Lamezia Terme - Una vittoria da 10 in pagella ed in classifica, quella ottenuta ai danni della corazzata Siracusa. Ancora una volta, dunque, Davide riesce a prevalere nell’impari duello con il gigante Golia. A chi gli chiede se alla vigilia avesse sognato di fare lo sgambetto alla capolista, il tecnico biancoverde Antonio Gatto risponde “l’avevo preparata, ch’è molto diverso dal sognare. Stando ogni giorno con questi ragazzi non posso che ripetermi e ribadire che si tratta di un gruppo di uomini veri e professionisti esemplari. Un gruppo, quindi, che ti consente di credere nel lavoro che vai a svolgere”.
Difficile dire fin dove siano arrivati i meriti, sebbene indiscutibili, di Malerba e compagni e dove siano eventualmente iniziati i demeriti degli aretusei. “Preferisco parlare della mia squadra che, nonostante le tribolazioni vissute anche nei giorni precedenti, ha comunque preparato nel migliore dei modi la partita. Sono scesi in campo con grande determinazione e concentrazione, per cui è dipeso anche da noi se il Siracusa non ha approcciato al meglio la sfida. Siamo stati aggressivi e decisi su ogni palla, interpretandola tatticamente proprio come l’avevamo preparata. I nostri avversari non certo a caso hanno fatto il primo tiro in porta dopo oltre mezzora di gioco, quando noi in tale lasso di tempo avevamo già costruito cinque palle-gol. Lo stesso Marino è rimasto completamente inoperoso nel primo tempo. Poi è logico che alla lunga qualcosina abbiamo dovuto concedere, ma difendendoci sempre molto bene e chiudendo tutti gli spazi”.
Si è insoma vista la mano di Gatto. “Ringrazio voi per i complimenti ma, e non vorrei essere ripetitivo, sono davvero felice di allenare questi ragazzi con i quali stiamo crescendo tutti quanti assieme grazie al lavoro che facciamo quotidianamente. Viceversa, non saremmo mai riusciti a battere un Siracusa che annovera in organico fior fior di calciatori, tant’è che la reputo molto più forte della Cavese organico alla mano. Basti pensare che contro di noi si sono potuti permettere il lusso di lasciare in panchina elementi come Chiavaro e Mascara, o di rinforzarsi ulteriormente nei giorni scorsi. Mentre noi di contro abbiamo perso Carpineta e stiamo per perdere anche Cirillo e qualche altro da qui a giovedì. Il merito, perciò, è principalmente dei ragazzi. Se poi riesco a farmi seguire dalla squadra è anche merito del preparatore atletico Macrì, di cui probabilmente si parla poco nonostante la squadra ancora una volta abbia corso per 96’, e di quello dei portieri, Perri. C’è un intero staff, insomma, che sta tenendo in piedi la baracca in un frangente davvero critico. Gli applausi ricevuti a fine gara da quel centinaio di tifosi, nell’occasione ricompattatisi nell’incitarci per l’intera durata dell’incontro, ritengo siano stati davvero meritati perciò. Personalmente ho avuto la pelle d’oca nonostante ci fossero solo poche centinaia di persone sugli spalti. La Vigor è un patrimonio della città ed in quanto tale va salvaguardata”.
Buoni propositi che fanno però a pugni con l’attualità societaria. “Non sono in grado di prevedere nulla. Spero solo che la società capisca ch’è giunto il momento di osare, dando nuova linfa, sotto tutti i punti di vista, al lavoro che stiamo portando avanti. Necessiteremmo di quelle due-tre pedine di esperienza in grado di darci qualche chance in più nella lotta per la salvezza. Anche perché il girone di ritorno è tutto un altro campionato: si va su campi dove non si pensa più a giocare ma solo a fare punti. Alla fine a decidere sarà, comunque, la proprietà, e non certo noi che siamo dei semplici dipendenti che lavorano per questi colori. Certo, ci stanno dando l’opportunità di scendere in campo in un campionato importante e prestigioso qual è questo. Anzi, a tal proposito voglio rispondere a chi dice sia, quest’anno, un torneo di basso livello tecnico. Chi sostiene ciò probabilmente non conosce a fondo le rose delle altre squadre. Bisogna invece calarsi appieno in questa categoria, nella quale militano giocatori importantissimi”.
Una Vigor che merita di essere aiutata e non abbandonata al proprio destino. “Come lametino e tifoso della Vigor, non posso che fare un sentito appello a tutta la città affinchè si stringa realmente attorno a questa squadra. Siamo consapevoli del fatto che molta gente sta soffrendo assieme a noi, e che diversi tifosi stanno, seppur gradualmente, tornando allo stadio. Non sarà stato facile vedere la tifoseria del Siracusa fare la voce grossa qui a Lamezia, anche se devo dire che i nostri sostenitori da questo punto di vista sono riusciti a farsi ugualmente sentire. E di questo li ringrazio, sebbene dobbiamo essere sempre pronti a prenderci anche gli eventuali fischi o critiche, al pari degli applausi”.
Biancoverdi riusciti a mettere la museruola a quello che resta saldamente il miglior attacco del campionato. Prima di ieri, in questa stagione c’erano riusciti soltanto Due Torri e Sarnese. “Il lavoro fatto in settimana era mirato proprio a limitare le loro fonti di gioco ed i loro tagli. Siamo stati bravi ad accorciare prontamente sull’uomo, non dando mai profondità alla manovra avversaria. Un bravo va rivolto pure al nostro portiere che a 2’ dalla fine è stato miracoloso nel deviare quella palla in angolo con la punta delle dita. Un estremo difensore più basso, anche di solo una decina di centimetri, ritengo non ci sarebbe arrivato. Potevamo comunque chiudere sul doppio vantaggio il primo tempo o fare il 2-0 nella ripresa con quel contropiede di Priorelli il quale, vedendo la porta sguarnita, probabilmente non ha creduto ai suoi occhi, tentennando quell’attimo di troppo che ha permesso al difensore avversario di rinvenire in chiusura. Se andiamo a leggere le due distinte ci accorgiamo del grande divario tecnico e di esperienza a favore dei siciliani. Fermo restando che mi tengo stretto i miei per l’attaccamento speciale a questa maglia. Uomini a 360’ insomma”.
Gatto loda anche chi è entrato nelle concitate battute finali. “Ho sostituito Fioretti con un ragazzino del ’97 ch’è andato a correre, nei pochi minuti giocati, dietro tutti i palloni. Lo stesso Iannazzo, entrato a 2’ dalla fine, si è rivelato prezioso sui corner calciati dagli avversari. Tutti, insomma, si sono fatti trovare pronti. A chi dedico questa vittoria? Alla mia famiglia che mi è sempre vicina, a quei tifosi che stanno venendo al campo ad incitarci, ed ovviamente a noi stessi che ci stiamo facendo valere pur tra mille difficoltà”.
Ferdinando Gaetano
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