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Lamezia Terme - Il primo vero scontro diretto doveva rappresentare la gara della definitiva maturazione per l'Fc Lamezia Terme, invece, al cospetto di una Gelbison apparsa più squadra, e ben organizzata, è maturata la seconda battuta di arresto stagionale. Alla lunga la vittoria dei campani è stata meritata e consente loro di conquistare la vetta in condominio con il Paternò, che ha battuto di stretta misura il Licata. Una lunghezza dietro, un altro tandem, quello composto dalla Cavese, tornata al successo ai danni del Biancavilla, e dal Real Aversa, bloccato sul nulla di fatto interno da un San Luca al terzo pari consecutivo. Risale l’Acireale che deve peraltro recuperare la gara con il Trapani (che di partite in meno ne ha addirittura due) e quindi potenzialmente altra co-capolista.  Dopo aver accorciato a -2, torna dunque a dilatarsi il distacco di Camilleri e compagni dal vertice, ora di quattro punti. 

Perdere già due volte, tra l’altro entrambe davanti al pubblico amico, in sette giornate è obiettivamente un po’ troppo per una squadra che, se andiamo a vedere i trascorsi di ogni elemento della rosa, è indubbiamente la più forte assieme alla Cavese. Contro la Gelbison si doveva quantomeno non perdere, trattandosi, per l’appunto, di uno scontro diretto. Ancor di più dopo che si era stati bravi e, soprattutto, fortunati a passare, nel giro di un minuto, dallo 0-2 all’1-2 con sopraggiunta superiorità numerica. Una situazione ottimale dal punto di vista psicologico in un match che sembrava oramai segnato, considerato pure che, subito dopo il raddoppio del calabrese Gagliardi, l’undici gialloblu per alcuni minuti era apparso visibilmente tramortito.  In undici contro dieci, il Lamezia non è invece andato oltre uno sterile possesso palla. Gioco troppo lento e compassato per sperare di mettere in difficoltà una squadra brava a difendersi anche in cinque a tratti. Evidente la differenza a, livello di manovra, tra le due controparti. Molto più fluida e affidata al collettivo quella ospite. Per il resto, la differenza l’ha fatta la condizione fisica non ancora ottimale di diversi elementi gialloblu. Maritato ha giocato la sua prima gara per intero e nel secondo tempo è calato vistosamente com’era prevedibile. Idem si può dire per Sandomenico e Bollino, per non parlare di Corapi, costretto ad alzare bandiera bianca dopo neanche un tempo. E questa squadra al momento non può fare a meno di Corapi, ovviamente se in condizioni quantomeno discrete, dato che il suo naturale sostituto, Salandria, è più prevedibile e lento nelle giocate, non possedendo certamente la capacità di verticalizzare rapidamente che ha l’ex play di Trapani e Catanzaro. Bisogna poi annotare l’ennesima incertezza del portierino D’Andrea: evidenti le sue responsabilità in occasione dell’improvviso tiro di Gagliardi valso il raddoppio ospite.

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Invece di fare il classico passo in avanti, l’ex Primavera del Napoli ne ha fatto uno verso la propria sinistra, venendo preso in netto controtempo dalla conclusione si forte, ma quasi centrale, del numero dieci ospite.  Anche a Biancavilla, mercoledì scorso, D’Andrea l’aveva combinata grossa in occasione del momentaneo pari siciliano. Per sua fortuna, pur riconoscendogli un paio di buoni interventi sfoderati nel prosieguo di gara, in quel caso l’errore alla fine non era risultato determinante ai fini del risultato finale. In realtà da ormai due settimane è arrivato un nuovo estremo difensore under, il terzo ora in rosa, presentato come elemento affidabile, nonostante la giovane età (2002), essendo reduce da una stagione da titolare con la maglia del Vastogirardi, sempre in D. Finora, però, l’ex tecnico della Paganese ha continuato a preferirgli D’Andrea. Il che farebbe ritenere che Guerra non sia ritenuto più affidabile di colui che sta continuando a giocare. Ma in tal caso vorrebbe dire che si è perso ulteriore tempo senza riuscire a trovare, da quest’estate ad oggi, un portiere, over o under che sia,  in grado quantomeno di non fare danni rilevanti ad una squadra con dichiarate ambizioni di vertice. Così come si continua a pagare l’aver corretto e rinforzato buona parte della rosa, soprattutto in avanti, solo a campionato già iniziato, e quindi in corsa, con l’ovvia conseguenza che si attende ancora il transfer del cileno Herrera e che i vari Sandomenico, Maritato e Bollino devono ancora acquisire la miglior condizione.

