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MR-GATTO-vigor-lamezia.jpgLamezia Terme - Un campionato nato male e finito peggio, quello della Vigor Lamezia, come testimoniato dal solo punto, peraltro sul campo dell’ultima della classe, racimolato nelle ultime tre giornate. Il ko contro la ReggioMediterranea ha fatto anche perdere l’imbattibilità interna che ancora durava sotto la gestione Gatto bis. Forse anche per questo lo 0-1 finale di ieri pomeriggio non è stato certo accolto positivamente dal tecnico biancoverde, presentatosi in sala stampa arrabbiato ed amareggiato.“Premesso che il mio non vuole essere un atto di accusa verso i giocatori, non posso però esimermi dal dire che il sottoscritto non si rispecchia minimamente in questa squadra avendo un carattere battagliero e determinato, tipico di colui al quale non è mai stato regalato niente. Ho sempre sputato sangue dalla mattina alla sera e vi assicuro che, per quanto mi riguarda, non sono le solite frasi intrise di retorica.

Oggi (ieri per chi legge ndr) a fine gara ho pianto per la sconfitta,  e non l’avevo fatto la scorsa stagione, nonostante la retrocessione, avendo allora visto la squadra viva fino all’ultima gara. Una squadra, quella dell’anno scorso, che, e mi scuso per il termine che vado ad usare, ha spaccato il culo al Marsala, facendogli tre gol e condannandola di fatto alla retrocessione nonostante noi fossimo già spacciati. Per me in campo si deve sputare il sangue  sempre. Purtroppo, e mi rincresce dirlo, non ho visto questo mio spirito nella Vigor odierna ed in quella battuta a Sambiase una settimana fa, ma in generale in tutta la parte finale di questo torneo. Probabilmente, a livello inconscio i ragazzi si sono un po’ assuefatti alla situazione di fragilità societaria ed alla conseguente incertezza circa la prossima stagione. Questo non mi sta però bene perché la Vigor Lamezia è un bene di tutta la città. Se in questa piazza non ci sarà una svolta importante, saremo destinati a continuare a fare questi campionati anonimi”.

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Antonio Gatto ripercorre mentalmente i giorni immediatamente successivi alla sua chiamata dopo l’esonero di mister Andreoli. “Dopo essermi seduto ad un tavolo con la società, dissi, ed invito la stessa a smentirmi se dico il falso, che qualora non fossero stati apportati i dovuti accorgimenti, questa squadra avrebbe chiuso nella migliore delle ipotesi terza o quarta. Tant’è che la stessa mi aveva promesso tre rinforzi che avevo già individuato e segnalato. E’ facile far bene nel girone d’andata, ma le squadre importanti e battagliere si vedono, o meno, nella seconda metà di stagione, quando il campionato entra nel vivo. Purtroppo, gl’innesti che avevo segnalato non sono poi arrivati ed i risultati ne sono stati la logica conseguenza. Abbiamo vivacchiato sino alla gara interna con la Cittanovese dove si è vista una bella reazione di orgoglio, salvo poi tornare a vivacchiare nelle ultime tre giornate. Certo, abbiamo anche fatto delle buone partite vedi quelle contro Paolana, GallicoCatona o la stessa Cittanovese, alla quale, non lo dimentichiamo, abbiamo fatto perdere il campionato, però alla fine hanno prevalso i limiti derivanti da una rosa esigua, che non poteva assolutamente permettersi il lusso, come capitato sotto mia gestione, di fare a meno di Russo e Angelo Ferraro per otto gare ciascuno, di Caliò per sette e via dicendo. Se a tutto ciò aggiungiamo che alcuni calciatori non si sono potuti allenare in maniera importante, è stato normale, poi, non essere  riusciti a battere neanche squadre si di bassa classifica, ma che gettano in campo orgoglio e cattiveria agonistica”.

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“Il presidente – prosegue sempre mister Gatto - non mi aveva certo chiesto la luna anche perché io ero stato chiaro nel dirgli subito che senza i tre calciatori richiesti non avrei potuto lottare per obiettivi di prestigio. Ho quindi cercato di fare del mio meglio con il materiale a disposizione. Se poi qualcuno non ha dato quello che avrebbe potuto, vorrà dire che andrà sicuramente a dormire con la coscienza meno pulita rispetto al sottoscritto. Non sono abituato a nascondermi dietro un dito. Ringrazio il direttore generale Antonio Morelli che mi è stato sempre vicino sin da quando sono arrivato. Lui sa benissimo tutto quello che vi sto dicendo dato che prima di parlare a voi ovviamente ho già detto tutto a lui ch’è stato  l’interlocutore a me più vicino. Anche oggi, contro una ReggioMediterranea venuta a giocarsi la partita della vita ci mancavano quei tre-quattro giocatori, con Russo a mezzo servizio e Perri in panchina pur non essendosi allenato in settimana. Per sperare di fare i play-off avremmo dovuto avere l’intera rosa sempre a disposizione. Invece, come tutti sapete, il sottoscritto non solo non ha potuto contare sui tre rinforzi richiesti, ma, in questi mesi, non ha neanche mai avuto la squadra al completo”.  

Ferdinando Gaetano

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