
Lamezia Terme - Con la vittoria che manca dallo scorso 9 novembre, il volto di Alessandro Erra non poteva essere certo il ritratto della felicità. Una prestazione in chiaroscuro, quella contro l’Ischia. “Sul piano del gioco – osserva - a Torre Annunziata abbiamo fatto sicuramente meglio. Però anche oggi (ieri ndr), eccezion fatta per i primi 10’ nei quali si è un po’ sofferto, la squadra ha dato tutto quello che in questo momento è in grado di dare. Di fronte avevamo una formazione ostica e si è giocato su un campo pesante e scivoloso. N’è uscita fuori una gara equilibrata e con poche occasioni da entrambi i lati, per cui lo 0-0 finale n’è stata la logica conseguenza. In avanti abbiamo creato molto poco per quello ch’è il nostro potenziale”.
Una Vigor stavolta uscita dal campo subissata dai fischi dei propri tifosi. “Ci sta perché è da tanto tempo che non vedono vincere la squadra. Come ci prendiamo gli applausi quando le cose vanno bene, è giusto sorbirsi i fischi quando i risultati non arrivano. La squadra sta dando tutto comunque, nonostante le lacune rispetto ad altre compagini che hanno preso una decina di giocatori in questo mercato di gennaio. Noi ci stiamo arrangiando con quelli che abbiamo dal 16 luglio. Di conseguenza, è inevitabile che soffriamo maggiormente quando ci vengono a mancare più pedine contemporaneamente”.
Quanto allo striscione col quale gli ultras della gradinata ad inizio gara hanno accusato, oltre alla società, gli stessi giocatori di mediocrità, Erra afferma come “ci sta che il tifoso sia amareggiato, anche se i primi siamo io ed i calciatori. Sono comunque convinto che ne usciremo, sia pure con grande difficoltà ma ce la faremo. Avremo bisogno di vincere quelle tre-quattro partite ancora. La salvezza però passa anche da certi percorsi di sofferenza che avevo già citato anche qualche mese fa quando le cose andavano bene. Stiamo semplicemente attraversando uno di questi periodi, sebbene stia durando un po’ troppo. Ma la nottata dovrà pur passare. Una volta ritrovata la vittoria, sapremo rimetterci, e proseguire, sulla strada giusta”.
Inutile aspettarsi altri arrivi dal mercato dopo quelli di Forte e Papa. “Non ci conto. Piuttosto mi auguro di recuperare, nei tempi giusti, qualche acciaccato. E spero, al contempo, che di squalifiche stupide ed inopportune non se ne registrino più”.
Evidenti le scorie mentali generate dal rocambolesco passo falso di Torre Annunziata. “Sconfitta che ci ha creato un danno psicologico importante. Ho detto che per me è stato come un tatuaggio, ma penso lo sia stato anche per i ragazzi. Si è d’altronde trattato di una battuta d’arresto clamorosa per quanto vistosi in campo. Qualora non avessimo perso, sono convinto che avremmo affrontato l’Ischia con uno spirito diverso, battendola. Si è invece creata una sorta di zavorra psicologica in un gruppo peraltro molto giovane. Anche contro l’Aversa si era comunque avvertita questa sorta di pressione di dover vincere a tutti i costi. E comunque ritengo si giochi meglio fuori casa, potendo in tali casi contare su maggiori spazi. Cosa che non avviene quando si è invece costretti a fare la partita”.
Aversa, Savoia ed Ischia. “Squadre abbastanza simili, rinnovate nell’organico e negli stimoli. Si può dire che il loro campionato sia iniziato alla prima di ritorno”.
All’ex tecnico della Gelbison chiediamo quanto i contrattempi fisici che in queste ultime settimane hanno colpito buona parte del reparto avanzato, stiano influendo sul rendimento della squadra. “E’ ovvio che quando si è reduci da qualche acciacco, la brillantezza non è mai facile da ritrovare nel breve periodo. E quando non si è brillanti in avanti, in quello che nella prima parte di stagione è stato uno dei nostri punti di forza, si fa fatica”.
La stessa mancanza di un elemento come Scarsella, in grado di far sentire il proprio peso anche in area avversaria, non è probabilmente stata cosa da poco. “Preferirei parlare dei presenti più che degli assenti. Anche perché è normale, in un lasso di tempo di trentotto giornate, che un centrocampista salti una giornata per via della quarta ammonizione stagionale. Tra l’altro sabato scorso ne ha rimediato una per gioco falloso, non certo per ingenuità o proteste. Poi è chiaro che, per come siamo strutturati noi, dover fare a meno di certi giocatori non è facile. A pesare, però, è il cumulo di determinate situazioni, non la singola squalifica in se”.
Tipo la cattiva stella abbattutasi su Di Bella prima e Filosa (quest’ultimo tornerà disponibile tra 25-30 giorni) poi, ovvero i due esperti difensori centrali prelevati a luglio e fine settembre per rimpiazzare la partenza di Marchetti. “Purtroppo è così. Devo comunque dire che, nonostante di fronte avesse un brutto cliente come Infantino, tranne qualche indecisione iniziale la coppia Kostadinovic – Rapisarda nell’occasione se l’è cavata. A giocatori come lo stesso Infantino e Millesi abbiamo d’altronde concesso solo una palla gol, nei primi 15’. Diamo perciò merito ai nostri difensori di aver giocato con attenzione al di la di qualche rinvio un po’ troppo frettoloso. Più che altro, a volte pecchiamo nella lettura corretta di alcune situazioni di gioco”.
Erra motiva la scelta di piazzare Puccio, e non Papa o Rossini, davanti la difesa. “Ci garantiva maggior cattiveria e prestanza fisica, andando anche ad aiutare Rapisarda nel gioco aereo. Anche Voltasio, dopo una partenza un po’ in sordina, ritengo sia uscito bene alla distanza”.
In casa Ischia, nonostante faccia più morale che classifica, il punto è stato accolto alla stregua di una vittoria. “Ritengo sia stato un pareggio abbastanza giusto. La Vigor – osserva il tecnico Agenore Maurizi - ha fatto una buona gara per il momento che sta attraversando. Stessa cosa dicasi per noi che speravamo di far risultato su un campo difficile come questo. Abbiamo operato tanti acquisti in questa sessione di mercato, per cui sapevamo di aver bisogno di un po’ di tempo per riorganizzarci ed amalgamare il gruppo al cospetto, invece, di una squadra che è rimasta quasi la stessa d’inizio stagione. Per questo è un punto ci soddisfa”.
Al pari dei biancoverdi, anche gli isolani hanno palesato più di una difficoltà a far gioco. “Alcuni elementi di qualità che abbiamo preso devono ancora entrare in condizione. E’ normale, perciò, che quando dobbiamo fare la partita incontriamo ancora qualche problema”.
L’ex condottiero della Paganese fa un breve passo indietro con la mente. “Anche contro il Melfi, domenica scorsa, il pari sarebbe stato il risultato più giusto. Certo, se oggi (ieri ndr) avessimo segnato invece di colpire quella traversa dopo pochi minuti, avremmo potuto giocare un altro tipo di gara”.
Prima di congedarsi, Maurizi dichiara la propria vicinanza al team lametino. “Mi dispiace per la contestazione del pubblico di casa, a fine partita, perché credo che la squadra del cuore si debba sempre amare. La si può discutere, ma non la si può contestare. Sono perciò solidale con giocatori, tecnico e società biancoverde. Mi sento di dire ciò pur con il massimo rispetto per i tifosi che sono l’essenza del calcio”.
Ferdinando Gaetano
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