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MR-GATTO-vigor-lamezia.jpgLamezia Terme - Cavese ancora una volta confermatasi bestia nera dei biancoverdi. N’è scaturita la diciassettesima sconfitta stagionale, benché ingiusta per quanto vistosi nell’arco degl’interi 96’ di gioco. “Sconfitta che sicuramente non meritavamo, - commenta un amareggiato Antonio Gatto - specie per quanto fatto vedere nella seconda metà della gara. Ci è mancato quel pizzico di fortuna necessario in questi momenti”“Primo tempo piuttosto equilibrato,  - prosegue - nel quale loro da squadra esperta hanno trovato il gol sugli sviluppi di una mischia dovuta al non essere noi riusciti ad allontanare la palla. Potevano crearci  problemi in un altro paio di situazioni da palla inattiva, e con una ripartenza innescata da un nostro errore a centrocampo. Noi non siamo stati comunque da meno, vedi occasione avuta da Fioretti ed i due colpi di testa di poco a lato di Malerba. Non scordiamoci che di fronte avevamo una squadra in lotta per la vittoria del campionato, per cui sapevamo delle difficoltà a cui saremmo andati incontro. Se qualcuno pensava ci potessimo salvare con una certa facilità si era illuso. Ci sarà da soffrire fino alla fine e noi finchè la matematica non ci condannerà continueremo a lottare. Di questo ne sono certo”.

Probabilmente nei primi 45’ è mancato un pizzico di grinta e determinazione in più. “La Cavese, che finora aveva giocato con il 4-3-3, si è presentata qui con il 3-5-2, quindi piuttosto abbottonata e propensa a sfruttare qualche ripartenza con i due li davanti. Squadra pur sempre molto esperta e lo si è notato dal fatto che sin dai primi minuti ha cercato di smorzare le nostre iniziative, perdendo tempo in più di un’occasione. L’atteggiamento nostro era quello giusto. Purtroppo dopo soli undici minuti abbiamo preso gol ed è normale che ti ritrovi a fare i conti con una situazione diversa da come l’avevi preparata. Inevitabilmente, abbiamo avuto un attimo di sbandamento, ma al cospetto di una compagine smaliziata e che a quel punto si è rintanata dietro la linea della palla provando a ripartire. N’è venuta fuori una prima frazione priva di grandi emozioni. Nella ripresa ritengo abbiamo giocato per oltre mezzora nella loro meta campo, avendo avuto a disposizione le nostre tre-quattro palle gol. Alla fine eravamo schierati con quattro punte e mezza di cui però tre ragazzini. I miei hanno dato quello che potevano dare”.

A chi gli fa notare come il più pericoloso sia stato un classe ’97 gettato nella mischia negli ultimi dieci minuti, Gatto risponde che “le qualità tecniche di Umbaca sono notevoli. Anche se i tre punti li ha presi la Cavese, ritengo che per il ragazzo sia stata comunque una vittoria aver potuto ridiscendere in campo dopo quello che gli è capitato. Per noi costituirà senz’altro un valore aggiunto nelle restanti quattro gare. E’ entrato bene in partita nonostante non avesse più di 15’ nelle gambe. Tra le linee ha messo parecchio in difficoltà la Cavese ed è stato un po’ sfortunato in occasione del tiro scoccato in porta. Alla luce dei risultati maturati sugli altri campi, anche un pari sarebbe stato comunque ben accetto. Fermo restando che senza i tre punti che ci hanno levato a quest’ora saremmo a 27 punti, a pari merito con la Gelbison e quindi in piena corsa per i play-out. I ragazzi stanno dando l’anima però e non ho nulla da rimproverargli per quanto fatto in questa stagione. Anzi devo solo ringraziarli. Anche perché non è che giochiamo contro nessuno la domenica, bensì contro squadre che hanno ognuna i rispettivi obiettivi da raggiungere”. Vigor che adesso tornerà in campo tra due settimane, quando sarà ospite del Rende. “Abbiamo questa gara in meno rispetto alle più immediate avversarie, purtroppo. Domenica prossima, in qualunque modo finirà Gelbison – Scordia, andremo nella migliore delle ipotesi a -4 dalla terzultima. Ovviamente ci auguriamo non vinca la Gelbison. Certo fa male ritornare ultimi da soli anche perché per i punti fatti sul campo non lo saremmo”.

