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Lamezia Terme - Quasi 3700 paganti in due partite. La nuova Lega Pro Unica sembra riscuotere un buon interesse tra gli sportivi lametini. Era davvero da parecchio, che il sodalizio di via Marconi non incassava circa 30000 euro da due gare interne consecutive. Ci si augura soltanto che stavolta tale incasso non venga nuovamente eroso in maniera sostanziosa dalla solita ammenda comminata ad inizio settimana dal Giudice Sportivo in base ai referti stilati da terna e commissari di campo. Rispetto alla precedente, e non solo, stagione balza anche all’occhio la netta riduzione dei cosiddetti portoghesi. Probabilmente anche per effetto del prefiltraggio che fa si che ogni spettatore debba, da quest’anno, mostrare due volte il possesso del ticket d’ingresso. Una bella cornice di pubblico ha così fatto da sfondo alla sfida con la corazzata Salernitana. Non è passato inosservato neanche lo striscione “Paola” presente in gradinata a conferma del gemellaggio ed amicizia che ormai da qualche decennio lega le due tifoserie. Da pelle d’oca, ma non poteva essere diversamente, gli applausi scroscianti degli oltre duemila presenti durante ed al termine del minuto di raccoglimento fatto osservare in memoria del direttore sportivo lametino Nicola Samele.

A coronare definitivamente il bel pomeriggio di sport non è purtroppo arrivato quel risultato positivo che sembrava oramai ad un passo e che avrebbe permesso a Gattari e compagni di conservare l’imbattibilità e, quindi, continuare a muovere la classifica.

“E’ normale che, – ha dichiarato, a fine gara, il diesse vigorino Fabrizio Maglia – contro squadre dal valore tecnico nettamente superiore, come commetti un errore vieni punito. Quello di Calil, tra l’altro, è stato un gol difficile da vedere in questa categoria. Bellissimo gesto tecnico. Ovviamente perdere a 5’ dalla fine sugli sviluppi di una palla da noi persa in uscita, dà fastidio. Voglio inoltre rivedere l’azione del gol annullatoci nei minuti di recupero, sebbene l’arbitro abbia fischiato già prima che la palla entrasse. Sembra che al portiere in uscita sia sfuggita la palla dopo essersi scontrato con un compagno di squadra piuttosto che con Del Sante. Perdere così fa male, fermo restando che non sono propriamente queste le squadre contro cui dobbiamo guadagnarci i punti salvezza. Certo, alla luce degli altri risultati un punto per noi sarebbe stato oltremodo prezioso. Resta la prestazione positiva al cospetto di una squadra che non ha niente a che vedere con la Lega Pro. Tutto sommato la gara è stata equilibrata, con due vere occasioni per parte”.

La differenza l’ha fatta la ben diversa panchina a disposizione dei due tecnici Erra e Menichini. “Se vogliamo sempre guardare al bicchiere mezzo vuoto, è così. Ma io invece preferirei sottolineare la grande prestazione di Rapisarda da centrale, quella buona di Malerba quando entrato. Il buon primo tempo di Catalano. Poi i nostri mezzi sono questi e sappiamo che dobbiamo pensare solo a salvarci. Di conseguenza dobbiamo sempre lottare col coltello tra i denti”. Facciamo notare come nella seconda parte della ripresa i granata abbiano comunque messo alle strette i biancoverdi. “Negli ultimi 20’ ho visto una squadra, la nostra, che a livello fisico stava meglio della Salernitana che aveva molti giocatori con i crampi. Perciò – prosegue, un tantino stizzito, sempre Maglia - non so che partita abbiate visto. Piacenti ha si fatto qualche buona parata, ma non siamo certo rimasti a guardare ed un palo esterno l’abbiamo colto pure noi . Grossi pericoli non ne abbiamo corso. L’applauso finale dei nostri tifosi? Ritengo ce lo siamo meritato avendo dato tutto in campo al cospetto di una grandissima squadra”.

Viste le diverse forze tecniche in campo, la Vigor avrebbe indubbiamente meritato il pari. Ma la vittoria dei campani alla fine non può certo considerarsi un furto. “Sapevamo che dovevamo avere pazienza in questa partita – ha invece esordito, in sala stampa, il centrocampista granata Favasulli - , al cospetto di una squadra ostica e con qualità soprattutto li davanti. Stiamo cercando di diventare un grande gruppo essendo consapevoli di essere una squadra con valori tecnici importanti. Ma per vincere bisogna essere uniti ed affiatati. E lo dimostra il fatto che chi è entrato a gara in corso ha fatto la differenza. Come giudico il passaggio dal primo minuto al 4-2-3-1? Se ognuno in questa squadra si cala nel ruolo, possiamo giocare con qualsiasi modulo. Basta mettere prima di ogni cosa l’umiltà”.

