
Lamezia Terme, 5 ottobre - Mentre nel nostro Paese entrano in vigore gli Accordi di Schengen, e un noto motore di ricerca compare per la prima volta sul web rivoluzionando la conoscenza, nella città della piana nasce il Circolo Scherma Lametino per volontà degli allora istruttori Giuseppe Costanzo, Ignazio Consoli, Francesca Manfredi e grazie alla collaborazione di una cordata di genitori appassionati. Era il 1997, dopo quindici anni il Circolo Scherma Lametino, al pari di un valente alchimista, ha tramutato tutto quello in cui era impegnato in oro. Ha lanciato nell’azzurro della nazionale, Alessandra Lucchino ed ha organizzato prove di Coppa del Mondo e nel mezzo ha collezionato una valanga di titoli, medaglie e riconoscimenti. Non mancano neppure gli arbitri internazionali e soprattutto non manca una selva di giovani destinata a proseguire il cammino intrapreso quindici anni or sono. Dal gruppo forgiato dal maestro Giuseppe Costanzo, componente dello staff azzurro, è emerso anche Mohamed Joulal: l’atleta marocchino, che ha partecipato con la nazionale della stella ai giochi del continente nero. Con un compleanno da festeggiare e la stagione agonistica alle porte, abbiamo incontrato il maestro Giuseppe Costanzo.
Fra una settimana parte la nuova stagione con il Campionato Italiano Cadetti di Como. Qual è il target stabilito per il club ?
Abbiamo iniziato la preparazione qualche giorno dopo la metà di agosto, con l’obiettivo di giungere preparati ai primi impegni stagionali. Partiamo dalla Lombardia gara che permette la qualificazione al Campionato Italiano Giovani al trenta per cento dei partecipanti e poi proseguiamo con la competizione riservata agli under 14 in programma a Milano. L’obiettivo è quello di migliorare le performance della passata stagione e mi riferisco in maniera particolare a quelle gare durante le quali per poco non abbiamo raggiunto quanto stabilito. E’ solare che attendo una crescita complessiva da parte dei ragazzi.
Lo stress prima della gara e l’agonismo che si respira in prossimità della sfida quanto influiscono sulla prestazione?
Hanno il loro peso. Ogni assalto serve per accumulare esperienza, per comprendere i lati positivi e negativi che sono indispensabili per raggiungere un livello superiore. Noi, siamo una piccola società che non possiede le potenzialità presenti all’interno dei top club italiani dove il maestro ha il compito di coordinare lo staff tecnico. In ogni modo, con la nostra forza e le nostre qualità primeggiamo da ormai tre lustri.
A volte la dimentichiamo, ma c’è anche una squadra del CSL: la formazione di serie A2, che mira alla promozione nella massima categoria. E’ questa la stagione propizia?
Sono cinque anni che militiamo in A2 e la scorsa stagione siamo arrivati non molto lontani dalle prime tre formazioni, che conquistano il passaggio. E’ una categoria molto competitiva ed impegnativa soprattutto per un club come il nostro.
Possiamo dire che il primo successo della stagione è arrivato con il titolo di “Allenatore di quarto livello Europeo” che il Coni le ha conferito?
E’ senza dubbio un traguardo importante conquistato con impegno e tanti sacrifici.
Se non erro è la prima volta per un tecnico calabro. E’ così?
Si. Non è mai accaduto prima. Stiamo attraversando, in questa primissima fase, un buon momento dovuto anche a quanto la scherma ha concretizzato alle Olimpiadi di Londra. L’interesse dei ragazzi verso la nostra disciplina è cresciuto e noi abbiamo raggiunto un numero elevato di iscritti per uno sport, che non ha certo una popolarità pari a quella del calcio.
Fernando Giacomo Isabella
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