Peraltro il calendario ora riserva subito un altro impegno tosto ai ragazzi di Erra: la trasferta in casa di un San Luca che è vero che ha raccolto solo tre pari negli ultimi 360’, ma ha pur sempre appena un punto meno dei lametini e tra le mura amiche ha perso solo una volta negli ultimi campionati di D ed Eccellenza disputati. La stessa Gelbison domenica scorsa si è dovuta accontentare del pari al “Corrado Alvaro”.

 La cronaca del match

Erra, rispetto alla formazione schierata inizialmente a Biancavilla, conferma in blocco la difesa ed il centrocampo con l’unica, momentanea, novità di Corapi al posto di Salandria. Altro cambiamento nel trio offensivo, dove al posto di Verso, neanche in panchina, gioca l’altro under Provazza. Nelle ore precedenti l’incontro, la società aveva comunque ufficializzato cinque cessioni. Quelle dei fuoriquota Roberto Ferrara, Ettore Mazzeo e Antonio Fois (quest’ultimo in realtà stava già giocando con  la Gelbison da una decina di giorni), nonché degli over Nicola Russo e Vittorio Nocerino. In relazione a quest’ultimo, il sodalizio del presidente Saladini ha fatto sapere che “in risposta alle esigenze familiari esposte dal calciatore Vittorio Nocerino, circa un avvicinamento a casa, ha deciso di accogliere le sue richieste. Il calciatore è stato così trasferito a titolo definitivo all’Afragolese”.

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Il tecnico dei campani, Gianluca Esposito, parte con ben cinque under titolari e  risponde con un modulo solo apparentemente speculare a quello gialloblù. La compagine in completo verde (la casacca tradizionale, a tinte rossoblù, è arrivata da qualche settimana ma per scaramanzia, visti gli ottimi risultati, Gonzales e compagni stanno continuando a giocare con la seconda maglia) è infatti molto veloce a cambiare fisionomia in fase difensiva attraverso l’arretramento di Gonzales a terzo centrale. L’ex Fois si mantiene molto alto in fase di possesso, pronto a ripiegare ogni qualvolta i locali attaccano sulla sua fascia. Idem Chinnici a sinistra. 

Pronti via e si capisce subito come la Gelbison sia un osso duro. Al 4’ punizione dal limite di Uliano che sfiora il palo. Camilleri e Sirignano hanno il loro da fare nell’arginare le veloci fiammate dei “verdi”. Con il passare dei minuti il Lamezia inizia a rispondere. Vedi al 9’ quando un’immediata verticalizzazione di Corapi lancia Da Dalt, anticipato dalla provvidenziale uscita di piedi di D’Agostino. Le azioni pericolose dei padroni di casa sono, tuttavia, più il frutto di spunti individuali che di un armonico gioco corale. Al 20’ Provazza va via sulla trequarti, apre per Laaribi il cui destro non gira a sufficienza, venendo bloccato in due tempi dal pipelet salernitano. Neanche un giro di lancette e Laaribi ci riprova da posizione più distante, sfera a lato non di molto. Arriviamo al vantaggio ospite. Uliano scodella in area una punizione dell’out destro d’attacco, tocco all’indietro in mischia per Chinnici che la rimette in piena area dove Gonzales, sul filo dell’off-side, brucia la non perfetta difesa di casa insaccando in spaccata. Insiste la Gelbison con Fois che sprinta sulla fascia, arriva sul fondo e crossa all’altezza del secondo palo per Uliano che, di contro balzo, sfiora il bersaglio. L’Fc Lamezia Terme continua a soffrire le veloci giocate avversarie palla a terra. Calcio piazzato di Gagliardi che scende di poco oltre la traversa. Al 33’ azione caparbia ed insistita di Provazza, il migliore dei suoi, sull’out destro, sfonda in area e la mette bassa e tesa al centro dove non c’è però alcun compagno pronto a scaraventarla in porta, la palla arriva sui piedi dell’accorrente Laaribi il quale, dalla lunetta, alza troppo la mira. 

