
Lamezia Terme - Felice Saladini rompe il silenzio delle ultime settimane e lo fa rilasciando in esclusiva a "Il Lametino.it" un’intervista nella quale afferma a chiare lettere che non lascia, ma anzi rilancia. Più che mai determinato, il trentassettenne imprenditore lametino, a ridare rinnovata energia al motore delle ambizioni biancoverdi dopo un’annata a dir poco tribolata a causa del Covid, e chiusasi senza l’auspicato obiettivo che si ci era prefissi in casa vigorina.
Presidente, possiamo definitivamente sgombrare le tante voci, rincorsesi da quindici giorni a questa parte, secondo le quali sarebbe stato ad un passo dal passare le redini della società?
“Sì, anche se per quanto mi riguarda non avevo motivo di fare chiarezza. Ho letto tanti articoli mettere in discussione la prosecuzione di questo mio progetto calcistico, quando in realtà rimango ben saldo a quello che è il progetto Vigor Lamezia”.
La quotazione in borsa del suo prodotto imprenditoriale "MeglioQuesto" avrà contribuito a tenerla per qualche settimana distante dal mondo Vigor. Ed è risaputo come il silenzio tenda a dare ulteriore forza alle indiscrezioni più disparate, in questo caso all’eventualità di un suo disimpegno dalla presidenza del club di via Marconi.
“Questo accade quando non mi si conosce o mi si conosce poco. Il mio silenzio era dovuto agli evidenti impegni imprenditoriali dell’ultimo periodo. Chi si fida di me sa quanto sia determinato a raggiungere gli obiettivi e quindi a non lasciare le cose a metà o in corso d’opera. Il mio impegno nella Vigor rientra sicuramente tra questi obiettivi e oggi ha un nuovo punto di partenza. M’impegnerà tanto, ma allo stesso modo voglio continuare a lavorare per il mio territorio e la mia città natale nonostante ormai viva lontano da essa. Un anno fa mi sono preso quest’altro incarico e voglio mandarlo avanti”.
Voci di corridoio delle ultime ore danno per certa la prosecuzione del rapporto con il direttore generale Gabriele Martino.
“Ecco, il silenzio delle ultime settimane era dovuto anche a questo. Stiamo programmando la prossima stagione. Eravamo e siamo concentrati su questo, senza mai dimenticare che il progetto Vigor Lamezia, lanciato un anno fa di questi tempi, è a lungo termine. Il direttore Martino è parte integrante del nostro progetto e con lui stiamo dialogando su come muoverci in vista della prossima stagione”.
Si ripartirà anche da mister Vargas o ci saranno novità in tal senso?
“E’ ancora presto per dirlo. Il mister ha fatto un ottimo lavoro nonostante il periodo brevissimo vissuto con noi. Gli siamo grati per quanto fatto. In queste ore stiamo comunque discutendo anche di questo”.
Che bilancio fa di questa sua prima stagione in biancoverde. Si aspettava di più? E se sì, da quali componenti?
“Un’annata caratterizzata da una variante straordinaria, qual è l’emergenza sanitaria a tutti nota, che ha influito in modo importante. Per come sono fatto e per la forma mentis che ho, cerco sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno, e quindi di soffermarmi soprattutto sugli aspetti positivi. Ho sicuramente acquisito esperienza in più a livello di management sportivo. Ho ben focalizzato quali possano essere stati i punti di forza e quelli invece da potenziare. Ma non bisogna mai dimenticare che si lavora ad un quadro a più ampio respiro e di lunga durata. Non dobbiamo perciò fossilizzarci solo sul risultato di una singola stagione agonistica, che poi, nel nostro caso, è consistita in un mini torneo di 8-9 partite”.
Si rimprovera qualche errore?
“Si può fare sempre meglio, sia quando si vince che quando si perde. Allo stesso modo solo chi non fa non sbaglia. Da quest’esperienza bisogna perciò isolare gli errori fatti, in modo da cercare di non ripeterli in futuro”.
Quanto è rimasto deluso dalla prestazione, ritenuta unanimemente ben poco convincente, fornita dalla squadra nella semifinale play-off con il Sambiase?
