
Lamezia Terme - Primo gol stagionale nei minuti di recupero finali, quello, pesantissimo, di Itri valso a piegare in extremis un’ostica Gelbison. “Sono ottimista per natura – dichiara il tecnico biancoverde Antonio Gatto - e quindi sino alla fine ho creduto nella possibilità di poterla vincere . Abbiamo cercato di mettere i palloni giusti li davanti. Inevitabilmente, abbiamo dovuto un po’ rischiare e ci è andata bene, anche se non ricordo parate degne di nota di Marino. Viceversa, noi abbiamo avuto subito con Fioretti la palla per sbloccare la gara. Dobbiamo essere più cinici, ovvero, d’ora in avanti, su due palle che ci capitano almeno una dobbiamo metterla dentro. Squadra che non molla mai, come dimostrato anche oggi, e che sa lottare. Ancora una volta abbiamo dovuto far ricorso a ragazzini per completare la panchina, ma è come se fossimo stati in cinquanta in campo visto che dove non arriva uno, accorre subito in soccorso un altro compagno. Pur essendo pochi numericamente, stiamo riuscendo ugualmente a dare tutto sotto il profilo mentale”.
Vigor capace di interrompere la striscia positiva esterna dei campani. “Di fronte avevamo la squadra che negli ultimi mesi aveva fatto meglio di tutti in trasferta. Arrivava da sei risultati utili consecutivi, infatti, con appena un gol subito grazie pure ad una difesa arcigna e sbarazzina, che bada al sodo. Veramente una gara difficile, insomma, senza considerare che loro in panchina avevano a disposizione elementi di qualità ed esperienza, ed in parte li han buttati dentro nella ripresa. Noi, invece, terza gara che ruotiamo sempre gli stessi uomini. Mentalmente, tuttavia, i ragazzi sono stati impeccabili nonostante le tante difficoltà con le quali continuiamo a convivere quotidianamente. Mi corre perciò l’obbligo di rimarcare le qualità di questi ragazzi che, prima che calciatori, si stanno confermando uomini veri. E lo vado dicendo dalla prima giornata quando giocavamo con tutti ragazzini. Anche perché tali siamo rimasti eccetto Marino, Itri, Giannusa e Manganaro”.Biancoverdi confermatisi pericolosi sulle palle inattive. “Su questi traversoni in area avevamo già fatto gol con il Siracusa, e creato diversi pericoli in altre gare. Abbiamo quattro colpitori importanti, d’altronde, e riusciamo a sfruttarli abbastanza bene sui cross. Continuiamo a mantenere accesa la fiammella, consci che, senza penalizzazioni, di punti ne avremmo 24 e non 21. Stiamo continuando a scalare posizioni su posizioni nell’ipotetica classifica del girone di ritorno o delle ultime quindici - sedici giornate. E ciò va ad ulteriore merito di questo gruppo capace di stare sempre sul pezzo, senza mai staccare la spina a livello mentale. Stiamo credendoci sempre e la cosa più bella è stato vedere i ragazzi della gradinata elogiare ancora una volta questi calciatori. Volevamo proprio questo ed i tifosi, ora più che mai, devono essere il dodicesimo uomo in campo”. A chi gli fa notare il ritorno del sindaco allo stadio, Gatto risponde che “se il primo cittadino viene allo stadio, a noi non può farci che piacere. Siamo contenti di avergli regalato questa vittoria che dedichiamo anche a noi stessi, ed a tutti i tifosi che continuano a credere questa squadra”.
