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Lamezia Terme - Prima di ieri, Vigor e Sarnese si erano affrontate l’ultima volta al D’Ippolito il 2 novembre 1986. Altri tempi e, soprattutto, tutta un’altra storia. Quella Vigor infatti si apprestava a dominare quel girone I dell’allora Interregionale, con salto, a fine stagione, in C2. Di quella formazione, l’ultima ad aver vinto sul campo un campionato (due anni fa si approdò in Lega Pro Unica addirittura da ottava), faceva parte un giovanissimo Antonio Gatto, ieri di nuovo protagonista di Vigor – Sarnese ventinove anni dopo, ma stavolta nelle vesti di allenatore dell’undici lametino. Stagioni diametralmente opposte, insomma. In quella domenica di metà anni ’80, la Vigor s’impose con il più classico dei risultati, ieri, invece, la vittoria è sfumata quasi sui titoli di coda.

“Un pari che fa più male delle dieci sconfitte subite sinora. Per gl’interi 90’ – osserva mister Gatto - si è vista una squadra in palla. Alla fine c’è stato questo rigore che l’arbitro ha purtroppo deciso di assegnare, peraltro fischiandolo con qualche secondo di ritardo. Non ci attacchiamo chiaramente a quest’episodio, ma resta il rammarico per aver visto sfuggirci quella vittoria che stiamo sognando da inizio stagione e che i ragazzi meritavano avendo dato l’anima e dimostrato grande attaccamento alla maglia nonostante la classifica deficitaria che potrebbe portare un po’ di scoramento”.

Gatto si toglie qualche sassolino dalla scarpa, mostrando di non aver molto digerito qualche critica piovuta nelle ultime settimane sul suo conto. “Si dice ci siano tanti allenatori inesperti come il sottoscritto magari provenienti dalla Berretti, ma stanno facendo bene. Personalmente non mi ritengo  privo di esperienza, avendo alle spalle venti campionati di D e nove di C. E penso soltanto a svolgere il mio lavoro con grande attenzione, concentrazione e determinazione. Chi viene ad assistere ai nostri allenamenti, ritengo possa confermare la bontà del lavoro che stiamo portando avanti. Di ciò ne vado orgoglioso assieme al mio staff ed ai ragazzi che mi stanno seguendo. Non m’importa delle chiacchiere che si fanno in giro, bensì soltanto continuare a lavorare per cercare di raccogliere quanti più punti possibile da qui a fine novembre”.

Quanto al match contro i granata campani, rimarca come “abbiamo affrontato una Sarnese che, reduce da due sconfitte ed altrettanti pari in trasferta, ha badato unicamente a difendersi sin dal primo minuto, tentando magari qualche sortita in ripartenza”.

Sul fatto che finiti i recuperi ed, almeno per un po’, i turni infrasettimanali, la squadra ha potuto lavorare meglio in settimana, non può che concordare. “Giocare per un mese ogni tre giorni non è semplice per nessuno, specie per rose, come la nostra, formata da tanti ragazzi che già fanno fatica a smaltire in una settimana la gara della domenica, figuriamoci tre in una settimana. E’ stata la prima volta che abbiamo potuto lavorare con serenità. Qualcuno ha potuto recuperare da qualche acciacco, anche se registriamo altri problemi dovuti pure alla pesantezza del terreno”.

“Negli ultimi 20’ – prosegue - siamo passati ad un 5-3-2 per cercare di neutralizzare le loro manovre offensive. Hanno avuto più possesso palla, ma alquanto sterile visto che il nostro portiere è rimasto inoperoso fino alla fine. Senza quel rigore non penso proprio sarebbero riusciti a pareggiare. Peccato non essere riusciti a concretizzare le tre palle-gol avute per chiudere la gara. Il loro portiere ha comunque sfoderato un grande intervento sul tiro di Spanò”.

Tra i migliori ieri, il classe ’96 Priorelli. “Priorelli è, assieme ai vari Cirillo, Manganaro, Cianci, Spanò,  uno di quei ragazzi venuti qui senza aver lavorato nei precedenti tre mesi.  Hanno perciò bisogno di lavorare duro per mettere benzina nelle gambe ed arrivare a fine stagione senza grandi scompensi  o infortuni”.

Da esperto difensore quale sei stato, gli chiediamo, ritieni che a classifica invertita l’arbitro avrebbe potuto non fischiare il rigore, piuttosto dubbio, invece concesso alla Sarnese. “La cosa più triste oggi (ieri ndr) è stato vedere il D’Ippolito semi vuoto. Se ci fosse stata più gente allo stadio, sono convinto che quel rigore l’arbitro non l’avrebbe fischiato. In questa situazione è facile venire calpestati. Anche perché gli arbitri prima di venire a dirigere la gara ovviamente guardano la classifica come facciamo tutti, ed è quindi normale possano incorrere in qualche svista che, purtroppo, in queste prime undici giornate sono state puntualmente a nostro sfavore. Dobbiamo accettarle ed andare avanti, senza mollare, per la città e per chi crede in questi colori. Ne va della nostra dignità. D’altronde, continuando a giocare come fatto oggi (ieri ndr), sono convinto che potremo dire ancora la nostra. I miei sono stati applauditi pure stavolta dai nostri tifosi che, pur essendo di palato fine, quando vedono sudare la maglia sono sempre pronti a riconoscerlo ed applaudire”.

Domenica, crisi societaria permettendo, si va a Roccella.“Finalmente abbiamo un punto al pari di altre squadre della serie D. Potevamo sicuramente averne altri 3-4 ma andiamo avanti così profondendo il massimo impegno. Adesso ci aspettano i derby e le sfide contro le squadre di vertice, ma non significa nulla perché se c’è determinazione e coraggio possiamo giocarcela tranquillamente con chiunque”.

Il tecnico avversario Esposito tiene “innanzitutto a fare i complimenti alla Vigor, dimostratasi compagine determinata, organizzata e vogliosa di fare risultato. Sapevamo di trovare una squadra che ce l’avrebbe messa tutta per incamerare l’intera posta in palio, visto il ritardo che vanta in classifica, e che non era più quella d’inizio campionato. Per quanto ci riguarda, quella vista oggi (ieri ndr) non è certo stata la migliore Sarnese sotto l’aspetto del gioco e delle occasioni create. Ritengo sia dipeso anche dal terreno piuttosto pesante e scivoloso, essendo abituati al sintetico del nostro campo”.

Ferdinando Gaetano

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