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Lamezia Terme - Anche nella nuova stagione sarà l’elemento più esperto del gruppo dall’alto delle sue trentasette primavere. Una riconferma, quella di Mimmo Giampà, comunque già nell’aria nelle settimane immediatamente seguenti la fine del campionato e che ha preso sempre più quota con l’ufficializzazione di Alessandro Erra come nuovo tecnico dei biancoverdi. I due, infatti, sono stati compagni di squadra nel Crotone per poco più di una stagione (campionato 1999-00, culminato con la promozione in B, ed il successivo fino ad ottobre, allorquando Erra si trasferì all’Ascoli). “Il direttore sapeva che fino al 30 giugno non avrei firmato con nessun’altra società. Non avevo fretta, ma lui è stato ancora più veloce nei tempi visto che, appena saputo della stima nei miei riguardi da parte del mister, mi ha fatto firmare il rinnovo addirittura il 16 giugno. Ringrazio la Vigor Lamezia perché così non dovrò più spostare la mia famiglia, ch’era quello che desideravo. Come sapete abito qua vicino (Girifalco ndr) dove ho ormai i miei bambini iscritti all’asilo. Mia moglie comunque sapeva che, a differenza degli ultimi anni, stavolta sarei partito già in ritiro con qualche squadra”.

Giampà detta idealmente le linee guida per l’ormai prossima annata agonistica. “La nostra forza  dovrà essere l’entusiasmo e la voglia di lavorare, visto che parecchi di noi si cimenteranno per la prima volta in questa nuova categoria. Sarà un torneo lungo, viste le ben trentotto giornate in programma che potrebbero essere spalmate su più giorni della settimana, come già accade in A e B.  Sappiamo di essere una matricola, ma ciò dovrà costituire un nostro punto di forza e non di debolezza. D’altra parte, spesso si dice che quando una squadra ha un’età media piuttosto bassa e non ha eccessive pressioni o obiettivi, rende di più. Fermo restando che, se vuoi far carriera, un minimo di obiettivi devi prefissarteli. Ogni partita sarà una battaglia e sappiamo di dover correre più dell’avversario per poter mettere in difficoltà chiunque”.

“Mentalmente  - prosegue l’ex centrocampista del Messina ai tempi della serie A - dovremo essere più tranquilli rispetto allo scorso torneo che, a mio avviso, era sbagliato già in partenza visto che metà squadre retrocedevano e le restanti salivano. Ma è stata falsata anche la Prima Divisione considerato che non ci sono state retrocessioni. Da noi, invece, in ogni partita ti giocavi la vita. Tant’è che al termine di ognuno dei tanti pareggi casalinghi colti nel girone di ritorno era come se fossimo spacciati. L’importante, comunque, è esser riusciti, a prescindere dal piazzamento finale, a raggiungere questa benedetta Lega Pro Unica. Di certo, e prima di dirlo a voi l’avevo già detto nel chiuso dello spogliatoio prima della gara di Poggibonsi, avremmo potuto e dovuto fare di più, a cominciare dal sottoscritto. Personalmente ci ho sempre creduto, tant’è che quando sono arrivato a gennaio, anticipai quello che sarebbe poi successo dichiarando che avremmo festeggiato proprio contro il Castel Rigone”. Considerata l’età, il mediano girifalcese è cosciente di doversi allenare con scrupolo per poter continuare ad essere competitivo. “Sin da questi primi giorni di pre-ritiro devo iniziare a correre più dei ragazzini e sono pronto a questo. Riparto da zero, assieme ai miei compagni, visto che quello che ho fatto negli anni passati va cancellato. Tra l’altro, in tutte le piazze dove sono stato, ricordo come ogni anno non partivo tra i possibili titolari  nelle idee dei giornalisti, salvo, poi, invece finire per giocare più di tutti o quasi. Sono insomma abituato a conquistarmi il posto sul campo, per cui qualora dovessi fare fatica già durante il ritiro, anche se ho un contratto con la società in tal caso non esiterei ad andare subito dalla dirigenza e dire che non sono più in grado di giocare a determinati livelli”. Quanto ai suoi compagni, in buona parte nuovi, li sprona affermando che “sono i più forti per raggiungere l’obiettivo prefissatoci. D’altronde, è bene tenere sempre presente che mister e giocatori sono di passaggio, mentre la Vigor è della società, dei tifosi e di voi giornalisti”. Scontata la risposta data a chi gli fa presente che non ci sarà più capitan Mangiapane.  “Questi sono aspetti che competono alla società. Per rispetto di quelli che oggi siamo qui, ritengo giusto si parli solo dei riconfermati. Anche perché altrimenti bisognerebbe parlare anche dei vari Rondinelli, Strumbo, Carbonaro, Marchetti, Zampaglione, D’Amico e via dicendo. Solo da oggi riprenderò a leggere i giornali, per quanto mi riguarda. Quando sono in vacanza preferisco staccare completamente la spina”.

Ferdinando Gaetano

                                                                                                    

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