
Lamezia Terme - Dal Messina al Rende. Quasi nove mesi e ben venticinque gare di campionato dopo, la Vigor Lamezia torna a vincere al D’Ippolito. Due vittorie peraltro simili dato che pure contro i peloritani, lo scorso 8 marzo, i biancoverdi ribaltarono lo svantaggio nei secondi 45’ dopo aver chiuso i primi sotto di un gol. E pazienza se proprio l’eccessiva esultanza, subito dopo l’uno-due firmato, nel giro di appena 120’’, dal duo Priorelli-Fioretti, è costato l’allontanamento dalla panchina di mister Gatto che torna sull’episodio, scherzandoci su. “Se dovessero servire per vincere, ben vengano di questi allontanamenti”. Il trainer vigorino spiega il perché, a suo avviso, di quell’avvio di gara decisamente sofferto. “Nei primi 15-20’ la squadra ha giocato sottotono, cosa che tuttavia ritengo normale viste le voci che i ragazzi hanno dovuto giocoforza sentire e leggere in settimana, e quindi entrate dentro le mura dello stadio. Ad inizio gara ne abbiamo sicuramente risentito. Il Rende è stato bravo ad approfittarne costruendo quelle tre-quattro occasioni una dopo l’altra, su una delle quali ha sbloccato il risultato. Da metà primo tempo in poi, la mia squadra ha ripreso in mano le redini del gioco, magari concludendo poco in porta prima del riposo, ma cominciando comunque a macinare gioco, raccogliendone i frutti nella ripresa”. Una settimana difficile a livello di “esternazioni”, dunque, ma conclusasi nel migliore dei modi sul terreno di gioco. “Sto allenando un gruppo di professionisti ed uomini veri, visto che in questa situazione sarebbe difficile per tutti lavorare con tranquillità. Ci sono stati momenti nei quali i ragazzi si sono sentiti esclusi, e mi riferisco alla possibilità che al termine del match con il Rende potessero essere mandati tutti a casa. Normalissimo, quindi, si sia potuto manifestare un cedimento iniziale nella testa di molti di loro. Per fortuna è durato solo una ventina di minuti, come già detto. Per la restante durata dell’incontro, hanno infatti dimostrato di essere persone vere ed attaccate alla maglia”.
Un buon esordio, quello del giovane Golia, tuttavia rovinato dalla sciocca espulsione rimediata subito dopo essere stato sostituito. “Ho saputo solo a fine gara dato che nel frattempo ero stato allontanato e non avevo assistito all’episodio. Ha dimostrato di essere un giocatore di spessore, apportando vivacità al nostro reparto avanzato, però poi è caduto in quest’ingenuità che danneggia sicuramente la squadra in ottica delle prossime gare. Dobbiamo stare più tranquilli perché solo con la compattezza e lo spirito d’unione potremmo uscire fuori da questa situazione e quindi riuscire a centrare un obiettivo che fino a qualche settimana fa appariva del tutto fuori portata. Domenica abbiamo rosicchiato 3 punti a tutte le squadre impelagate nei bassifondi della classifica: dallo Scordia che, per i punti raccolti sul campo, sarebbe ora distante solo 3 e non 4 punti, alla Gelbison e le altre. Da lametino, prima ancora che da loro allenatore, sono orgoglioso di questi ragazzi che stanno dando davvero l’anima”. Quanto all’esclusione iniziale di Cirillo e Guttà, Gatto rimarca che “quando parlo di gruppo intendo che non ci possono essere giocatori da cui è impossibile prescindere. Se ne manca uno, si deve far trovare pronto un altro dei venti-ventuno componenti la rosa. Penso a Iannazzo che dopo essere rimasto più di un mese fuori, ad eccezione dello scampolo finale giocato contro la Sarnese, ritengo abbia giocato una buona gara tolto il primo quarto d’ora di sbandamento. Cirillo in settimana si era allenato poco e trovo normale che in questi casi si vada in panchina al contrario di chi ha invece lavorato a regime. L’esclusione dall’undici iniziale di Guttà è invece stata esclusivamente una scelta tecnica, avendo deciso di farlo rifiatare un attimino dopo esser sceso sempre in campo nelle gare precedenti. L’ho gettato nella mischia a gara in corso, facendosi trovare pronto alla stregua di Spanò ch’è entrato con grande voglia e carica in corpo, a conferma di come il gruppo si stia forgiando anche a livello di spogliatoio. Scherzando, quando nello spogliatoio dico che bisogna essere una pigna, qualcuno di loro mi risponde sorridendo che dalla pigna cadono i pinoli, ma non è, e non dovrà essere, il nostro caso. I tifosi possono stare tranquilli che continueremo ad onorare la maglia che rappresentiamo”.
“Chi viene quotidianamente al campo mi fa spesso notare come non diamo mai l’impressione di essere una squadra alle prese con così tanti problemi, considerata l’intensità e l’armonia con la quale si lavora pur tra tanti sacrifici. Domenica, nell’ultima parte della gara, siamo riusciti a far tornare a cantare i nostri tifosi, ed è una cosa che mi ha molto inorgoglito. Vittoria, d’altronde, che dedichiamo a tutti quei tifosi che credono in noi e in quei colori biancoverdi che rappresentano una fede per tutti in città. Mi auguro si riavvicinino di nuovo in massa, consapevoli che per quest’anno si deve lottare tutti assieme per salvarci. Che possiamo farcela lo dimostra l’aver battuto una grande squadra come il Rende, costruita non certo per stazionare nei bassifondi come, purtroppo per loro, sta al momento succedendo. Quando mettiamo in campo voglia, cuore, sacrificio e compattezza di gruppo, possiamo arrivare dove magari non arriviamo con la tecnica e l’esperienza”. A chi gli chiede se la vittoria di domenica possa essere considerata una sorta di rivincita nei confronti degli scettici, risponde che “per cultura professionale la rivincita me la prendo giornalmente lavorando sempre con la massima determinazione ed umiltà. Di errori nel calcio ne commettono tutti, ma l’umiltà non può mai venire meno. Sono al timone di questo gruppo importante che, assieme al mio staff, bisogna onorare nel migliore dei modi. Se poi dovessimo riuscire a centrare un traguardo importante, la rivincita ce la prenderemmo tutti assieme”. Iniziato con il piede giusto questo finale di girone d’andata. “Avevo detto che bisognava fare 7-8 punti in questo ciclo di partite. Ne abbiamo fatti già 3 e adesso dobbiamo raccogliere quelli restanti nelle prossime, ad iniziare da Marsala dove non è detto che non possiamo cogliere un risultato importante. L’importante è metterci la stessa determinazione, voglia e coraggio di domenica scorsa. Del resto stiamo dimostrando di saper soffrire nei momenti di difficoltà nonostante siamo, in assoluto, la squadra più giovane di tutti i nove gironi, tanto da essere saldamente in testa in questa speciale classifica (che se mantenuta fino alla fine centrando la salvezza darebbe diritto ad un premio di 25 000 euro assegnato dalla Lega ndr)”. A chi gli fa presente come si sia visto un Giannusa all’altezza del suo curriculm, l’allenatore biancoverde preferisce soffermarsi sul collettivo. “Giannusa fa parte del gruppo. Nell’occasione ha sicuramente dato il suo contributo. D’altronde stiamo parlando di un giocatore importante, che ha carisma ed, a livello tecnico, sicuramente qualcosa in più degli altri. Ma le gare le vince e le perde il gruppo, e non il singolo”.
Ferdinando Gaetano
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