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CAGLIOTI-FRANCESCO-assessore-1.jpgLamezia Terme - “Oggi pomeriggio alle 14:30, allo Stadio Guido D'Ippolito, il Sambiase giocherà la finale di Coppa Italia contro il Sersale. L'adrenalina e la tensione salgono - scrive il vicesindaco Francesco Caglioti in una nota - e la mente corre indietro di qualche anno e mi porta agli anni in cui del Sambiase sono stato dirigente ed, ancora più indietro nel tempo, agli anni in cui, da bambino, del Sambiase iniziavo a divenire accanito tifoso con la mia piccola mano che si perdeva in quella più grande di mio padre che ogni domenica mi portava in quel "Savutano" che sarebbe poi diventato il nostro "Gianni Renda”. Le vigilie delle partite importanti, chi è tifoso di una squadra di calcio lo sa, hanno un sapore particolare per cui non posso dimenticare ancora oggi lo stato d'animo che mi prendeva prima di ogni derby contro la Vigor sin dagli anni gloriosi dei Mister De Pietri e Pasquino fino ad arrivare a quelli "immeritatamente" pareggiati sotto la sapiente e coraggiosa guida di Alessandro Erra. In particolare, per restare ancorati ad un passato più prossimo, sento ancora la tensione e l'emozione delle vigilie della finale "beffa" dei play off a Benevento o della salvezza strappata all'ultima giornata contro la Gelbison che hanno unito in un unico abbraccio, talvolta doloroso talvolta gioioso, un'intera comunità”.

“È per questo che anche oggi - dichiara ancora Caglioti -  come ogni domenica, sarò allo stadio da semplice ed appassionato tifoso per sostenere un manipolo di ragazzi coraggiosi e spavaldi che hanno regalato all'intera città una finale da vivere con quella passione e, soprattutto, con quel senso di appartenenza che in momenti come quelli che viviamo possono avvicinare anche chi non è tifoso al mondo dello sport ed anche chi in città ha una fede calcistica diversa ad una passione che può essere, anche per un solo pomeriggio, partecipata e condivisa. È per questo inoltre, da semplice tifoso, che ho voglia di ringraziare di cuore quel gruppo di pazzi geniali che hanno raccolto la difficile eredità di portare avanti, in un momento di crisi economica come quello attuale, quel sogno chiamato Sambiase che da oltre ottant'anni, su qualunque campo ed in qualunque categoria, ha dato lustro, con orgoglio e con onore, alla nostra città. Antonio Caroleo, Antonio Trichilo, Antonio Morelli, Francesco Mastroianni, Gennaro Morabito ed i loro compagni di avventura hanno realizzato il miracolo sportivo di coniugare le esigenze di un bilancio in sofferenza ma in equilibrio con l'allestimento di una squadra garibaldina che si è' conquistata da subito l'amore ed il rispetto dei suoi tifosi. Giocatevela fino all'ultimo respiro e portate la coppa nella nostra casa che finalmente, dopo anni di ingiustificabile  e deprimente assenza, sarà nuovamente quel "Gianni Renda" che, anche grazie all'encomiabile lavoro della Asd Sambiase 1923 che gestisce l'impianto, è ritornato al suo antico splendore. Ed allora, bentornati a casa e forza ragazzi, lottate con onore per il simbolo del cuore e sappiate che il Sambiase, come scriveva nel suo libro il "mitico" Eraldo Pecci a proposito del mio Toro, ‘non può perdere’. Perché' chi lotta sul campo di calcio come nella vita con onore e coraggio ed, al contempo, con lealtà e rispetto, anche quando il risultato non dovesse essere sempre quello sperato, ‘non può perdere’".

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