Facciamo notare a mister Gatto come la Gelbison, e nello specifico, il suo terzino Consiglio, sia stata abbastanza ingenua a dare l’opportunità ai suoi di battere quella punizione al 47’st. Per come si era ormai messa la gara, infatti, i cilentani potevano prendere gol solo sugli sviluppi di un calcio piazzato. “Negli ultimi 10’ a mio avviso la Gelbison ha provato a vincere la gara, avendo capito che noi sugli esterni eravamo ormai arrivati, da un punto di vista fisico. Tant’è che ogni palla che conquistavano la smistavano prontamente a sinistra dove erano dotati di un elemento bravo a saltare l’uomo. Abbiamo concesso qualcosina che, per nostra fortuna, la Gelbison non è riuscita a sfruttare, ed abbiamo gettato nella mischia due pennelloni classe ’97 li davanti, i quali hanno provato, riuscendoci a fasi alterne, a spizzicare qualche pallone. Certo, anche qualora fosse finita 0-0 saremmo comunque rimasti in corsa, ma essere riusciti a vincerla ha cambiato in modo radicale la nostra classifica. Non pensiamo ai punti levatici, anche se non possiamo negare che in fondo al nostro cuore ci auguriamo qualche piccola restituzione”. Unico a presentarsi in sala stampa, tra le fila ospiti, l’attaccante Fabio De Luca. L’ex biancoverde conferma di essere stato vicino ad un ritorno lo scorso dicembre. “Si c’è stato qualcosa di vero, però poi alla fine con la dirigenza della Gelbison abbiamo concordato di proseguire nel nostro rapporto. E’ chiaro, comunque, che sarei stato felice di ritornare, avendo qui lasciato tanti amici. Questo risultato non fa piacere a noi, ma sono comunque contento per voi, sperando che alla fine riusciremo a salvarci entrambi. Per la Gelbison sarebbe ottimo, per la Vigor una cosa straordinaria. Anche se il mio primo pensiero adesso è fare bene con la Gelbison, non nascondo, comunque, che al termine di ogni gara il primo risultato che chiedo è quello della Vigor Lamezia. Qui ho passato tre anni bellissimi e di conseguenza una parte del mio cuore è ormai biancoverde”.
Zona Cesarini ancora una volta letale per l’undici di Vallo della Lucania. “E’ il terzo gol che, nelle ultime quattro giornate, becchiamo nei minuti di recupero. Nel secondo tempo ritengo abbiamo fatto meglio noi. Gara piuttosto tirata, com’era prevedibile, su un campo pesante e sul quale è difficile giocare. Ci abbiamo provato nel secondo tempo, ma siamo stati un po’ sfortunati in qualche circostanza. Bravo invece Itri a trovare il gol vincente in extremis”.
A chi gli chiede un parere sulle, tristemente note, vicissitudini estive della Vigor, De Luca risponde che “ci sono rimasto davvero male. Stento ancora a credere in quello che è successo. Ovviamente non compete a me discernere su decisioni giudiziarie. Posso solo dire che negli anni di mia militanza nella Vigor, non ho mai avuto sentore di fatti del genere. Ho conosciuto persone eccezionali, e mi riferisco anche al presidente Arpaia ed al direttore Maglia. Per me si è quindi trattato di una doccia fredda. Mi spiace ma sono comunque sicuro che la Vigor risorgerà. Certo il momento è difficile, ma oggi ho visto una squadra molto unita e dei tifosi che giustamente apprezzano quanto stanno facendo calciatori, mister e direttore, ai quali faccio i miei complimenti. Non mi aspettavo di trovare un gruppo così compatto”. “Sapevamo – prosegue l’ex centravanti vigorino - come la Vigor fosse temibile sulle palle alte, avendo difensori prestanti e forti nel gioco aereo. La gara, d’altronde, per come si era messa poteva sbloccarsi soltanto su tali episodi. Bravi voi ad averli sfruttati”.
Gelbison vistasi rosicchiare dai lametini la bellezza di 6 punti negli ultimi 180’. “Per noi è una brutta mazzata a livello mentale. Anche il pari oggi (ieri ndr) ci avrebbe consentito di mantenere le distanze, invece ora il nostro vantaggio si è ridotto a soli due punti. Il campionato è ancora lungo, però, e le occasioni per risollevarci non mancheranno”.
Chiediamo quale sia stato il gol che più ricorda tra quelli segnati con la maglia della Vigor. Scontata la risposta. “Indubbiamente quello segnato al Catanzaro e che ci consentì di vincere 1-0 qui al D’Ippolito. E’ quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni, anche se resta tanto rammarico per la sfida di ritorno di quella stagione. Ne parlavo proprio nel pulman con i miei attuali compagni. Pareggiando quella gara, avremmo di fatto vinto il campionato. Ricordo molto bene anche il primo gol con la maglia biancoverde, quello che segnai di testa (su cross dalla sinistra di Scalese ndr), al 93’, contro il Matera”.
Chiusura su un suo ex partner di attacco che ora gioca in serie A… “Ogni tanto ci sentiamo con Mancosu e lui, scherzando, riconosce che probabilmente è stato anche merito mio se fece venti gol in quella stagione. Se è arrivato a giocare a determinati livelli, qualche merito, dunque, ce l’ha pure l’ambiente biancoverde”.
Ferdinando Gaetano
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