“In quella partita abbiamo visto una Vigor diversa dalle potenzialità che possedeva e che aveva mostrato nelle precedenti gare. Deve essere però chiaro che parliamo di un undici che ha giocato, in tutto, meno di dieci incontri assieme. Un gruppo che ha quindi avuto ben poco tempo per amalgamarsi e conoscersi a fondo rispetto ad altre compagini”.
Contravvenendo a quanto annunciato, o meglio promesso, a marzo al fine di invogliare i club di Eccellenza a ritornare in campo, la Lega Nazionale Dilettanti nei giorni scorsi ha reso noto che quest’estate non ci saranno ripescaggi in D e che eventuali posti vacanti saranno colmati esclusivamente attingendo alle retrocesse. Come Vigor Lamezia sareste comunque pronti nel caso dovessero riaprirsi spiragli al momento, lo ribadiamo, inesistenti?
“Ragioniamo su dati di fatto. Ad oggi la Vigor dovrà disputare il prossimo torneo di Eccellenza e a questo obiettivo sono dirette tutte le nostre attenzioni. Poi qualora si dovessero aprire altre possibilità, faremo di tutto per perseguirle. Ma, ripeto, concentriamoci su quella che è oggi la realtà”.
Avendo vissuto quest’annata dal di dentro, si è chiesto come mai sia storicamente così difficile vincere un campionato, leggi primo posto finale, in questa piazza? Saranno davvero pochissimi, in tutta Italia, i club che, come la Vigor, non vi riescono da ormai più di trent’anni.
“In quest’ultimo anno ho imparato a conoscere meglio Lamezia e posso perciò dire che il campionato alla fine non lo vince soltanto la società o solo la squadra. Lo vince, semmai, la città intera. Quando quest’ultima sarà perciò pronta a partecipare con tutte le sue forze unite e con lo stesso obiettivo, vedrà che accadrà quello che, come lei ha detto, non si verifica da così tanto tempo. Ne sono fortemente convinto”.
La gioia più grande e, di contro, la delusione più cocente di questa sua prima annata da massimo dirigente?
“La gioia più grande l’aver ridato alla Vigor Lamezia, e più in generale all’intera città, modo di constatare che c’è la possibilità di costruire qualcosa di bello anche a queste latitudini. Ritengo di essere un po’ l’artefice di questa ripartenza ed è anche per questo che non voglio mollare. Di contro, ovviamente, resta l’amarezza per non averla coronata con la conquista del risultato calcistico prefissatoci. Ma come ho già detto poc’anzi, è la città tutta che deve voler fortemente vincere”.
Alla luce dei suoi impegni lavorativi lontano da Lamezia, riuscirà anche nella prossima stagione ad essere fisicamente vicino alla squadra, oppure sarà costretto a delegare in loco qualche persona di sua stretta fiducia?
“Pur essendo il presidente, o patron come suol dirsi, di questa società, ho sempre detto che è aperta a chiunque voglia farne parte. Sono fortemente orientato ad organizzarla nel miglior modo possibile e quindi continuerò a servirmi anche di gente locale che sposa il progetto. La mia presenza, però, ci sarà sempre nei momenti importanti della stagione. Proprio perché trattasi del mio progetto, continuerò a portarlo avanti in prima persona”.
Si vocifera dell’ingresso in società dell’imprenditore Angelo Folino Raso, che proprio ieri ha lasciato la carica di presidente della Promosport al nipote Mario. Dovrebbe occuparsi soprattutto del settore giovanile. Ci può confermare la notizia?
“Ho conosciuto Folino Raso qualche tempo fa e posso dire che è un grande uomo di sport attaccato a questa città ed al suo futuro. Sicuramente la Vigor Lamezia è aperta a tutti e quindi ben vengano nuovi imprenditori e uomini di sport vogliosi di sposare il nostro progetto. Abbiamo argomenti per portare avanti i nostri obiettivi”.
In conclusione, che messaggio vuole dare alla città ed al popolo di fede biancoverde?
“Che deve fidarsi del sottoscritto poiché attaccato a Lamezia ed alla Vigor Lamezia. Il progetto è a lungo termine e non dobbiamo assolutamente fermarci davanti ai primi ostacoli che ci saranno sempre lungo il cammino. Ma non dovranno essere questi a mettere in discussione una società, un presidente o un programma a lungo termine. La città mi stia accanto in questo progetto volto a portare avanti il suo nome ed il buon operato dei lametini”.
Ferdinando Gaetano
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