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Lamezia Terme - Per rendere al meglio l’idea della non prestazione resa dalla Vigor Lamezia al San Vito, basterebbe dire che per la prima volta in questa stagione il portiere avversario non ha dovuto sfoderare un solo intervento degno di nota. “E’ stata la peggiore prestazione della stagione. Un black-out collettivo – ammette l’attaccante Umberto Improta - dato che abbiamo fatto male in ogni reparto: dietro, in mezzo e davanti. Per il nostro cammino, ch’è rivolto alla salvezza, una sconfitta alla fine ci può pure stare, comunque. Anzi, potrà farci persino bene se sapremo farne tesoro. Come non eravamo fenomeni prima, non siamo diventati scarsi adesso. Quindi ci teniamo questa sconfitta, lavorandoci su in modo da provare a riscattarci prontamente. Dobbiamo raggiungere al più presto quei punti necessari ad assicurarci la matematica salvezza. Poi, contro chi li facciamo cambia poco”.

Una brutta sconfitta peraltro coincisa proprio con la giornata nella quale i tifosi, a distanza di qualche anno, sono tornati a seguire la squadra in trasferta. “Soprattutto in casa, la tifoseria ci sta spingendo alla grande accorrendo sempre numerosa allo stadio. Logico che ci dispiace per sabato anche se alla fine ci hanno ugualmente applaudito nonostante la brutta prova da noi offerta. E questo l’abbiamo apprezzato molto; d’altronde è proprio nei momenti di difficoltà che sono importanti la compattezza e l’equilibrio nell’intero ambiente”.

Il black-out al San Vito può esser dipeso anche dal fatto che sei giorni prima, contro il Matera, avevate speso parecchio in termini di energie fisiche e mentali? “Non vuole essere assolutamente un alibi, ma obiettivamente siamo usciti un pò malconci dall’ultimo match casalingo. Come se non bastasse, nei giorni successivi qualcuno di noi ha dovuto fare pure i conti con un attacco influenzale. A Cosenza in quattro-cinque, di conseguenza, non eravamo nelle migliori condizioni avendo vissuto una settimana particolare”.

Tifosi che, giustamente, pretendono di non rivedere, nel prosieguo di stagione, prestazioni prive di mordente come quella di sabato scorso. Come a dire, ci sta di perdere ma, eventualmente, soltanto dopo aver comunque lottato ed onorato la maglia, come accaduto contro Salernitana, Messina e Benevento. “Innanzitutto cercheremo di non perdere altre gare, fermo restando che, effettivamente, quella di Cosenza è stata una battuta d’arresto meritata a differenza delle precedenti nelle quali siamo stati parecchio sfortunati”.

Ad un attaccante, qual è il trentenne Umberto Improta, la cui carriera finora si è quasi interamente consumata tra C2 e C1, non potevamo non chiedere come si sta trovando in questa nuova Lega Pro Unica. “Il nostro è un girone difficile essendoci squadre, e piazze blasonate, con organici importanti; ma è anche un campionato lungo. Siamo comunque consapevoli che se faremo le cose per bene, giocando sempre a ritmi alti e mettendo in pratica tutte le nozioni impartiteci dal mister, possiamo giocarcela con chiunque”.

Dai “lupi” alla Lupa Roma nel giro di meno di una settimana, sperando, stavolta, in un esito diverso. “Squadra molto quadrata e quindi da affrontare nel giusto modo. In questa settimana avremo tutto il tempo per prepararla bene, come d’altronde fatto per tutti gli avversari incontrati in precedenza. Speriamo di tornare subito alla vittoria”.

Al momento solo due reti, peraltro segnate nella stessa gara, in campionato per l’ex punta di L’Aquila ed Arzanese, anche se ne avrebbe meritato qualcuna in più per quanto fatto vedere in alcune partite, vedi, ad esempio, in quella contro il Matera. “Un pò per miei demeriti ed un pò per sfortuna, non  sono stato capace di farne qualche altro. Ma non ne faccio una malattia anche perché l’importante è raggiungere prima possibile la salvezza, a prescindere da chi faccia gol. Rispetto alle primissime giornate è ovvio, comunque, che adesso le squadre avversarie ci considerino in modo diverso. Ci temono maggiormente, mentre in estate venivamo dati come sicuri retrocessi. In avanti ci stiamo trovando bene, anche quando è mancato qualcuno - conclude la punta partenopea - chi lo ha sostituito ha giocato altrettanto bene”.   

                                                                                                        Ferdinando Gaetano

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