
Lamezia Terme - Quattro giornate al termine, nel girone più meridionale della serie D. La prossima si giocherà tuttavia solo mercoledì 4 maggio, poiché tra dopodomani e domenica verranno recuperate le sette gare ancora mancanti all’appello. Il 27 aprile sarà la volta di Acireale– Castrovillari, Giarre – Licata, Troina – Santa Maria Cilento e Biancavilla – Sancataldese. Domenica prossima verranno invece recuperate Acireale – Licata, Castrovillari – Rende e Sancataldese – Troina. Al momento la serie positiva più lunga è detenuta dall’Acireale, che non perde da dodici gare dalle quali ha racimolato ben 30 punti. L’ultima sconfitta dei siciliani risale al 23 gennaio, allorquando furono beffati all’ultimo respiro, nonché al termine di un’azione viziata da un netto fallo su un proprio calciatore, dalla Cavese. Soltanto una squadra è stata capace di fare il pieno di punti negli ultimi 270’ giocati: il Sant’Agata. L’esatto opposto dell’ormai quasi retrocesso Biancavilla, reduce da tre kappaò consecutivi.
Questa la classifica, con tra parentesi il numero di partite sin qui disputate, limitata al solo girone di ritorno:
Cavese 32 (14)
Sant’Agata 32 (15)
Gelbison 31 (14)
Acireale 30 (12)
Lamezia 28 (14)
Aversa 23 (14)
Cittanova 22 (14)
Portici 18 (14)
Giarre 18 (15)
Licata 17 (13)
San Luca 16 (14)
Trapani 15 (14)
Sancataldese 13 (12)
Castrovillari 12 (13)
Paternò 12 (14)
Troina 11 (12)
Santa Maria Cilento 9 (13)
Rende 9 (13)
Biancavilla 4 (14).
L’Fc Lamezia perderebbe dunque una posizione, rispetto all’attuale, qualora il campionato fosse iniziato lo scorso 30 gennaio. Considerate le due gare che recupererà nei prossimi sei giorni, tutto lascerebbe supporre che la nuova capolista di questa seconda metà di stagione da domenica sera sarà l’Acireale. Anche qualora i catanesi dovessero riuscire a battere sia il Castrovillari che il Rende, non diventerebbero però primi, nella ben più importante classifica generale, per effetto dei due punti ieri lasciati sul campo del Real Aversa.
Dopo ben sette partite consecutive nelle quali aveva sempre preso gol, domenica, intanto, l’Fc Lamezia è finalmente riuscito a mantenere inviolata la propria rete. Merito anche di Lai, bravo a respingere il rigore calciato da Bonanno. Ma l’aspetto più importante è ovviamente stato il ritorno alla vittoria, peraltro la più larga tra quelle finora centrate dai gialloblù in questa stagione. “Complimenti ai ragazzi – ha esordito Campilongo in sala stampa – per aver dato una grossa risposta dopo quanto sbagliato mercoledì scorso. Ero convinto che avrebbero disputato una buona gara nonostante tutti i problemi che stiamo incontrando in tale frangente. Una squadra imbottita di under, con una difesa composta dal 2003 Amendola e dal 2002 Magnavita che ha fatto una grandissima prestazione. Senza dimenticare che quest’ultimo è arrivato come quinto di difesa e che ho dovuto perciò lavorarci su. Non potevo certo gettarlo subito in campo senza avergli prima insegnato la fase difensiva. Ma un po’ tutti stavolta hanno fatto bene, in particolare Ciccio Corapi, una prestazione sontuosa la sua, e il già menzionato Magnavita. Stiamo lavorando sulla condizione, avendo ultimamente giocato tante partite con in più lo stress di dover sempre vincere. Il che ha comportato qualche problema di natura mentale”.
