà il signor Giampaolo Mantelli di Brescia. Siciliani, invece, entrambi gli assistenti: Alberto Piazza di Trapani  e Carlo Pollaci di Palermo. Comunicate, infine, date e orari della settima giornata di ritorno, in programma tra venerdì 20 e lunedì 23 febbraio. La Vigor Lamezia ospiterà il Martina Franca domenica 22 febbraio con fischio d’inizio previsto per le 16:00.

LA VIGOR FA 14

Sebbene ormai da qualche anno soppiantato dalla concorrenza sempre più spietata delle scommesse sportive, è ancora in vita quello che sin dal 1946 a metà anni 2000 è stato il gioco per eccellenza degli sportivi italiani. Stiamo parlando di quel Totocalcio che, leggermente modificato nel 2003 con l’inserimento di una quattordicesima gara, nel 2014 ha fruttato una raccolta complessiva di appena 24 milioni. Nonostante mai prima di questa stagione la formazione biancoverde sia andata oltre la vecchia C2, si contano almeno una ventina di sue presenze in quella ch’è a lungo stata la schedina degli italiani. Evento che si riproporrà in occasione del prossimo concorso (Numero 10 dell’8 febbraio 2015). L’ultima delle quattordici gare da pronosticare con il classico 1, X o 2, sarà infatti Vigor Lamezia – Melfi. Un motivo in più per provare a centrare quella vittoria che manca dal 9 novembre scorso allorquando Gattari e compagni batterono, sempre al D’Ippolito, proprio un’altra squadra lucana e con la stessa lettera iniziale dei gialloverdi di Bitetto.                                                                                                                  

Ferdinando Gaetano

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