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Lamezia Terme - Un debutto in biancoverde non tanto fortunato per il quasi trentasettenne Mimmo Giampà: vuoi per i due cartellini gialli che gli faranno saltare la trasferta di Chieti, lasciandolo peraltro in diffida, vuoi per averlo fatto in quella ch’è sin qui stata di gran lunga la prestazione meno positiva, ovviamente non a livello di risultato, sotto la gestione Novelli. “Personalmente non è stato un esordio positivo al 100%  - ha confermato il centrocampista di Girifalco – per via della doppia ammonizione. Però ci sono stati anche aspetti positivi. Innanzitutto è trascorsa un’altra giornata, tant’è che adesso ne mancano sedici, e non più diciassette, al termine. Il Sorrento, poi, è squadra in grado di risalire la classifica assieme ad altre tipo Messina, Aprilia, Ischia. Non avendo perso domenica, abbiamo mantenuto i nove punti di vantaggio sui campani che poi in realtà sono dieci considerato che siamo in vantaggio a livello di scontri diretti. Tornando agli ultimi 90’, nonostante la squadra avesse tanti kg in meno rispetto al Sorrento, ritengo abbia corso fino alla fine, per cui sta bene fisicamente. Quanto alla superiorità numerica goduta, come ha detto già il mister su questo terreno di gioco, che non può esser neanche definito tale ma semmai, e lo dico senza voler cercare alibi anche perché mi ritengo un vincente, un campo di patate, non poteva vedersi. Anche perché come caratteristiche fisiche i nostri avversari erano nettamente avvantaggiati, possedendo, tra l’altro, a differenza nostra, punti di riferimento li davanti. La Vigor ha avuto comunque il pregio di lottare fino alla fine contro un avversario forte, e queste sono gare che spesso si finisce per perdere.  Di conseguenza, per me si è trattato di un punto guadagnato. Poi è normale che domenica tutti quanti potevamo, e dobbiamo d’ora in avanti, dare qualcosa di più, nello specifico alzare maggiormente il nostro baricentro, conquistare più seconde palle, battere meglio i calci piazzati, crossare maggiormente dalle fasce perché, così facendo, pur non avendo torri in avanti si potevano sempre creare delle situazioni favorevoli data la scivolosità del terreno di gioco. Non vedo gli estremi per tutto questo allarmismo, però. Abbiamo l’obiettivo comune di rientrare tra le prime otto, che sono convinto centreremo, e dobbiamo raggiungerlo tutti assieme restando uniti come una famiglia, senza andare sempre alla ricerca del colpevole che poi nel calcio neanche esiste sebbene sia normale che la domenica magari due-tre elementi possano giocare un po’ meno bene rispetto agli altri”.

Un Giampà alla fine arrivato con qualche mese di ritardo dopo essersi a lungo allenato coi biancoverdi tra fine agosto e settembre. “E’ vero ma si vede che doveva andare così. Nessun rimpianto però. In tanti, ad esempio, mi hanno detto che senza quel grave infortunio alla gamba sarei potuto andare in Nazionale, ma io dico ch’era destino dovesse andare in quel modo. Idem per questo mio arrivo alla Vigor, magari sarei potuto già approdarvi nella stagione 1995-96. Vorrà dire che invece d’iniziarvi la carriera, la finirò con questa maglia. Di certo alla Vigor non sono venuto a svernare, avendo ancora voglia di giocare. Sono a disposizione del tecnico ma dovrò conquistarmi settimana dopo settimana una maglia, visto che nel calcio non si gioca in base al curriculum o alla carta d’identità. Devo dare il 100% in campo in modo che si generi una sana competizione nel gruppo. Poi c’è un mister ch’è tenuto a fare le proprie scelte. Sotto questo punto di vista, col passare degli anni ti accorgi di tante cose: tipo se a 22-23 anni pensi che non giochi perché l’allenatore ce l’ha con te, ad una certa età invece magari capisci che se uno non gioca probabilmente è perché si è sbagliato in qualcosa o non si sta dando tutto”.

L’ex di Messina ed Ascoli in serie A risponde così a chi gli chiede se potrebbe restare anche la prossima stagione qualora si riuscisse a centrare l’agognata Lega Pro unica. “Col direttore ho parlato anche di questo. L’aspetto fondamentale, alla mia età, è tuttavia continuare ad avere stimoli. Posso anche perderli tra un mese e decidere di smettere. Fin quando ne avrò continuerò a giocare anche perché, nonostante vada ormai per i 37 anni, ho comunque la fortuna di stare ancora bene fisicamente. Requisiti, questi, entrambi fondamentali nel calcio di oggi nel quale se non corri la palla non la prendi mai, a prescindere da quanto sei bravo tecnicamente. Di conseguenza, non appena mi dovessi accorgere che i ragazzini mi corrono tutti davanti, vorrà dire che sarà arrivato il momento di appendere le scarpette al chiodo”. Oggi pomeriggio, intanto, amichevole al Riga con la Promosport. Fischio d’inizio previsto alle 15:00

 

Ferdinando Gaetano

 

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