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Lamezia Terme, 13 maggio - Una domenica, quella del match interno con L’Aquila, che, calcisticamente parlando, ha avuto il suo prologo nel corteo, composto da una cinquantina di tifosi biancoverdi, che ha sfilato per le vie della città fino ad arrivare davanti lo stadio di via Marconi invitando, ripetutamente, l’attuale dirigenza a farsi da parte. Eloquenti, in tal senso, gli striscioni esposti dentro ed all’esterno dell’impianto sportivo. “Via la banda Mascaro”. “Chiacchiere, promesse, illusioni. Basta salvezza e dimissioni”. “Passano gli anni, cambiano le generazioni…Lamezia Terme si è rotta i cogl…”. Questi appena citati quelli più significativi, al pari di quello, di tutt’altro genere, volto ad esprimere solidarietà alla città di Genova per la tragedia verificatasi nel porto del capoluogo ligure. Iniziata la partita, saggiamente la tifoseria organizzata, in numero più cospicuo rispetto alle precedenti gare interne, si è compattata, pensando a sostenere ed incitare i propri colori, almeno fino a quando la gara non ha perso di mordente, con l’attenzione spostatasi sul quel che stava accadendo sugli altri campi, a partire da quello di Poggibonsi. A fine gara in sala stampa è arrivato il presidente Paolo Mascaro. “E’ stata la fine di un incubo. In questi sette anni di mia presidenza mai mi era capitato di soffrire quanto in questa stagione”.

Il massimo dirigente è visibilmente soddisfatto di questa salvezza e lo spiega apertamente. “Aver dato la possibilità alla città di Lamezia Terme di poter continuare a confrontarsi tra i professionisti e soprattutto di prendere parte ad un campionato che si preannuncia stupendo e senza appello, viste le nove promozioni nella C unica e le altrettante retrocessioni in D, quale sarà il prossimo di Seconda Divisione, per giunta in un momento storico che vede il meridione d’Italia in assoluta difficoltà economica, e lo testimoniano il caso Andria o la constatazione che il miracolo Tonno Callipo, nel volley, stia per finire, per me equivale ad una vittoria di campionato. Basta pensare quante importanti città del Sud Italia in questo frangente ci stanno invidiando, penso a Foggia, Gela, Taranto, Siracusa, Cosenza e potrei continuare per alcuni minuti”. Quanto alla contestazione pre-gara della tifoseria organizzata, “sono sempre democraticamente dell’idea che ognuno abbia il diritto di esprimere la propria opinione, e non glielo può negare nessuno. Probabilmente questi tifosi l’han fatto dalla loro visuale in base alla quale non identificano questa società come quella dei primi due storici play-off in Seconda Divisione, degli 80 punti in una stagione, del miglior calcio d’Europa, delle prime due vittorie al Ceravolo di Catanzaro, come quella che in serie D ha allestito una corazzata come mai era accaduto, o infine come la società capace di far approdare un giovane lametino del proprio vivaio, che ha iniziato ad indossare la casacca biancoverde all’età di dieci anni, in serie A fino a vederlo giocare accanto a Balotelli. E potrei aggiungere altri meriti, ma anche demeriti, di questa dirigenza che, a detta di questi tifosi, ha però fatto il suo tempo. Io posso dire che la Vigor la porto nel cuore da molti più anni di loro, e purtroppo ne ho ormai cinquanta. Il nostro auspicio e la nostra speranza è che ci siano nuovi soggetti in grado di riuscire a portare questa squadra in quei palcoscenici nei quali noi non siamo riusciti a farla arrivare. In tal senso le porte erano e continueranno ad essere sempre aperte. Noi restiamo dei semplici tifosi che han deciso di prestare il loro servizio alla causa della Vigor Lamezia”.

