
Lamezia Terme - Al via, oggi pomeriggio, i play-off del girone I di serie D. Riflettori puntati sui campi di Cava dei Tirreni e Aci Sant’Antonio, dove si giocheranno, rispettivamente, Cavese - Città di Sant’Agata e Acireale – Lamezia Terme. A distanza di ventuno giorni, acesi e lametini tornano dunque a sfidarsi in terra siciliana. In campionato la formazione allenata dal castrovillarese De Sanzo è stata una vera bestia nera dei gialloblù, avendoli battuti sia all’andata che al ritorno. Sono però state due sconfitte parecchio diverse: lo scorso 12 dicembre i catanesi passeggiarono al D’Ippolito al cospetto di un Lamezia letteralmente sulle gambe e privo di mordente. Il 2-0 finale del 4 maggio scorso non ha invece rispecchiato quanto vistosi in campo, avendo, gli ospiti, nel secondo tempo sprecato l’inverosimile sotto porta prima d’incassare il raddoppio, al 90’, su uno svarione difensivo del giovane Amendola. Senza contare che il primo gol acese era arrivato su rigore concesso a seguito di un ingenuo fallo di mano in area commesso dall’esperto Corapi.
Quello di oggi pomeriggio sarà invece un match da dentro o fuori, per di più con un solo risultato a disposizione del Lamezia per poter accedere in finale. Se pensiamo che in questa stagione, contro le restanti tre big, Corapi e compagni non sono mai riusciti ad incamerare l’intera posta, collezionando, complessivamente, tre pari e tre sconfitte, ci sarebbe ben poco da essere ottimisti. Tuttavia ogni gara fa storia a se ed a questa semifinale play-off la compagine di Campilongo arriva meglio sotto l’aspetto degli ultimi risultati, della condizione fisica e della solidità societaria. Non è più un mistero, infatti, che in casa siciliana ci siano sensibili ritardi nella corresponsione dei “rimborsi spese” ai tesserati. Ovvio che non per questo motivo, però, Lodi e compagni regaleranno qualcosa. Dovranno semmai essere i calabresi a ripetere quantomeno le buone prestazioni sfoderate a Vallo della Lucania e nell’ultima sfida con lo stesso Acireale, ma con molta più concretezza e cattiveria sotto porta avversaria, limitando, al contempo, le ingenuità difensive. Non è un caso che in ognuna delle ultime quattro esibizioni esterne si sia beccato puntualmente gol su calcio di rigore.
“Affrontiamo una squadra quadrata, – osserva Campilongo riferito al team granata - ben allenata e che ha preso pochi gol. Noi, purtroppo, dobbiamo solo vincere, sebbene ci sia l’opzione tempi supplementari (in caso di parità al termine dei 90’ ndr). Mi aspetto un match privo di tatticismi e una grande prova, non solo di carattere ma anche di qualità, dai miei. I play-off sono una sorta di campionato nel campionato. Si azzera tutto e prevale chi ci arriva meglio fisicamente e mentalmente. Importante è anche riuscire a giocarli con una rosa importante e quanto più al completo. Cercheremo di andare a fare una partita d’attacco, per fare gol. Speriamo, stavolta, di essere più bravi, rispetto a quanto successo il 4 maggio scorso, a finalizzare quanto creato”.
Un punto nelle ultime tre giornate per l’Acireale, sette per i lametini. “Stiamo attraversando un buon momento – dichiara sempre l’ex tecnico di Empoli e Frosinone - sia fisicamente che sotto l’aspetto dell’entusiasmo. Certo, quella odierna è una gara secca, sappiamo d’incontrare una squadra importante avendo solo la vittoria a disposizione. Abbiamo chiuso la stagione regolare a 69 punti, ma c’è ovviamente del rammarico perché proprio nel momento topico del torneo, quando necessitava quel qualcosa in più, ci è venuto a mancare qualche giocatore per noi fondamentale, peraltro in un ruolo dove eravamo scoperti. Per il resto, non per portare acqua al mio mulino, ma io ho dovuto giocare tutti gli scontri diretti in trasferta. Chi ha invece avuto la possibilità di giocarli in casa, non li ha sfruttati. Poi ci è mancato qualcosa pure in alcune gare contro squadre di bassa classifica, vedi partite contro Giarre, Troina e Rende”.
