
Lamezia Terme - Continua a muovere la classifica la Vigor Lamezia, anche se i due punti di penalizzazione piovuti ad inizio settimana hanno in parte vanificato quanto raccolto, leggi cinque punti, negli ultimi 270’. Mister Antonio Gatto recrimina sulla mancata vittoria, ma al contempo non può esimersi dal lodare i suoi. “La gara l’abbiamo vista tutti, se c’era una squadra che meritava di vincere questa era sicuramente la nostra. Abbiamo espresso un grande calcio, soprattutto nel primo tempo, tant’è che se fossimo andati al riposo avanti di tre gol non ci sarebbe stato nulla da ridire. Come spesso accade nel calcio, però, da una nostra disattenzione all’ultimo minuto del primo tempo è scaturito il gol del pari avversario. Nella ripresa siamo stati noi ad aver costruito tutte e tre le palle gol. Preso un palo e fallito un’altra chance a tu per tu con il portiere. Certo, potevamo sfruttare meglio alcune ripartenze, ma, ripeto, avremmo meritato i tre punti. Anche perché non ricordo alcuna parata di Marino. Ritengo sia stata una delle migliori gare giocate dalla Vigor Lamezia in questa stagione, sia a livello di gioco che di orgoglio, forza fisica e generosità. Un gruppo importante che ancora una volta ha dimostrato di essere coeso e formato da uomini forti nonostante tutte le vicissitudini che stiamo incontrando da inizio campionato. Stanno onorando la maglia e vanno perciò lodati ed apprezzati. Ed in tal senso, l’amore ricevuto a fine gara da gradinata e tribuna ritengo la dica lunga. Applausi ricevuti si da solo 150-200 nostri tifosi, ma sinceri. Non era facile visto che di fronte avevamo una squadra ed un pubblico importante, abituato a palcoscenici prestigiosi e non a caso arrivato in gran numero a Lamezia”.
Peccato per l’ennesima espulsione stagionale. “Si sta verificando spesso, è vero, però ogni partita ha una storia a se. Ad Agropoli abbiamo si avuto due espulsi, ma bisogna anche dire che i padroni di casa ne hanno rimediato addirittura tre, per un totale complessivo di ben quindici giornate di squalifica. Oggi (ieri ndr) sicuramente qualche giocatore si è lasciato andare ad un eccesso di nervosismo, ma era pur sempre un derby e quindi ci può stare. Sia noi che loro volevamo regalare la gioia del successo alle rispettive tifoserie, ed è stato naturale che gli animi si possano essere un po’ scaldati in qualche frangente, vista pure la posta in palio importante”. La rotta per le prossime gare è tracciata. “Se nelle restanti giornate dovessimo riuscire a giocare come fatto oggi, ritengo che quantomeno i play-out li agguanteremo. Purtroppo paghiamo sempre quei trenta punti letteralmente regalati agli avversari nelle prime dieci giornate. Inoltre scontiamo i tanti, tanti, problemi con i quali ci ritroviamo a fare i conti durante la settimana. Oggi, però, preferisco fare un passo indietro e dare la vetrina solo a questi ragazzi”. Vigor ch’è riuscita a resistere nonostante la panchina nell’occasione davvero corta ed inesperta. “Al contrario nostro, il loro allenatore nei primi 15’ della ripresa ha potuto gettare nella mischia ben tre uomini freschi. In panchina disponeva di un’ampia scelta, mentre io mi ritrovavo due ragazzini degli Allievi, ed altri con esperienza sicuramente inferiore rispetto a quelli scesi in campo. In ogni caso non ravvisavo i motivi per cambiare l’assetto dei miei. Solo dopo l’espulsione di Manganaro, si è ritenuto opportuno far entrare un difensore a protezione della linea arretrata, a conferma di come avessi pochi ricambi. La loro maggior pressione, quando lo si è notata, è comunque stata piuttosto sterile, fatta esclusivamente di lanci lunghi verso la nostra area. Qualche volta sono arrivati prima sulla seconda palla, ma niente di che. Nessuna azione manovrata, o pericolosa, insomma da parte della Reggina. Al contrario nostro che abbiamo continuato a prediligere l’uno-due palla a terra o le sovrapposizioni sulle fasce”.
Un Gatto che promette il massimo impegno fino alla fine. “Abbiamo guadagnato un punto su qualche squadra. Fino alla fine continueremo a lottare e ad onorare questa maglia. Siamo tesserati della Vigor Lamezia ed abbiamo perciò il dovere di onorare e rispettare questa città e questi colori. Chi non intende farlo, si può mettere da parte. Fin dove arriveremo non lo so, ma di certo sputeremo sangue e getteremo fino all’ultima goccia di sudore. Fra tre anni ricorrerà il centenario dalla fondazione di questa società e ci auguriamo di fare un miracolo già quest’anno. Per intanto faccio un plauso a quei tifosi che ci stanno ancora seguendo, compresi quei due, cinque o dieci che siano, che vengono pure in trasferta, dimostrando di credere nella Vigor a prescindere dalla posizione che occupa in classifica. Tifosi che hanno dentro il cuore questi colori e che noi dobbiamo sempre onorare”.