Lamezia schierato dall’inizio con il 4-2-3-1. Durante la gestione Campilongo era accaduto solo nella gara d’esordio del tecnico partenopeo, persa a Trapani ma senza i tre centrocampisti over Corapi, Maimone e Salandria. “Era comunque già capitato qualche volta che, sia pure a gara in corso, avessi messo la squadra con il 4-2-3-1 o con il 4-4-1-1. Il primo è tra l’altro un modulo che ho utilizzato quattro anni fa alla Cavese e che mi ha dato grandi soddisfazioni. Ma stavolta l’ho usato anche per una questione di uomini visto che i tre centrocampisti erano molto stanchi, tant’è che non ho fatto giocare Maimone e Salandria. Assieme allo staff abbiamo optato per tale scelta in modo da provare ad arrivare ai play-off nella migliore posizione e condizione. Nell’occasione ha giocato chi ha trovato meno spazio e le cose hanno funzionato molto bene. Tatticamente questo modulo ci ha permesso di coprire meglio il campo, anche se nei primi 10’ forse Provazza ha fatto un po’ più fatica a coprire il loro quinto di centrocampo. Ma appena l’ho spostato più sotto porta e messo invece Umbaca, ch’è più giocatore bravo tatticamente, a sinistra, è completamente cambiata la storia della partita”.
Campilongo, pungolato dalle domande dei cronisti, torna su Provazza. “Mai messo in dubbio le qualità del ragazzo. Deve però crescere mentalmente dato che a volte si abbatte troppo non appena non gli riescono le cose, avendo, peraltro, un carattere un po’ chiuso. Ho cercato di tenerlo sempre in considerazione, comunque, avendo qualità che, ripeto, deve sfruttare di più. Nel primo tempo, ad esempio, ha avuto diverse volte la possibilità dell’uno contro uno e non lo ha fatto, avendo timore. Lui è bravo negli spazi aperti, però, tant’è che ha fatto una gran cosa quando ha dato quella palla gol a Umbaca che ha spedito incredibilmente alto. Ripeto, oltre, naturalmente, a dover crescere tatticamente, lo deve fare a livello caratteriale”.
Torna anche sul messaggio postato sui social dal presidente Saladini nei giorni precedenti il derby con lil Cittanova. “Troppo importante e non solo per i calciatori. Tra l’altro ieri (sabato ndr) è anche venuto al campo a parlare con loro. Ha fatto un bel discorso, sulla falsariga di ciò che aveva accennato sui social. Ma è stato un messaggio importante anche per rasserenare l’ambiente. Il presidente vuole continuare a fare calcio in questa città e ad alti livelli. Non bisogna neanche dimenticare che questo è stato il primo anno di una società del tutto nuova. Semmai a volte si sbaglia, all’inizio, nello sbandierare ai quattro venti le proprie ambizioni. A settembre si parte con venti squadre tutte a zero punti. Bisogna invece pensare a programmare e ad essere lucidi e lungimiranti riguardo al futuro. Adesso il presidente ha capito che non possiamo più vincere questo campionato, ma possiamo giocarci i play-off i quali potrebbero diventare una grande vetrina non solo per noi staff tecnico e calciatori, ma pure per la società e la città. E chi l’ha detto che non si possa vincerli ed essere ripescati? Proprio questo messaggio ha voluto lanciare il massimo dirigente e personalmente ho molto apprezzato. Con o senza il sottoscritto, la cosa importante è che intende continuare a fare calcio”.
All’ex tecnico di Empoli e Frosinone abbiamo chiesto come mai ai suoi sia mancata la continuità invece avuta da Gelbison, Acireale e Cavese. “Sicuramente è stato anche un fatto mentale, però sai il dover continuamente rincorrere chi ti sta davanti, alla lunga ti logora. E’ vero che quando sono arrivato eravamo secondi a sei punti dalla vetta, ma era un altro campionato. Non dimentichiamoci che più di un mese fa abbiamo perso Sabatino, ovvero un centrale forte ed esperto, dovendovi sopperire con soli due altri centrali di ruolo. Quando sono arrivato, abbiamo inoltre fatto un grandissimo lavoro a livello di condizione fisica. C’è quindi stata una lunga rincorsa a livello di risultati. Tutto ciò, anche mentalmente, ha probabilmente influito in chi ha dovuto a lungo tirare la carretta”.
