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Lamezia Terme - E’ durata solo nove giornate l’avventura al timone dell’Asd Sambiase 1923 di mister Peppe Neri. Arco di tempo nel quale i giallorossi avevano ottenuto cinque vittorie, un pari e tre sconfitte. Proprio all’indomani dell’ultima di queste tre battute di arresto, la società ha deciso di sollevarlo dall’incarico, promuovendo a nuovo allenatore quel Paolo Gallo che, ironia del destino, lo stesso Neri aveva voluto come calciatore. Un esonero che ha lasciato amaro in bocca a mister Neri.

“Sambiase – ci dice l’ex calciatore di, tra le altre, Sambiase, Capizzaglie, Amantea e Promosport - è una piazza importante ed essere passati, la scorsa estate, dalla D alla Prima Categoria, è stato un vero colpo al cuore per molti tifosi. Con loro sono stato sempre sincero e chiaro su quello ch’era il mio futuro progetto di squadra. Penso che la società abbia forzato il mio esonero in quanto intenzionata a vincere a tutti i costi e, soprattutto, poiché non credeva nel progetto che stavamo portando avanti, tutti”. L’allenatore di Porto Empedocle, ma oramai trapiantato a Lamezia da quasi trent’anni, ripercorre quindi le fasi del suo esonero. “Dopo la gara persa in casa con il Bivongi avevo avuto sentore di qualche strana mossa. Per la verità era da qualche settimana che intorno a me sentivo un clima di sfiducia, ma poi le tre belle vittorie consecutive contro Chiaravalle, Nicotera e Borgia, unite all’innesto nel reparto arretrato di Antonelli, arrivato dalla Gioiese, credevo avessero ridato un po’ di fiducia alla squadra e, soprattutto, al sottoscritto ed al suo staff. Venivamo da un buon momento ed il gruppo squadra era compatto, anche se devo ammettere che qualche problema societario stava filtrando negli spogliatoi. C’era peraltro stato un incontro molto importante con i vertici della dirigenza, il dg Caroleo, il ds Lucchino e tutto il mio staff, ovvero il mio secondo Romagnolo, il preparatore atletico Curcio e quello dei portieri Lanzo, nel corso del quale si era parlato di futuro e soprattutto di mercato, indipendente da come sarebbe andata la successiva partita interna contro il Bivongi, essendo non facile anche per via delle tante assenze. Anzi, addirittura era già fissato un nuovo incontro tra tutti noi per il lunedì successivo la gara in questione. Non credo che il risultato della partita (0-2 a favore dei reggini con doppietta del bomber Panaja ndr) abbia potuto contribuire alla decisione dell'esonero dato che chi ha assistito al match ha visto una delle migliori prestazioni casalinghe del Sambiase. Invece la cruda verità è sempre stata sotto gli occhi di tutti, tranne che dei miei”.

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“Ho sempre messo passione e serietà per questi colori, contribuendo in modo decisivo alla rinascita del Sambiase. Con il mio staff abbiamo lavorato intensamente e bene pur in mezzo a mille difficoltà, su tutte gli allenamenti in orari assolutamente inusuali per una squadra che deve cercare di vincere. A volte avevamo il campo libero alle 21:00, con gente che dopo l’allenamento doveva raggiungere Vibo, Catanzaro o addirittura Gioia Tauro”. L’ormai ex trainer giallorosso spiega di esserci rimasto male “anche perché sia chi con il sottoscritto aveva condiviso l’esperienza al Città di Lamezia Terme, sia chi rappresentava il passato del Sambiase, conosceva perfettamente mister Neri ed i risultati che aveva ottenuto negli anni. Ricordo che con il Sambiase ho trascorso quattro stagioni, dopo la retrocessione dalla D, come tecnico in seconda della prima squadra e come allenatore della Juniores regionale, ricostruendola quest’ultima totalmente e raggiungendo risultati eccellenti. Con il Città di Lamezia avevo invece vinto un campionato di Seconda Categoria per poi lasciare, salvo essere richiamato in Prima Categoria, alla sedicesima giornata, con la squadra ch’era reduce da dieci sconfitte consecutive e con appena 5 punti all’attivo in classifica. Nonostante tali premesse, con il mio ritorno siamo riusciti a centrare un’insperata salvezza. Poi arrivò il Covid che fermò tutto. Ritengo sia quindi stata una decisione prematura quella di sollevarmi dall’incarico, proprio perché tecnico conosciuto dalla piazza e, soprattutto, dai dirigenti”. Neri conclude ripercorrendo le tappe che hanno portato alla “trasformazione estiva” da Città di Lamezia Terme ad Asd Sambiase 1923.

“Come Città di Lamezia avevamo allestito un organico per provare a centrare una salvezza tranquilla. Quindi la fusione, chiamiamola così, con il Sambiase, considerato che quest’ultimo non esisteva più e che nulla ha apportato a livello di rosa se non un Diop con il menisco rotto e fermo da otto mesi, e che grazie alle mie conoscenze è stato finalmente operato a novembre. Tuttavia l’ingaggio dei vari Zurlo, Costa e Marrello, il buon lavoro svolto dall’intero staff ed il ritrovato entusiasmo dei tifosi per la riconquista dei propri colori, hanno inizialmente portato entusiasmo, ma nello stesso tempo sopravvalutato eccessivamente il percorso che avrebbe dovuto fare la mia squadra. Essersi “vestiti” da Sambiase calcio, secondo qualcuno sarebbe bastato per far si che dopo le prime nove partite ci fossimo ritrovati con 27 punti. Dico ciò perché dopo aver perso a Guardavalle, alla seconda giornata, sembrava come se avessimo già perso il campionato. Evidentemente, in realtà, qualcuno iniziava a lavorare dietro le quinte per rendere il terreno più fragile. Posso dire, invece, di avere avuto a che fare con dei ragazzi dimostratisi uomini prima che calciatori dilettanti”.

Ferdinando Gaetano

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