
Lamezia Terme, 18 novembre - La città ricorda gli otto ciclisti tragicamente travolti e uccisi due anni fa sulla statale 18 nei pressi della Marinella con la manifestazione "Pedalata per la Sicurezza" porganizzata da Ciclo Club Lamezia in collaborazione con l'Amministrazione comunale. I partecipanti si sono ritrovati, sotto una pioggia costante, in via de Sensi, nei pressi delle piscine comunali. La manifestazione consiste in un una pedalata per le vie della città a velocità controllata dedicata sia ai bambini che alle famiglie ed appassionati di questo sport. Percorso "breve" per i più piccoli con 12 km di tracciato mentre uno più articolato di 23 km, con passaggio dal luogo dove è avvenuto l'incidente, per i più grandi. L'assessore allo psort Rosario Piccioni ha voluto inizialmente “esprimere a nome dell'amministrazione un grandissimo plauso al ciclo club Lamezia. In particolare a tutti i componenti del club che ci hanno proposto ancora una volta questa splendida iniziativa. Abbiamo pensato che questo fosse il modo più bello per ricordare i nostri otto concittadini scomparsi in modo così tragico e fare sentire l'affetto di tutta la comunità lametina alle famiglie delle vittime". "L'idea, quindi, di una mattinata in bicicletta e un percorso per le vie della città rivolto a tutti gli amanti di questo sport, alle famiglie, ai giovani e ai bambini - ha specificato - è stata l'occasione per sensibilizzare tutti i partecipanti e la cittadinanza intera sul tema della sicurezza stradale. Ancora oggi, purtroppo, trascurato ed ignorato dagli utenti della strada. Sotto questo profilo voglio sottolineare lo sforzo dell'Amministrazione grazie al quale a brevissimo partiranno i lavori per la realizzazione di una pista ciclabile nel centro della città”.


Il messaggio dell'Asd Explorers Catanzaro
"Un altro anno è passato e, come una ferita ancora aperta, rimane il ricordo doloroso di quel terribile 5 dicembre 2010, quando, in una assurda tragedia senza precedenti, otto ciclisti, inermi, sono stati spazzati via, per sempre, da una folle auto in corsa. Ed è per ricordare che, anche quest’anno, abbiamo voluto riunire la comunità ciclistica catanzarese e continuare a far sentire la nostra vicinanza alle famiglie e ai compagni di squadra, portando, ancora una volta, il messaggio di solidarietà dei ciclisti catanzaresi. Grazie alla Next Atlas e al Ciclo Club Lamezia, che, organizzando la manifestazione, ci consentono di ricordare gli amici scomparsi e, soprattutto, di tenere viva l’attenzione sul problema della sicurezza dei ciclisti nelle strade. Ma cosa è cambiato a distanza di due anni? Veramente poco. Lo confermano, purtroppo, i dati agghiaccianti che forse pochi conoscono: l’Italia è il terzo paese in Europa per il numero di ciclisti morti in strada, ben oltre 2500 sono i ciclisti che hanno perso la vita negli ultimi 10 anni. Quest’anno siamo già a 217 e l’ultima tragedia risale a pochi giorni fa, nella quale la giovane Altea di soli 17 anni è stata uccisa, trascinata con la sua bicicletta per 300 metri da un fuoristrada impazzito. Ma essere uccisi, travolti da un veicolo mentre si percorre serenamente una strada pubblica è ancora ammissibile? Guidare con superficialità e distrazione è ancora un comportamento accettabile? Quante vittime serviranno ancora per fermare questo disastro? E’ giunto, ritengo, il momento di dire BASTA! e chiedere a voce ferma alle Istituzioni il riconoscimento dell’elevato valore sociale che ricopre la mobilità ciclistica, il suo sviluppo e la sua tutela. La sicurezza delle persone che decidono di muoversi in bicicletta deve essere garantita con azioni forti mirate al raggiungimento di una cultura diffusa, nei ciclisti e negli automobilisti, del corretto utilizzo della strada pubblica nel pieno rispetto delle regole della circolazione stradale. Dobbiamo esigere che le Amministrazioni diventino più attente, perché il movimento ciclistico in Calabria sta crescendo: le strade sono sempre più frequentate dai ciclisti e sono sempre di più i giovani che utilizzano la bicicletta. La classe politica non può rimanere inerte ma deve, da subito, attuare politiche di controllo, di prevenzione, di divulgazione ma soprattutto di programmazione individuando misure urgenti a tutela della mobilità ciclistica con la realizzazione di percorsi protetti, anche utilizzando l’enorme patrimonio di strade secondarie spesso abbandonate e inutilizzate, affinché non si debbano verificare mai più tragedie simili. Sono sicuro che Domenico Stranges, Vinicio Puppin, Fortunato Bernardi, Pasqualino DeLuca, Rosario Perri, Giovanni Cannizzaro, Franco Strangis e Domenico Palazzo, stanno apprezzando quello che stiamo facendo ma, soprattutto, già sanno che la loro vita spezzata non rimarrà un inutile sacrificio".

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