
Lamezia Terme - Domenica più che positiva, la scorsa, in casa Fioretti. Se papà Carmine ed il figlio Andrea, vincendo a Chiaravalle Centrale, hanno centrato la matematica permanenza in Prima Categoria con il Borgia, il restante maschietto della famiglia, Simone, ha realizzato la sua prima doppietta con la maglia della Vigor Lamezia. Gol che hanno peraltro consentito di rimandare nettamente battuto il Marsala e restare attaccati ad un sottilissimo filo di speranza, rinviando quantomeno di una settimana la matematica retrocessione in Eccellenza.
“Non metto mai davanti il singolo, - esordisce in sala stampa l’ex centravanti Primavera di Ascoli e Virtus Lanciano - bensì la squadra che domenica ha giocato la miglior partita della stagione. Nonostante le innumerevoli difficoltà che stiamo incontrando, abbiamo ancora una volta onorato la maglia gloriosa che indossiamo. Purtroppo i tre punti che ci sono stati tolti, nonché le prime dieci giornate regalate alle avversarie, hanno pesato tantissimo in questa stagione. Ciò’ nonostante siamo ancora vivi ed in corsa per centrare i play-out”. Vigor tornata a sfruttare, dopo diverse giornate, il proprio punto di forza, ovvero la rapidità dei propri elementi offensivi. “Bisogna anche dire che il campo domenica ce lo ha permesso. Molte volte, invece, abbiamo dovuto giocare su un terreno disastrato che non ci consentiva di fare le nostre giocate palla a terra, avendo li davanti gente rapida e brevilinea. Siamo riusciti a sbloccarla subito, trovando dopo 12’ anche il 2-0. Potevamo farne molti altri prima del riposo, ma siamo stati poco cinici”. Un Fioretti costretto da solo, essendo l’unica prima punta di ruolo in rosa, a sobbarcarsi sulle spalle l’intero peso dell’attacco biancoverde. Si sperava che l’arrivo, seppur tardivo, di Essabr potesse dargli manforte, ma così non è stato visti i pochissimi scampoli di gara giocati dall’italo-marocchino.
“Prima di domenica erano sette partite che non vincevamo. E quando si è costretti a dover sempre rincorrere non e’ mai facile. Abbiamo attraversato un periodo di flessione che ci può stare. Essabr, purtroppo, ha avuto qualche problema e non è riuscito a darci una mano, e quindi siamo rimasti sempre gli stessi a scendere in campo dalla cintola in su. Per quanto mi riguarda, do’ l’anima in ogni gara per quelle che sono le mie possibilità. Ovvio che non posso essere sempre al 100%”.
Il centravanti classe ’95 promette il massimo impegno anche per gli ultimi 180’. “Il mister ci aveva chiesto di giocare una partita gagliarda contro il Marsala, dovendo onorare questa maglia fino all’ultimo. Fin quando la matematica non ci condannerà, continueremo a lottare. L’importante è uscire dal campo sempre a testa alta. Ritengo non sia da tutte le squadre essere ancora in lotta per agganciare i play-out a due giornate dal termine nonostante tutte le problematiche con le quali abbiamo dovuto convivere. Cercare quantomeno di lasciare allo Scordia il diciannovesimo posto? Purtroppo mentre a noi li levano, ad altri (si riferisce allo 0-3 a tavolino riferito al match Leonfortese – Scordia ndr), invece, i tre punti li danno! Ultimi o penultimi cambia poco comunque. Il nostro obiettivo è lottare fino alla fine, poi se sarà retrocessione pazienza”.
Con i due (in realtà sarebbero stati tre se uno non gli fosse stato ingiustamente annullato per un inesistente fuorigioco) segnati ai lilibetani sono ben nove i centri personali dell’attaccante figlio d’arte. “Personalmente sono contento di essere arrivato a quota nove anche se, ripeto, io guardo al gruppo più che al singolo. Non penso al futuro ma esclusivamente a queste due partite che attendono la Vigor Lamezia. Sono contento di quest’annata. Devo in primis ringraziare il mister e la società per avermi dato questa possibilità di mettermi in mostra. Ma ora cerchiamo di andare a far punti a Siracusa e poi vedremo quel che succederà”.
Chiediamo a Simone Fioretti quali e quante differenze abbia trovato tra il campionato Primavera e la Serie D? “Tante. Soprattutto a livello fisico visto che tale caratteristica la fa da padrona in questa categoria nella quale milita gente esperta e con alle spalle anche campionati di B. A mio avviso ho commesso l’errore di fare troppi anni di Primavera. Vi ho giocato per ben cinque stagioni quando, invece, dopo due-tre anni al massimo bisognerebbe andar via a fare esperienza in una prima squadra. Da questo punto di vista ho sbagliato e ringrazio ancora la Vigor per la vetrina offertami”.
Ferdinando Gaetano
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