Salta al contenuto principale

IMG_3997.jpg

Catanzaro - In questi giorni, allo spazio museale “Il Giardino delle Arti” dell'Associazione Culturale Karol Wojtyla di Catanzaro, ha fatto visita il recordmen Luigi Bevacqua, originario di Tiriolo; paracadutista, alpinista, parapendista; campione regionale di Mountain Bike; tre primati mondiali per la velocità a tappe in alta quota. Tra l'altro ha partecipato alla cronoscalata a tappe più alta al mondo organizzata da Wheels Without Borders (gruppo che promuove manifestazioni sportive e di solidarietà con il popolo tibetano), gareggiando sulKhardungla top nel Ladakh (India); 565 km di piste massacranti con pendenze fino al 15% e dislivelli di 4.000 metri piazzandosi dietro ai due vincitori. In occasione della sua visita ha promesso, allo spazio museale, un cimelio frutto delle sue vittorie, che farà parte della dotazione artistica del museo stesso.

“La montagna è la mia vita – ha detto - la rispetto, la amo e, quando sono lì, mi sento il padrone del mondo e vicino a Dio. Fin da bambino la mia passione è sempre stata il Monte Tiriolo che conosco in lungo e in largo. Nel tempo è arrivato il desiderio di salire sempre più in alto, fino al tetto del mondo: l’Everest”. “Sono un lupo solitario – aggiunge - Sull’Himalaya sono sempre arrivato solo; anche Oxy, la mia guida nepalese e amico fraterno, si è arreso prima. Ma lì ti senti parte di un tutto, non esiste bene né male, né guerre o violenza. E la gente è splendida. Non hanno nulla eppure sono felici di esistere e di sorridere alla vita; pronti a condividere il poco che possiedono seguendo l’insegnamento del Budda. Amo questa gente. Anni fa ho portato con me sull’Annapurna la bandiera del Tibet. Questo vessillo mi è stato consegnato, assieme alla bandiera della Pace nel Mondo e la bandiera italiana. Il tutto a Reggio Emilia, presso la Casa del Tibet. Qui, nel 2010 sono stato nominato sportivo dell'anno e i monaci tibetani mi hanno regalato il  mandala con la consegna di  disperdere la sabbia colorata che lo componeva nelle acque della cittadina Emiliana, a Quattro Castelli. Da quando la Cina ha annesso il Tibet, la bandiera tibetana è proibita e chi ne ha una si espone a pene severissime. Ho rischiato grosso ma ce l’ho fatta. Capisco che per me oggi non è più tempo di raggiungere nuovi record, ma di trasmettere alle nuove generazioni tutti i valori che mi hanno accompagnato per l'intera vita. Tra questi, l'amore per la natura, le montagne. Tante esperienze mi hanno avvicinato sempre più a Dio. La sana competizione agonistica mi ha forgiato lo spirito ed il carattere al fine di essere un fedele testimoni dei valori più alti dell'uomo. Oggi più che mai avverto una sconfinata passione verso la dignità e la libertà dei popoli”.

In merito ai progetti per il futuro, svela: “in occasione della causa dei tibetani a non poter più professare liberamente la loro religione, sono stato invitato, come ospite, alla trasmissione televisiva “Alle falde del Kilimangiaro” di Licia Colò”. “Oggi – conclude - più che mai sono presente per avvicinare molti giovani all'amore verso lo sport e la natura. Questo è il mio desiderio più grande”.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.