
Lamezia Terme - Pare proprio destinata a soffrire anche in questa stagione sino alla fine, la Vigor Lamezia. A prescindere dal manico, infatti, questo gruppo continua a rimandare di settimana in settimana quel filotto di tre-quattro vittorie consecutive utile a spiccare il definitivo salto di qualità. L’ennesima conferma di ciò la si è avuta domenica a Frattamaggiore dove la gara si era tuttavia messa subito bene per effetto dell’iniziale vantaggio firmato da Mimmo Giampà, al primo centro con la casacca biancoverde. Segnatura foriera dell’attesa svolta stagionale in positivo? Niente di più illusorio, invece, sia per quello che sarà poi il risultato finale e sia perché nel secondo tempo il trentasettenne centrocampista salirà di nuovo alla ribalta, ma stavolta in negativo, rimediando due gialli in una manciata di minuti. Al di là dell’eccessiva severità nell’occasione mostrata dall’arbitro, resta il fatto che dall’alto della sua esperienza il calciatore di Girifalco non doveva cadere in una simile ingenuità. “Non si è trattato di un’espulsione in cui ho perso la testa, - osserva lo stesso Giampà - anche perchè quasi mai rimedio ammonizioni per proteste, essendo abituato a tenere sempre un comportamento corretto al massimo. Diciamo che sono stato un po’ troppo pollo a cadere nella trappola tesami dall’avversario, dimostratosi più furbo del sottoscritto. In occasione del secondo fallo ho fatto di tutto per non toccarlo, mentre riguardo al primo giallo, sventolatomi per fallo di mano, durante la corsa non mi si può chiedere di correre con le braccia dietro il corpo! Non è certo stato un gesto volontario, insomma. Purtroppo è stato l’episodio che probabilmente ci è costato la sconfitta. La cosa strana è che in carriera sarò stato espulso tre volte per doppia ammonizione, e ben due si sono verificate qui a Lamezia: all’esordio contro il Sorrento ed appunto domenica”. Così come sostenuto, sempre martedì, da mister Costantino, anche per l’esperto mediano a Frattamaggiore occorreva dare ancora di più. “Abbiamo fatto una partita normale, mentre bisogna dare il massimo prima e durante la partita, perché poi alla fine serve a poco rammaricarsi. Pur non avendo fatto una partita superlativa come a Caserta, o buona come contro l’Ischia, nonostante tutto il pari, che sarebbe risultato molto prezioso, era ampiamente alla nostra portata. Nonostante l’Arzanese fosse reduce dai quattro gol segnati a Castel Rigone, li abbiamo sofferti solo nei primi 20’ del secondo tempo. Ma se non avessero trovato il gol, sarebbero poi andati inevitabilmente scemando, mentre noi avremmo magari trovato via via maggiori spazi per fargli male”.
Facciamo tuttavia notare all’ex centrocampista di Modena, Messina ed Ascoli, come quella ripartenza in superiorità numerica, immediatamente precedente il 2-1 dei campani, malamente sprecata sia l’emblema di questa Vigor, ossia di una squadra incapace di piazzare la stoccata risolutrice nei frangenti topici del match. “Avevamo avuto la palla per far noi il 2-1, a conferma di quello che ho già detto, cioè che avremmo trovato sempre più spazi qualora fossimo riusciti a resistere un altro po’ alla pressione avversaria. Comunque l’Arzanese non è stata più cinica di noi, ha semplicemente sfruttato l’uomo in più. Resta il fatto che dobbiamo essere più cattivi durante la partita, e non avere poi il rammarico a fine match. Il compitino non basta più. C’è bisogno di uomini veri che scendano in campo puntando dritti ai tre punti, senza mollare di un centimetro”. Un gol alla fine vano, dunque, quello segnato allo stadio Ianniello dal “vecchietto” della rosa vigorina. “E’ la seconda volta in carriera che segno ma che perdiamo la partita. Mi era già successo col Messina, in serie A, allorquando fummo poi sconfitti 3-1 dal Livorno. E’ un rammarico anche perché rivedendo le immagini televisivi, è peraltro stato un bel gol. Rete tra l’altro marchiata da un’espulsione evitabile”. Oltre al danno, la beffa, visto che così com’era già successo a seguito della doppia ammonizione rimediata contro il Sorrento, anche dopo che sconterà questo nuovo turno di stop, Giampà ritornerà in campo ancora sotto diffida. “E’ vero anche se onestamente quando scendo in campo non ci penso e mi prodigo solo nel dare il massimo. E poi il mister ci dice sempre che bisogna entrare duro solo quando si è ben concentrati e si ha l’avversario di fronte. Fermo restando che in questo frangente non deve giocare il nome ma chi sta effettivamente più in forma perché abbiamo assoluto bisogno di far punti per il Lamezia e per noi stessi. Bisogna sbagliare il meno possibile”. Domenica altra delicata trasferta ad Aprilia dove Giampà ovviamente non ci sarà per squalifica. “Ormai saranno sempre delle battaglie. Eccezion fatta per la gara col Teramo, saranno tutti scontri diretti per noi. Sfide ad alto rischio nelle quali sbagliare il meno possibile e puntare ai tre punti. Perciò le difficoltà che incontreremo ad Aprilia, le troveremo pure la domenica dopo contro l’Aversa e nelle successive. Ora dobbiamo soffrire tutti assieme in queste sette finali (per carità, non usiamo più questo termine perché porta male e, soprattutto, non serve a niente ripeterlo ogni settimana se poi alle parole non seguono i fatti in campo ndr) perché il campionato si deciderà, per noi, alla penultima o ultima giornata. Stiamo d’altronde vedendo che squadre come Gavorrano, Sorrento, Arzanese non regalano niente, volendo tutti entrare in questa C unica. Ognuno, insomma, darà il massimo fino alla fine”.
