
Mangone - Ha vinto la medaglia d’oro all’”Olimpic Dream Cup 2022” per la categoria “Cadetti - 61”, accreditandosi come una delle più affidabili promesse del taekwondo italiano. Il quattordicenne Alessandro Perri, calabrese di Mangone, comune dei casali sud-cosentini, atleta del Centro Taekwondo di Cosenza (maestro Giuseppe Sansone) ha rappresentato, così degnamente, la sua regione nella kermesse a squadre più prestigiosa a livello nazionale, che, nei giorni scorsi, si è svolta nello stadio “Nicola Pietrangeli”, al Foro italico di Roma, dove il ragazzo è approdato dopo una severa selezione tra gli atleti “élite” di categoria. Già, lo scorso febbraio, ai campionati nazionali tenuti a Genova, Perri aveva sfiorato il titolo di campione italiano, arrivando in finale con un infortunio ad un piede, che gli ha impedito di esprimersi al meglio delle sue possibilità. Al “Gran Prix” dell’altro giorno, da vicecampione italiano, si è preso la soddisfazione di una rivincita, battendo, ai quarti, il campione nazionale in carica, il ligure Stefano Maggiolo, per poi conseguire il verdetto della vittoria, in semifinale, contro il campano Marco Cuomo, e, in finale, contro il laziale Cristian Zinato.
Tre incontri che hanno confermato le eccellenti doti tecniche del ragazzo, che ha dimostrato vigore fisico e straordinaria tenacia, qualità ampiamente riconosciutegli dal coach di gara, il catanzarese Giovanni Scarfone. La sua performance è stata al centro delle attenzioni dei tecnici della Nazionale, che, molto probabilmente, lo convocheranno per uno stage con la squadra azzurra. “Solo ora – afferma il campioncino - mi sto rendendo conto dell’impresa portata a termine. Ringrazio la mia squadra e la mia famiglia. La medaglia d’oro è una grande emozione e sento tutta la responsabilità di portarla addosso. Aver rappresentato la Calabria in un torneo così importante è stato come portare sulle spalle uno zaino colmo di aspettative. Ora che il traguardo è stato raggiunto si aggiungono altre motivazioni al mio impegno agonistico. Da domani ritornerò ad allenarmi per vivere altre avvincenti esperienze, come questa”. I genitori, originari di Parenti, popoloso centro del Savuto a sud della città capoluogo, ricordano, con soddisfazione, quando poco meno di dieci anni fa hanno avviato Alessandro alla sua disciplina sportiva da lui preferita e scelta per spirito di emulazione verso il fratello Carmine, che lo aveva preceduto nella pratica dell’arte marziale. “Abbiamo rispettato – dicono, infine -, la sua predilezione. E, a fronte dei risultati da lui ottenuti, siamo sicuri di aver fatto bene”. (lmp)
© RIPRODUZIONE RISERVATA