
Reggio Calabria – Dura appena 21’ la prestazione, e la gara, dell’Fc Lamezia Terme al “Granillo” di Reggio Calabria in occasione del recupero della terza giornata del girone I di serie D. Termina con l’ennesima caterva stagionale di gol sul groppone la trasferta al cospetto di una LFA Reggio Calabria che, com’era facilmente prevedibile, ha sciorinato una prestazione decisamente più convincente rispetto a quella domenica scorsa costata il kappaò casalingo contro il Città di Sant’Agata. Sconfitta tuttavia indolore dato che, a causa delle maldestre sostituzioni effettuate dai messinesi, si tramuterà presto in 3-0 a tavolino a favore degli amaranto. Con identico punteggio, ma stavolta maturato sul terreno di gioco, Barillà e compagni oggi pomeriggio si sono sbarazzati di un avversario che ha ancora una volta, dopo le gare contro Igea Virtus, Siracusa e Portici, dimostrato di non avere nerbo e carattere, notevolmente sopravvalutato nei pronostici della vigilia.
Ci può stare di perdere contro La Fenice Amaranto, infatti, ma non certo giocando realmente soltanto dal 13’ al 22’ del primo tempo. In questo frangente, dopo aver preso le momentanee contromisure ai reggini, i gialloblù sono andati vicini alla segnatura in quattro occasioni. Poi in campo ci sono stati solo i padroni di casa, apparsi, nonostante l’essere partiti in notevole ritardo, di una spanna superiori a livello di condizione fisica e mentale. Sugli scudi, in particolar modo, l’ex Provazza che, con la sua rapidità, ha messo costantemente in affanno la lenta retroguardia ospite.
Altro protagonista indiscusso del match il giovane Zucco, autore di una doppietta. Fine delle già flebili speranze lametine di riuscire a reinserirsi nella lotta per la vittoria finale dato che restano ben dodici le incollature di distacco dalla vetta. Ma ovviamente non è solo un discorso di divario in classifica. Dalle due gare sin qui giocate con le altre candidate alla vittoria finale sono infatti arrivate altrettante pesanti e larghe sconfitte. Per non parlare delle restanti battute di arresto al cospetto di formazioni, quali Igea e Portici, lontane anni luce da quella gialloblù per costi, esperienza e cifra tecnica. Con i tre incassati oggi, salgono addirittura a sedici i gol al passivo in appena otto partite. Peggio, in tal senso, hanno fatto solo Castrovillari, San Luca, Locri e Real Casalnuovo. Torna in corsa per il successo finale, invece, la formazione dello stretto, ora virtualmente a -7 dal Trapani che sfiderà, tra le mura amiche, nel turno infrasettimanale di mercoledì 1° novembre.
La cronaca della gara del Granillo
Circa duemila le presenze sugli spalti nonostante il giorno feriale. Eloquente striscione contro l’ex patron amaranto Saladini da parte dei tifosi reggini presenti in curva nord. Rispetto alla formazione inizialmente scesa in campo contro il Sant’Agata, Trocini ne cambia ben sei, tra cui l’esperto Zanchi, infortunato e sostituito da Kremenovic al centro della difesa accanto ad Ingegneri. Mister Marra invece ripropone lo stesso undici titolare contro il Licata. Solito centrocampo a rombo con l’argentino Chironi a protezione della difesa e l’ucraino Kosovan a supporto del tandem d’attacco Diaz – Bonanno. Quattro a testa gli under in campo. Per i locali il 2003 Provazza, i 2004 Zucco e Altamura e il 2005 Martiner. Per i lametini De Luca (2005), Garofalo (2004), Di Martino (2005) e Serra (2003). Due gli ex gialloblù tra le fila dei padroni di casa: il già menzionato Provazza ed il centrocampista centrale Salandria.
Amaranto carichi a mille e decisi a tornare al successo sul campo. Sono subito scintille tra Salandria e Kosovan, entrambi ammoniti dopo pochissimi minuti dal fischio di avvio. Gli amaranto iniziano a mettere due insidiosi palloni in area che la difesa ospite riesce a spazzare non senza patemi. Al 7’ cross di capitan Barillà, che con la Reggina ha giocato anche in B, per la torsione poco precisa di Bianco con palla abbondantemente fuori. Poco dopo Provazza inizia a far impazzire i lametini. Galoppa sulla fascia venendo alla fine fermato in tackle da Marchetti che riesce anche ad evitare il corner. Il Lamezia punta a tenere palla cercando poi l’imbucata per gli attaccanti. Atteggiamento che dà qualche frutto giusto per una decina di minuti. A partire dal 13’ allorquando Palermo e Kosovan scambiano nello stretto costringendo Kremenovic a chiudere, di testa, provvidenzialmente in angolo. 120” e arriva il primo vero pericolo per la porta di Martinez: Kosovan imbecca Bonanno il quale entra in area e incrocia di sinistro sul secondo palo, palla che esce di un soffio. Poco dopo ancora l’ex Cittanova e Sancataldese sfiora lo stesso palo stavolta su punizione dai ventidue metri. Lamezia in questo frangente nettamente superiore. Al 20’ punizione toccata corta da Pinna per Chironi che fa fuori il diretto avversario, avanza e scocca un destro che, leggermente deviato da un difensore, non crea comunque problemi all’attento Martinez. Passa un altro minuto e Serra riesce a mettere una palla pericolosissima in piena area piccola, Ingegneri liscia e Diaz si ritrova sui piedi una clamorosa chance: invece di calciare prontamente però tentenna, riesce comunque a dribblare Kremenovic salvo poi farsi soffiare la sfera in tuffo dal pipelet amaranto. Finisce di fatto qui la gara del Lamezia.