L’infausta partitella del giovedì
Quasi un bollettino di guerra, quello generato dalla partitella in famiglia disputata ieri pomeriggio sull’irregolare manto erboso del D’Ippolito. L’infortunio più grave è sicuramente occorso a Gona, nel secondo dei due parziali, a seguito di un contrasto aereo con Giampà. Ricadendo sul terreno di gioco, il jolly difensivo di Marina di Ragusa ha infatti poggiato male il piede, con conseguente torsione anomala della caviglia. In particolar modo, la zona dolorante e malmessa sarebbe quella immediatamente superiore alla caviglia. Oggi se ne saprà sicuramente di più, comunque, visto che nel tardo pomeriggio il calciatore è stato trasportato in ospedale per tutti gli accertamenti ed esami del caso. Inutile aggiungere che a questo punto si teme uno stop di alcune settimane, e sarebbe una vera jattura soprattutto perché l’ex difensore del Ragusa anche ieri era apparso tra gli elementi più in forma del gruppo. Ad Aprilia avrebbe sicuramente giocato la sua sesta gara consecutiva da titolare. In altri tipi di contrattempi fisici sono poi incorsi Zampaglione e Catalano. Il capocannoniere della squadra dopo 25’ dal fischio d’inizio si è fermato avendo avvertito un fastidio muscolare nella parte interna della coscia. Fortunatamente, almeno in base ad una prima sommaria visita a cui la punta di Saline Joniche è stata sottoposta negli spogliatoi, sarebbe stato escluso lo stiramento, dovendo più che altro trattarsi di un’infiammazione a livello tendineo. Ad uscire malconcio dal test in famiglia anche il giovane fantasista Catalano, al quale si sarebbe un po’ girato il ginocchio. Nel primo tempo l’undici potenzialmente titolare è stato schierato in versione 4-3-3. Davanti a Piacenti ha agito una linea difensiva, da destra a sinistra, composta da Gona, Marchetti, Gattari, Malerba. Quindi Mangiapane davanti la difesa, nel classico ruolo di centrocampista metodista, con Rondinelli e Meucci mezzale. In avanti Tozzi punta centrale con Zampaglione a destra e Longoni a sinistra. Sull’altro versante un 4-2-3-1 così composto: Bibba; Rapisarda, Perrino, Strumbo, Torcasio; Scarsella, Romano; Padulano, D’Amico, Catalano; Del Sante. Di quest’ultimo, su calcio di rigore, l’unica segnatura. Nel secondo tempo, durato una decina di minuti più del primo, la squadra con la classica tenuta d’allenamento ha visto il terzo portiere Mercuri tra i pali, Marchetti – Gattari coppia centrale con Gona e Rondinelli terzini. In mediana, da destra a sinistra, Meucci – Romano – Scarsella; davanti, a scambiarsi continuamente di posizione, Tozzi, Del Sante e Longoni. L’undici con la pettorina verde, invece, inizialmente è stato così impersonato: Bibba; Torcasio, Rapisarda, Strumbo, Malerba; Rossini, Giampà; Padulano, Mangiapane, Catalano; D’Amico. Col trascorrere dei minuti, complici anche gl’infortuni accusati da Gona e Catalano, Costantino ha via via rimescolato le carte con nuovi ingressi e più di un’inversione di maglia tra le due formazioni. Una sola segnatura pure nella ripresa, peraltro sempre firmata da Del Sante, lesto a risolvere di potenza un batti e ribatti in area. Oggi la squadra tornerà ad allenarsi al Riga, dove si ritroverà alle 11:00.
Ferdinando Gaetano
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