Secondo il tecnico vigorino, potrebbero bastare 34 punti per evitare la retrocessione diretta. “Alla luce dei vari scontri diretti rimasti, ritengo possano bastare anche dieci punti nelle quattro gare che ci restano. La stessa Gelbison è attesa da scontri importanti, dovendo andare a Reggio ed a Palmi. Neanche il nostro calendario si può tuttavia ritenere facile. Dovremo cercare di tirare fuori il meglio da ogni gara. Purtroppo il nostro trend nelle ultime sei gare non è certo stato positivo, avendo raccolto appena tre punti. Queste due sconfitte interne consecutive contro Roccella e Cavese fanno molto male, però non dobbiamo assolutamente abbatterci. Ora riordiniamo un attimo le idee per ritornare a lavorare con nuova grinta. D’altronde pure altre squadre stanno incontrando qualche difficoltà, vedi lo stesso Scordia non riuscito ad andare oltre il nulla di fatto casalingo contro il Noto. Ripeto, sicuramente la mia squadra non mollerà fino a quando la matematica ci darà ancora qualche speranza. Se qualcuno ha sin qui mollato, non è stata certo la squadra. Dobbiamo continuare ad andare orgogliosi di quello che i ragazzi stanno facendo. Sapevamo del compito difficile che ci attendeva, ma non abbiamo nulla di cui rammaricarci. Possiamo giusto essere un tantino scontenti per qualche punto lasciato per strada, anche se alla fine si compensa tutto. Abbiamo infatti vinto in casa al 93’ contro la Gelbison e poi perso al 95’ con il Roccella. Vinci a Noto dopo che loro hanno sbagliato un rigore sull’1-1, e poi perdi immeritatamente oggi (ieri ndr) contro una Cavese che ha segnato nell’unico tiro fatto verso lo specchio. Ad ulteriore testimonianza di come nel calcio alla fine si compensi il tutto. A noi continuano a mancare le prime dieci giornate regalate agli avversari, avendovi raccolto zero punti. Nelle prime otto gare, in particolare, in campo sono andati solo ragazzini classe ’97-’98 e ’99, che dobbiamo soltanto ringraziare per questo;  nelle successive due, elementi appena arrivati e che quindi neanche si conoscevano tra loro ancora. Non ci piangiamo per questo addosso, non essendo mai stato questo nel nostro costume, ma chi è un tantino obiettivo e vuole davvero bene a questi colori deve fare un’analisi oggettivamente valida e quindi non campata in area. Se alla fine dovessimo non raggiungere i play-out, sicuramente ci metteremo la faccia come abbiamo sempre fatto finora, ma non avremo nessuna difficoltà, e ripeto nessuna, a guardare in faccia la città. Poi chi ci vuole applaudire è giusto che lo faccia, così come è giusto che ci fischi chi lo riterrà opportuno”.

Un solo gol nelle ultime sei partite. A mister Gatto chiediamo quanto sia stato frutto della casualità e quanto, invece, del fatto che alcuni elementi stiano attraversando, da alcune settimane, una flessione anche fisiologica dato che a tirare la carretta da inizio stagione sono sempre gli stessi dodici-tredici calciatori? “Il campionato di serie D è molto difficile. Soprattutto nelle ultime dieci giornate nelle quali, più che le qualità tecniche, a fare la differenza sono il mestiere e l’esperienza. Come ha detto lei, non abbiamo certo una rosa larga, essendo composta da tanti ragazzi alle prime armi nel calcio vero. A tirare la carretta sono sempre stati quei dodici-tredici elementi, per cui è fisiologico il periodo di appannamento di qualcuno. Qualcosa poi, in termini di cinismo e cattiveria sottorete, ce l’abbiamo messa noi stessi proprio a causa dell’inesperienza. Da qualche domenica non siamo più molto incisivi li davanti, fermo restando che le squadre oramai vengono qui a chiudersi alla ricerca del punto”. A chi gli chiede se in questo frangente si sarebbe aspettato qualcosa in più dagli elementi esperti della sua rosa, replica che “stanno dando quello che possono dato che stanno tirando la carretta da dodici, o più, gare consecutive, senza mai fermarsi un minuto. Non è facile mantenere un rendimento alto per l’intero arco del torneo  con una rosa così ristretta. Ai nostri veterani non posso perciò rimproverare nulla. Neanche tra le squadre avversarie, d’altronde, sto vedendo  atleti di una certa esperienza fare la differenza in maniera così marcata. Non resta che rimboccarci le maniche in queste quattro gare restanti nelle quali fare di necessità virtù, puntando a raccogliere il massimo. In questo momento c’è un po’ di delusione ma non ci abbatteremo. Usciremo dal campo sempre a testa alta”.            

                                                                                                                  Ferdinando Gaetano 

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