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Martina-Di-Cello-scozia

Lamezia Terme, 24 luglio - Continua ad essere colorato di forti tinte azzurre il cammino di Martina Di Cello impegnata, dopo le buone performance scozzesi, nella capitale del Regno Unito nel prestigioso International Karate Nations Cup. La manifestazione britannica è un torneo delle nazioni a squadre di kumite rotation: una nuova tipologia di competizione, nel corso della quale si misura il non plus ultra della disciplina del globo. Nel team azzurro ha brillato ancora una volta, dopo il recente argento europeo, la stella di Martina Di Cello entrata ormai nel gotha della nazionale italiana. “Sono abbastanza soddisfatta - ha dichiarato l’azzurra- dello score finale che ha permesso al gruppo di conquistare il terzo posto dietro la Romania ed i padroni di casa”.

Combattere in casa ha giovato alle inglesi?

"Si, senza dubbio e non solo dal punto di vista ambientale. Infatti in semifinale siamo riuscite ad arrivare ad un punteggio di otto pari proprio con l'Inghilterra perdendo poi per un punto negli ultimi secondi della gara. Alcune decisioni arbitrali, prese durante la gara decisiva, non hanno certo penalizzato la formazione di casa".  

C’è rammarico per una gara persa al fotofinish?

"Quando combatti alla pari con una nazionale forte come quella inglese a casa loro e per un soffio non giungi in finale resta inevitabilmente del rammarico. In ogni modo, la nostra squadra che è molto giovane ha mostrato grandi qualità riuscendo anche ad accumulare esperienza utile per i prossimi impegni".  

 Quali differenze hai riscontrato, nelle gare internazionali, fra la prova individuale e quella di gruppo?

"Nella prima il risultato finale dipende solo dalla tua prestazione e forse percepisci una maggiore tensione prima della gara. Nelle prova a squadra è differente perché lo score finale non dipende, ovviamente, solo da quanto riesci a concretizzare. Vivi la competizione in maniera differente, ma quando ti trovi davanti l’avversaria non pensi certo alla tipologia della manifestazione".

Fernando Giacomo Isabella

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