A proposito di Sabatino, si è finalmente rivisto in tribuna senza più la stampella usata a protezione della caviglia infortunata. “Credo di recuperarlo entro una quindicina di giorni. Ha ripreso a camminare e fare piscina. Mi auguro, perciò, di poterlo avere a disposizione se non già contro il Trapani, almeno per la trasferta di San Cataldo. Oggi come oggi dobbiamo comunque recuperare e ritemprare un po’ tutti i calciatori, penso a Maimone, a Salandria, allo stesso Bollino, che comunque da quando sono arrivato ha fatto molto bene e segnato otto gol, a dimostrazione che qualcosa di buono la stiamo comunque facendo”.
Il prossimo impegno dei lametini sarà mercoledì 4 maggio in casa dell’Acireale. Una trasferta a dir poco ostica, ma sarebbe giunta l’ora di vincere finalmente uno scontro diretto. Nell’occasione Corapi e compagni fungeranno anche da arbitri della volata per la vittoria finale. “Dobbiamo essere giudici di ciò che sappiamo fare, ovvero della prestazione sfoderata a Cava e contro il Cittanova. Anche perché quest’ultima è squadra che fa un ottimo calcio, allenata da un bravissimo allenatore, molto preparato, qual è Di Gaetano. Il problema è che dobbiamo essere bravi ad arrivare al match di Acireale senza problemi, puntando a vincerla per il nostro percorso di crescita. Ottenere un grande risultato ad Acireale, sarebbe per noi anche un grande motivo d’orgoglio. Contro le grandi, con il sottoscritto in panchina abbiamo sempre fatto bene, non perdendo né a Vallo e né a Cava. L’obiettivo – conclude Campilongo – è ora quello di puntare a raggiungere la migliore posizione possibile in vista dei play-off”.
Un Cittanova, quello visto domenica al D’Ippolito, apparso parecchio lontano dall’undici spumeggiante che nel match d’andata aveva messo alle corde i gialloblù. “Abbiamo iniziato abbastanza bene – ha osservato l’allenatore dei giallorossi, Di Gaetano - poi alla prima disattenzione, come ormai ci capita, abbiamo preso gol. D’altronde ogni qualvolta il Lamezia ha tirato in porta, ha segnato. Avevamo preparato la partita in una certa maniera, ma poi è chiaro che una volta che vai sotto per gli avversari si aprono tanti spazi per le ripartenze e così è stato. Peraltro ogni qualvolta potevamo riaprirla non siamo stati fortunati, vedi il palo di Bonanno sull’1-0. Al momento questi ragazzi ritengo vadano soltanto ringraziati visto che stiamo facendo decisamente più di quelle ch’erano le aspettative iniziali. Siamo già arrivati quasi alla quarantesima partita ufficiale tra campionato e Coppa Italia (sabato i reggini saranno ospiti del Cerignola nella gara valevole per i quarti della fase nazionale della competizione tricolore) ed è perciò inevitabile che un po’ di stanchezza affiori. Anche perché questi ragazzi non sono probabilmente abituati a questi ritmi. Le partite vanno però tutte giocate e quando si perde così bisogna anche fare i complimenti all’avversario che nell’occasione era rappresentato da una delle squadre più forti di tutti i nove gironi della serie D. Quantomeno i nomi che ha in organico dicono questo”.
La sconfitta al D’Ippolito, unita al concomitante successo esterno del Sant’Agata, ha fatto lievitare a sei lunghezze il ritardo dal quinto posto. Obiettivo tuttavia ancora alla portata, calendario alla mano, visto pure che i messinesi devono ancora riposare. “Non è una priorità per noi disputare i play-off. Siamo stati costruiti con l’obiettivo e la speranza di salvarci prima possibile. Cosa che abbiamo ottenuto con dieci giornate di anticipo. È normale, poi, che accorgendoti di poter centrare un altro obiettivo, ci provi. Se arriveranno bene, altrimenti – ha concluso il trainer dei giallorossi - saremo ugualmente contenti”.
Ferdinando Gaetano
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