L’LFA si sveglia dai ripetuti pericoli corsi e inizia a prendere in mano il centrocampo ed a affondare a ripetizione in area avversaria. Al 24’ Marchetti s’immola con il corpo sulla botta ravvicinata di Barillà, quindi, sul prosieguo dell’azione, Martiner si destreggia bene salvo poi calciare debolmente tra le braccia di De Luca. Poco oltre la mezzora Provazza va via con un grande spunto e porge ad Altamura il quale spreca strozzando la conclusione. Azione quasi in fotocopia al 34’: stavolta è Zucco a ricevere da Provazza al limite ed a piazzarla con un bel destro a giro a mezza altezza alla sinistra di De Luca. Al 37’ ancora Provazza costringe al fallo dal limite laterale, e relativo cartellino giallo, Serra. L’inerzia del derby calabrese è ormai completamente mutata. Cross di Barillà e incornata fuori misura di Kremenovic in precario equilibrio. Solo al 44’ si rivede in avanti la squadra di Marra. Serra mette un altro radente insidioso in piena area, ma Diaz non ci crede.
Il secondo tempo si apre con un fuoco di paglia lametino. Il tiro-cross dalla distanza di Pinna è alzato oltre la traversa dal sempre attento Martinez. Sarà, questo, l’ultimo intervento compiuto dall’estremo difensore classe ’95. Entrano Rizzo, Saraniti e Terranova, ma in campo continua ad esserci solo la squadra amaranto. Già al 17’ arriverebbe il 2-0 grazie alla chirurgica incornata di Barillà su lancio di Mungo, ma il capitano era finito in off-side. Cambia poco, comunque, dato che appena 60” dopo arriva ugualmente il raddoppio locale. Gran merito va al solito Provazza che dà il via all’azione prima che il 2001 Parodi raccolga una corta respinta avversaria ed insacchi in diagonale.
Lo stesso terzino potrebbe triplicare, ma il suo colpo di testa, a raccogliere un tiro dalla bandierina di Altamura, sfiora soltanto la traversa.
A firmare la propria doppietta personale, ed a chiudere definitivamente la contesa, è invece Zucco. Il 2004, cresciuto proprio nel settore giovanile amaranto, va con Barillà in pressing su Palermo, gli soffia il pallone, avanza e batte agevolmente uno spaesato De Luca in uscita.
Marra getta nella mischia pure Mengoli e Carbonaro, ma i gialloblù sono incapaci di una reazione di orgoglio. Non succede più nulla e dopo 4’ di recupero arriva il triplice fischio finale.
Lfa Reggio Calabria – Fc Lamezia Terme 3-0
La Fenice Amaranto Reggio Calabria (4-3-3): Martinez 6.5; Parodi 7 (33’st Aquino sv), Kremenovic 6.5, Ingegneri 6, Martiner 6; Zucco 8, Salandria 6.5 (15’st Mungo 6.5), Barillà 7; Bianco 6 (24’st Ricci 6.5), Altamura 6 (40’st Coppola sv), Provazza 7.5 (40’st Bright sv). In panchina: Velcea, Marras, Perri, Dervishi. Allenatore: Trocini 7
Fc Lamezia Terme (4-3-1-2): De Luca 5; Garofalo 5, Marchetti 5.5, Pinna 5.5, Di Martino 5; Serra 5.5, Chironi 5.5 (14‘st Rizzo 5), Palermo 5 (37’st Mengoli sv); Kosovan 5.5 (7’st Saraniti 5.5); Diaz 5 (7’st Terranova 5.5), Bonanno 5.5 (37’st Carbonaro sv). In panchina: Palmieri, Mirabelli, Lo Coco, Dragà. Allenatore: Marra 5
Arbitro: Gerardo Simone Caruso da Viterbo 6 (Di Berardino da Teramo e Giancristofaro da Lanciano)
Marcatori: 34’pt Zucco; 18’st Parodi, 31’st Zucco
Note: pomeriggio soleggiato con manto erboso in non buone condizioni. Spettatori 2000 circa. Ammoniti Salandria (RC), Kosovan (LT), Serra (LT), Rizzo (LT), Mungo (RC). Angoli 3-4. Recupero: 0’pt e 4‘st
Ferdinando Gaetano
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