Esame superato a dispetto delle tante assenze, su tutti quella del duo mediano Guttà – Giannusa. “Chi è andato in campo – conferma l’allenatore vigorino - non ha fatto rimpiangere gli assenti. Oltre ai due citati mancavano pure Torcasio, Sacco e Calabria, senza contare che Golia ierisera e’ stato male. Problemi che però ci teniamo per noi. Siamo riusciti a sovvertire sul campo un pronostico che sulla carta ci dava perdenti. Il campo ha invece detto tutt’altro, ed il rammarico è proprio l’aver perso due punti”.

Ciccio Cozza si tiene stretto il punto e, pur senza mai nominarlo, va giù duro sul biancoverde Manganaro. “Alla fine è uscito fuori un pari tutto sommato giusto per quanto vistosi. Primo tempo più Vigor, ripresa più Reggina. Ci portiamo a casa questo punto conquistato su un campo difficile e su un terreno di gioco dov’è davvero difficile giocare a calcio. Dispiace per quanto successo nel corso del match, visto che senza alcun motivo è uscita fuori un po’ di cattiveria imputabile solo ed esclusivamente ad un giocatore del Lamezia. Elementi del genere fanno solo male al calcio. Ha minacciato ex compagni di squadra, nonché ragazzini alle prime esperienze in questi campionati. Non vi racconto, poi, tutte le frasi rivolte alla mia panchina, ed al sottoscritto in particolare, con toni da delinquente. Purtroppo non è stata colpa né della Reggina né dei restanti calciatori del Lamezia, ma, ripeto, esclusivamente di un elemento. Ne sono così scaturite due espulsioni del tutto evitabili e che adesso danneggeranno entrambe le squadre nelle prossime giornate. Cattiveria che non aveva alcun motivo di esserci trattandosi di due società amiche alle prese con i rispettivi obiettivi. Ed invece si è finita la gara in dieci contro nove. L’entrata dura ci può stare, anche, per certi versi, il fallo di reazione, ma non certo tutte le offese e minacce rivoltemi dal soggetto in questione quasi con l’intento di provocare una mia reazione, per quindi aizzarmi contro il pubblico di Lamezia ben sapendo che già ce l’avevano con me per quella frase detta ai tempi in cui allenavo il Catanzaro. Tra l’altro non dissi niente di offensivo, essendomi limitato ad esprimere una mia opinione, vale a dire che per il sottoscritto i derby devono essere in categoria superiore (in verità Cozza disse che per lui Catanzaro – Vigor non era un derby essendo il club giallorosso abituato a sfide contro ben altre squadre calabresi, vedi Cosenza, Crotone e Reggina - ndr). Come ho già ribadito in passato, non era assolutamente mia intenzione offendere alcun tifoso lametino. Al contempo, però, non ritengo neanche giusto continuare a ricevere, ancora a distanza di tre anni, tutti questi insulti, come se avessi ammazzato qualcuno, ogni qualvolta che metto piede in questo stadio, tra l’altro proprio nella mia regione. Mi auguro che il Lamezia possa salvarsi, così come in quel campionato di C2 mi sarebbe piaciuto che ai play-off fosse salita la Vigor e non la Paganese. Purtroppo non fu così, ma ci riuscì comunque dopo due stagioni”.
A chi gli fa presente come dalla formazione amaranto ci si aspettasse ben altra prova, l’ex allenatore di Pisa e Catanzaro risponde così: “Non so se abbia in ciò influito la paura ed il timore derivante dall’essere reduci da due sconfitte di fila, ma abbiamo regalato un tempo all’avversario. Fortunatamente siamo riusciti ad evitare di prendere il 2-0, rientrando in partita allo scadere del primo tempo. Nei secondi 45’ loro hanno preso un palo ed avuto a disposizione due ripartenze, mentre noi siamo mancati di incisività negli ultimi metri. Se mi aspettavo un contributo migliore dagli over gettati in campo nella ripresa? Non è facile subentrare e fare bene su un campo così, dove non sai mai come ti arriva la palla dopo l’ultimo rimbalzo. Loro ci hanno messo qualcosa in più anche perché obbligati a vincere, peraltro davanti ai propri tifosi. Bene Licastro’? Si, ha dato sicurezza, sfoderando un intervento decisivo nel primo tempo. Noi comunque non siamo una squadra, come invece lo sono Cavese, Siracusa o Frattese, che ha in panchina elementi in grado di entrare ed essere decisivi; così come non abbiamo gli under migliori avendo potuto, le altre big, scegliere per prime sul mercato. Sia noi che il Lamezia siamo partiti in ritardo, sia pure per motivazioni diverse. Il nostro obiettivo non era perciò quello di uccidere il campionato, ma era e resta raggiungere la miglior posizione possibile nei play-off”.
Ferdinando Gaetano
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