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Il futuro societario non è insomma chiaro, per il momento. “Il gruppo dirigente della Vigor – prosegue sempre Mascaro - è appena uscito da quest’incubo. Ovviamente appena ne avremo contezza, c’interrogheremo sul perché questi continui sacrifici a livello economico, ma non solo, non vengano apprezzati in maniera considerevole dalla città. Si tende a sottovalutare l’importanza di questa categoria e degli sforzi che occorrono per mantenerla. Nei prossimi giorni comunque ci riuniremo e vi terremo informati sugli eventuali sviluppi, anche in ordine a possibili variazioni dell’organigramma societario, dopo un periodo in cui volutamente, come dirigenza, ci siamo imposti il silenzio”. C’è quindi la possibilità che l’attuale gruppo dirigenziale molli? “Diciamo che tale ipotesi è stata chiesta a gran voce da un gruppo di tifosi che ha sfilato per le vie della città ed affisso una serie di striscioni dentro e fuori lo stadio. Ovviamente, e lo abbiamo dimostrato in questi anni, non siamo persone che badano tanto alle voci circolanti in città. Anche se non è la sede e il momento opportuni, mi toccherebbe rimarcare come in questa stagione le cinque o sei persone rimaste a capo della società siano state lasciate sole anche a causa della gravissima congiuntura economica che si è riflessa sulle stesse istituzioni, facendo si che Comune, Provincia e Regione non siano più stati in grado di erogare i precedenti contributi. Pensate che ci siamo addirittura ritrovati decurtati da quelli previsti per la manutenzione e la gestione dello stadio. C’è dunque bisogno che le varie forze imprenditoriali ed economiche della città si avvicinino per poter garantire molto più di quello che ha potuto fare quest’esiguo gruppo dirigenziale, anche se, nonostante tutto, in sette anni sono stati conseguiti risultati di prestigio. Se poi mi si dice che non si vince un campionato da 25 anni, potrei rispondere che in quasi cent’anni di storia, i campionati vinti dalla Vigor Lamezia si contano sulle dita di una mano, a dimostrazione di quanto sia difficile”.  

ll massimo dirigente risponde negativamente a chi gli chiede se in queste ultimi mesi qualche imprenditore o professionista abbia manifestato l’intenzione di subentrare o affiancare l’attuale società. “Nessuno mi ha mai contattato in sette anni, con l’eccezione di un soggetto, poi sostanzialmente confermatosi nient’altro che un faccendiere, il quale tempo fa mi ha telefonato dicendomi di volere il 51% della Vigor; richiesta che ovviamente è stata rispedita al mittente. Noi speriamo che arrivi che voglia davvero il bene di questa società che adesso è un gioiello, mentre era massacrata dai debiti quando è stata rilevata da questa dirigenza. Per cui chi oggi volesse avvicinarsi alla Vigor, avrà la fortuna che non abbiamo avuto noi a suo tempo, vale a dire il trovare una società gioiello, trasparente e con tutti i conti a posto. Pochi giorni fa la Covisoc ed un altro organismo di revisione, ci han detto dovete salvarvi perché se la Vigor Lamezia abbandona il professionismo non perde solo la città di Lamezia Terme, ma sarebbe soprattutto la Lega Pro a rimetterci”. Quanto all’ipotesi di un Mascaro come il rieletto presidente della repubblica Giorgio Napolitano, “I sette anni che ho dato da presidente di questo sodalizio ritengo siano un lasso temporale più che congruo per mettermi da parte dopo la doccia oggi fattami dai miei calciatori che porterò sempre, uno ad uno, nel mio cuore. E con grande gioia mi auguro che sempre più di loro possano approdare in serie A, dato che le porte paiono essersi spalancate pure per i vari Mancosu e Chiricò. E quindi giusto che la gioia e le emozioni provate dal sottoscritto nelle vesti di presidente possano essere presto fatte proprie da altri dirigenti che in questo settennio hanno ricoperto ruoli più oscuri, ma magari più importanti del mio”.

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Mascaro non ha infatti dubbi nell’affermare come “ciò che ho avuto dalla Vigor Lamezia non può essere minimamente paragonato a quanto dato. Per cui ringrazio Dio di avermi dato la possibilità, in questi anni, di essere stato il presidente, attorniato da dirigenti fantastici, della Vigor. Il senso di appartenenza che danno questi colori è un qualcosa d’indescrivibile. E lo dico raccontando, come già fatto recentemente, la recente telefonata con la quale Giancarlo Nicotera mi comunicava il desiderio di suo padre morente di vedermi. Quando sono andato a trovarlo, sulla maglietta che gli ho portato, nonostante avesse ormai gli occhi chiusi, mi ha scritto visita molto gradita. Ecco, per persone come queste io sono sempre disposto a dare soldi, stress e tempo per la causa biancoverde. Perché gioie come queste sono di valore inenarrabile. E potrei fare l’esempio di un altro tifoso, Giovanni Morabito, che in occasione della trasferta di Mugnano con l’Arzanese, nonostante in serio pericolo di vita per problemi cardiaci, in quelle ore aveva come unico suo pensiero sapere il risultato della Vigor Lamezia. Oggi che fortunatamente è ormai fuori pericolo, è anche a lui che va dedicata la salvezza, così come a tutti quei tifosi che ormai ci seguono da lassù. Così come pure il sottoscritto, in punto di morte, ricorderà la Vigor come una delle cose più belle della sua vita.”

Ferdinando Gaetano

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