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Lamezia Terme - L'Italia torna ad essere campione d'Europa dopo 53 anni e due finali perse. E lo fa dopo aver sbaragliato, in rapida successione, avversarie di assoluto spessore mondiale quali, su tutte, Belgio, Spagna e Inghilterra, quest'ultima peraltro in casa sua. Proprio quella lotteria dei calci di rigore che negli anni '90 ci fece piangere amaramente in ben tre edizioni consecutive dei Mondiali, nonché 5 anni fa nella precedente edizione degli Europei, stavolta ci premia com'era già successo nella finale mondiale del 2006. Comun denominatore dei due ultimi trionfi azzurri il bandierone tricolore con la scritta Lamezia. Diventato, ora lo possiamo dire forte, una sorta di talismano vincente, o comunque, benaugurale. Dopo aver fatto bella mostra di sé nella finale di Berlino, ma anche nel precedente ottavo vinto ai danni dell'Australia, in questa fase finale, per la prima volta itinerante, dell'Europeo 2020 è comparso dapprima contro la Spagna, in semifinale, e ieri sera nella gara conclusiva della manifestazione calcistica continentale. A sostenerlo, nella curva destinata ai tifosi italiani, sempre gli ormai ‘famosi’ pianopoletani-lametini da anni trapiantati a Londra, dove gestiscono, a conduzione familiare, il ristorante chiamato non a caso “Lamezia”. 

"Ieri sera - ci dice Francesco Dell'Aquila, sempre presente nello stadio londinese assieme al suocero Francesco Lento e al cugino Vincenzo Cerminara - eravamo più nel mezzo del settore, leggermente più su dato che le prime tre file erano riservate, con apposito distanziamento, ai 1000 arrivati dall'Italia nel viaggio organizzato dalla Federazione. Siamo arrivati allo stadio carichi e vogliosi di vincere. Un bellissimo spettacolo in curva fino a quando il gol quasi immediato degli inglesi non ci ha demoralizzato per parecchio. Un po' alla volta abbiamo però iniziato a prendere coraggio, confortati dai nostri ragazzi che in campo iniziavano a prendere le contromisure agli avversari, e a dimostrare anche sugli spalti che eravamo l'Italia e volevamo vincere questi Europei. Così, al pari di Bonucci, la curva è esplosa, la gioia alle stelle e la netta sensazione che la gara stava prendendo una piega diversa. Dopo il pari, abbiamo dominato la partita senza però riuscire a piazzare il colpo del ko".

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Così com'era successo in semifinale, si è arrivati nuovamente alla sfida nella sfida dagli undici metri. "Abbiamo sperato potessero essere calciati nuovamente sotto la nostra curva, ma non è stato così. Siamo passati dalla paura, dopo il penalty fallito da Belotti, alla gioia, quando anche l'Inghilterra ha iniziato a fallire, e per ben due volte consecutive. A quel punto pensavamo che sarebbe stato nuovamente Jorginho a farci godere. Invece niente. Credevamo tuttavia in Gigio Donnarumma e così è stato. Vola a respingere il rigore immediatamente successivo e la nostra curva esplode. Lacrime di gioia ed emozione alle stelle, soprattutto quando la squadra ha portato e alzato la coppa proprio sotto il settore da noi occupato!". Ma Francesco si porterà per sempre nel cuore anche un'altra scena vissuta, in prima persona, in quei frangenti. "Un'emozione irripetibile esser riuscito ad abbracciare Bonucci, venuto ad esultare sotto di noi. Tutto così meraviglioso".

Chiellini e compagni si sono giustamente attardati a lungo a festeggiare sotto l'unico settore dello stadio nel frattempo rimasto pieno. "Purtroppo abbiamo saputo che ci sono stati alcuni scontri all'uscita dallo stadio ad opera di pseudo tifosi britannici, accanitisi con calci e pugni contro qualche italiano. Nulla di particolarmente grave per fortuna. Non avranno mandato giù la sconfitta. Noi abbiamo festeggiato ancora un po’ fuori dallo stadio, ma senza provocare nessuno e nel massimo rispetto. Capisco che eravamo a casa loro, ma siamo pur sempre i campioni d’Europa! Quindi - conclude Francesco Dell'Aquila - mi sono aggiunto ai festeggiamenti che erano già in corso nel nostro ristorante e portati avanti fino a notte inoltrata. Ci siamo divertiti un sacco essendo, peraltro, oggi, giorno di chiusura settimanale". Una bella soddisfazione e rivalsa sportiva per gli italiani residenti in Inghilterra, come lo era stato, quindici anni fa, per i nostri connazionali in terra tedesca. 

Ferdinando Gaetano

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