
E' una scommessa a tutti gli effetti quella di Felice Saladini. Il 37enne imprenditore lametino, per un anno presidente della Vigor Lamezia, ed ora patron dell'Fc Lamezia Terme. Nelle intenzioni, questa nuova compagine che sostituisce il Sambiase Lamezia nel campionato di serie D, dovrà unificare le due realtà calcistiche (Vigor e Sambiase appunto. Con l'aggiunta della Promosport) per quello che quest'oggi è stato annunciato come un progetto di portata storica, con i "vecchi" vessilli che rimarranno ancora in vita per i tornei giovanili sotto l'ala "protettiva" del nuovo marchio che vestirà i colori giallo e blu.
Difficile, dunque, al momento ipotizzare "progetti" alternativi (anche se avanzati e respinti) con buona pace di chi credeva ancora nei rispettivi colori sociali di appartenenza: biancoverde e giallorosso. E non è una questione solo di colori. Ma di passione e storie centenarie per ora accantonate per dar vita ad una nuova entità che, come tale, porta con sé anche incognite. In sostanza, così come annunciato dallo stesso Saladini, si deve vincere subito. Il nuovo club nasce con intenti anche "politici". Quelli cioè di cementare l'unione della città. Chi ha avuto questa idea, evidentemente, crede che possa essere un volano di sviluppo per l'economia del territorio. Potrebbe anche essere vero se nel giro di poche stagioni si raggiungessero traguardi senza precedenti. Ovvero, almeno la serie B, giacché la terza serie per anni è stato un patrimonio acquisito per merito della Vigor Lamezia.
Dimenticando tuttavia (da qui anche la scommessa) di partecipare al prossimo campionato con un marchio nuovo al posto di brand già conosciuti (Vigor e Sambiase). Sarà un'attrattiva? Riuscirà a richiamare gli sportivi allo stadio? E' un rischio calcolato? Già, gli sportivi. Ovvero, capitolo tifosi. Perché i tifosi, gli ultras, questo nuovo sodalizio dovrà conquistarseli e l'impresa non è facile. Dovrà essere il campo a determinarlo. Variabile al momento ignota, vista anche qualche "ventata" di contestazione ricevuta. Ma il presidente Saladini non ha dato affatto l'impressione di temere più di tanto gli "scettici", volendo usare un eufemismo.Ci sarà un confronto, che forse sarebbe stato meglio avere prima, e da lì si capirà se l'Fc potrà contare sull'apporto della tifoseria organizzata o se invece dovrà farne a meno. Certo è, che questa "calda" estate del calcio lametino, sarà ricordata come l'inizio di un "sogno" e la perdita d'identità, calcisticamente parlando, di chi si sente defraudato della propria storia. Ai posteri, come si suol dire, l'ardua sentenza.
Antonio Cannone
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