In avvio di ripresa il trainer lametino prova ad invertire di posizione Provazza e Da Dalt. Ancora l’ex Primavera Reggina sugli scudi al 3’ allorquando triangola con Maimone e, quasi dal vertice dell’area piccola, mira al palo più vicino con D’Agostino bravo a bloccare in due tempi. Sull’altro fronte, grande gara di Gagliardi: il numero dieci ospite controlla spalle alla porta sulla trequarti, si gira, avanza di qualche passo e lascia partire un destro forte, ma non troppo angolato, che coglie di sorpresa D’Andrea. Sembra calato il sipario al D’Ippolito. Invece, dopo alcuni minuti nei quali Camilleri e soci avvertono il contraccolpo psicologico, si accende una mischia in area campana: batti e ribatti con Provazza più lesto di tutti a ribadire in rete una corta respinta di D’Agostino. Secondo centro in campionato per l’attaccante classe 2003 che così raggiunge sul momentaneo trono dei cannonieri della squadra Maimone e Tipaldi. Neanche un giro di lancette e la sfida sembra poter cambiare radicalmente in virtù del secondo giallo, stavolta per proteste, rimediato dall’ex Roccella Khoris. Ci si aspetta un vero e proprio arrembaggio del Lamezia, ma la Gelbison è brava a chiudere tutti gli spazi, con i gialloblù che, nonostante gl’ingressi di Bollino, Bezzon e Sandomenico, non riescono a creare alcun vero pericolo. Prima di uscire Provazza trova il tempo per regalare un ultimo sussulto ai mille accorsi sugli spalti: quasi nei pressi del vertice dell’area, salta un difensore, si accentra leggermente e scocca un gran fendente che si spegne a lato di un paio di metri. Più con la forza della disperazione che con la giusta lucidità, Salandria la butta in piena area, un difensore svirgola il disimpegno e la palla sbatte sul corpo di Maritato già in fase di caduta, nessun problema per D’Agostino. In pieno recupero, colpo di testa debole, in mischia, di Bollino che arriva docile docile tra le mani dell’estremo difensore avversario. 

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Lamezia Terme – Gelbison  1-2              

Fc Lamezia Terme (4-3-3): D' Andrea 5; Miliziano 6, Camilleri 6, Sirignano 6,  Tipaldi 6;  Maimone 5 (34’st Umbaca sv) ,  Corapi 6.5 (37'pt Salandria 6), Laaribi 5.5 (14’st Bezzon 6); Da Dalt 5 (9’st Bollino 5.5), Maritato 5.5, Provazza 7 (26’st Sandomenico 5.5). In panchina: Guerra, Vitolo, Tringali, Amendola. Allenatore: Erra 5

Gelbison (4-3-3): D’Agostino  6; Fois 6.5 , Conti 6.5 (21’st Pipolo 6 ), La Gamba 6.5 , Chinnici 6 (11’st Ferrara 6); Cardore 6 (42’st Frulla sv), Uliano 6.5, Gonzales 7 ; Pinto 6 (21’st Di Fiore 6 ), Khoris 5, Gagliardi 7 (33’st Oggiano sv). In panchina: Barbetta, La Vardera, D’Angelo. Allenatore: Esposito 7

Arbitro: Dario Acquadredda di Molfetta 6.5 (Spagnolo di Lecce e De Palma di Molfetta)

Marcatori: 23’pt Gonzales (G); 8’st Gagliardi (G), 16’st Provazza (LT)

Note: spettatori 1000 circa di cui una decina ospiti. Al 17’st espulso Khoris (G) per doppia ammonizione. Ammoniti Camilleri (LT), Gonzales (G), Miliziano (LT), Bollino (LT), Cardore (G). Angoli 3-0. Recupero: 1’pt e 5’st

Ferdinando Gaetano

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