Sicuramente nelle trasferte contro le prime tre la squadra di Campilongo non ha demeritato sotto il profilo del gioco, tant’è che avrebbe meritato decisamente più degli appena due punti complessivamente raccolti, così come è vero che nel momento topico del torneo i gialloblù hanno pagato a caro prezzo il serio infortunio occorso a Sabatino, finalmente recuperato da un paio di giornate anche se non ancora con gl’interi 90’ nelle gambe, nonché quello, un po’ meno grave, che ha coinvolto Miceli. Diverse partite chiave sono state giocate senza due dei tre centrali difensivi di ruolo. Detto ciò, bisogna tuttavia ammettere che dalla gestione Campilongo ci si sarebbe aspettato qualcosa in più. Specie alla luce delle opache prestazioni sfornate contro Aversa (primo tempo da dimenticare) e Sant’Agata, o dei punti lasciati malamente per strada contro avversari nettamente inferiori a livello tecnico quali Giarre, Rende (all’andata) e Troina. Qualche responsabilità il mister campano ce l’ha anche relativamente all’undici iniziale schierato, ventuno giorni fa, ad Aci Sant’Antonio. Vedi il tenere oltre un tempo in panchina Bollino, Maimone e Terranova, preferendo loro gl’insipidi De Marco e Da Dalt. Nessuno può insomma dirsi esente da colpe, sia a livello societario che di area tecnica. Diverse le scelte, a livello di calciatori, rivelatesi sbagliate, a partire dal forte investimento economico fatto per un Rusescu dimostratosi sul campo inferiore, anche a livello fisico, ai vari Banegas, Ricciardo, Faella, Ortolini, Oggiano, e via dicendo, della concorrenza. Sul piano over, solo tre sono stati gli acquisti realmente azzeccati: Sabatino, Maimone e Bollino.
A stagione regolare ormai conclusa, possiamo dire che la miglior media punti a partita si è avuta sotto la gestione Lio: 2,12 a gara, dato che salirebbe addirittura a 2,22 se prendessimo in considerazione pure la vittoria contro l’Fc Messina, poi annullata per via del ritiro dei peloritani. Assolutamente identiche, alla fine, quelle conseguite sotto le gestioni Erra e Campilongo: 1,85 a gara.
Con i calciatori alternatisi in gialloblù durante l’intero arco della stagione, riteniamo, tuttavia, che nessuno dei tre tecnici citati, e probabilmente non solo loro, sarebbe riuscito a vincere il campionato. Al massimo poteva cambiare, ma di poco, il piazzamento finale. Qualora, invece, a dicembre-gennaio si fosse riusciti ad innestare almeno due pedine over in grado di fare realmente la differenza, allora si che gli scenari finali sarebbero potuti essere decisamente più rosei.
Oggi pomeriggio (ore 16:00) mister Campilongo dovrà fare ancora a meno di Sirignano, nonché di Umbaca e Schimmenti. Quest’ultimo incorso in un piccolo problema ai flessori al termine dell’ottimo primo tempo giocato domenica. “Dispiace aver perso di nuovo Schimmenti che poteva essere una freccia in più nel nostro arco. Purtroppo finora è stata una costante, per lui, il non riuscire a giocare con continuità per via di continui problemi fisici. Sono comunque molto soddisfatto per la crescita evidenziata dai nostri under nelle ultime settimane, e più in generale da quando sono arrivato. Mi riferisco ai vari Schimmenti, Amendola, Amenta, Miliziano, Magnavita e via dicendo. Hanno dimostrato di essere pronti a giocarsi le loro chance per il futuro. Quanto successo, nel bene e nel male, in questa stagione ha comunque dato un certo indirizzo per il futuro alla società”. Ad Aci Sant’Antonio dirigerà il signor Andrea Migliorini di Verona, coadiuvato dagli assistenti Carlo De Luca di Merano e Marco Roncari di Vicenza. La gara sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina facebook “Acireale Calcio” al costo di 7,99 euro.
Ferdinando Gaetano
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