Subito dopo il triplice fischio finale non è passato inosservato l’abbraccio, quasi a stemperare il nervosismo tra qualche calciatore e componente delle due panchine, tra il mediano locrese e Maglia. “Era il minimo abbracciarsi col direttore visto il rapporto che c’è tra di noi. Per me Salerno è una grandissima opportunità professionale. Ovviamente sai a cosa vai incontro giocando in una piazza così esigente ma anche molto passionale. L’importante è sudare la maglia ogni domenica”. Ed a proposito di rapporti col ds dei biancoverdi, l’ex Pisa ha confermato il recente interessamento nei suoi riguardi del club lametino. “So che c’è stato qualche contatto poi non concretizzatosi. Ringrazio di ciò la dirigenza, comunque, anche perché sono io stesso calabrese”.

Quanto alle restanti tre formazioni della nostra regione inserite nel girone C di Lega Pro, Favasulli dichiara come sia “ancora presto per sbilanciarsi coi giudizi. Ad ogni modo ritengo abbiano tutte le carte in regola per giocarsela fino in fondo”. Oltre alla sconfitta in extremis, mister Erra ha dovuto anche ingoiare l’amaro boccone costituito dal serio infortunio occorso al centrale difensivo Di Bella. “Ci chiamiamo Vigor Lamezia, non Salernitana che può ad esempio contare su nove attaccanti. Dovremo mangiare pane e mortadella tutto l’anno, e ci arrangeremo come fatto sino a questo momento”. L’allenatore nato a Genova spiega i momenti di nervosismo a fine gara. “Un collaboratore di Menichini ha avuto un comportamento a mio avviso non consono. Ma è finito li dopo qualche secondo di tensione”.

Qualcuno gli fa notare la giornata poco brillante di Improta e Del Sante. “Quando si va a giocare contro calciatori che complessivamente hanno duecento-trecento presenze tra serie A e B, vedi i vari Colombo, Trevisan, Lanzaro, Pestrin, Gabionetta, Calil, Negro e via dicendo, è logico che non puoi pretendere di avere a disposizione cinque-sei palle gol. Ne abbiamo avuto due. Quanto ai singoli, Del Sante ha dovuto lottare stretto nella morsa dei due difensori centrali. La nostra chiave tattica era cercare gl’inserimenti di Scarsella il quale ha difatti messo in difficoltà Pestrin. Poi è normale che per far risultato bisogna incidere sottoporta, per non rischiare, come puntualmente accaduto, di venire alla fine puniti. Peccato perché meritavamo il pari per come abbiamo retto e per come saputo soffrire quando c’è stato, inevitabilmente, da farlo”.

A differenza del suo collega, che nell’occasione ha virato sul 4-2-3-1, Erra si è mantenuto fedele all’orami collaudato 4-3-3. “Abbiamo mantenuto lo stesso atteggiamento tattico sebbene abbia giocato Catalano al posto di Montella che non era al meglio. Sapevamo che la Salernitana poteva partire con quattro giocatori offensivi e così è stato. Ma, ripeto, globalmente la gara è stata equilibrata, tant’è che si è risolta con un tiro all’incrocio a 5’ dal termine. Contatto Nalini-Giampà in area nostra? E’ stato un istante. E comunque ce n’è stato anche un altro su Improta all’altezza dello spigolo dell’area campana. Non mi sento in condizione di giudicare però. Da domani mattina (oggi ndr) ci prepareremo per Melfi. Altro giro, altro avversario, da affrontare con la consapevolezza, però, che pur soffrendo un po’ possiamo giocarcela”.

Realista il commento di mister Menichini. “Giocare su questi , contro un avversario aggressivo che ti pressa e non ti lascia ragionare, non è facile. Avete visto come qualcuno dei nostri è uscito acciaccato. In questa categoria è perciò dura vedere bel calcio. Siamo stati bravi a restare in partita e attendere che la controparte calasse un po’ nel ritmo. Nel secondo tempo siamo usciti fuori bene. C’era, a mio avviso, un rigore netto su Nalini, poi abbiamo colpito un palo ed il loro portiere è inoltre stato bravissimo in tre occasioni. Il primo tempo, invece, è stato più equilibrato con una palla gol nitida a testa. Quella avuta dalla Vigor è peraltro scaturita da una palla persa proprio nel tentativo di cercare sempre il gioco. Dobbiamo capire che quando non si può giocarla, bisogna anche buttare la sfera in avanti all’occorrenza”.

Il trainer di Ponsacco descrive l’azione che ha deciso la sfida. “Lancio di Tuia per Calil che ha attaccato lo spazio prendendo in controtempo la difesa della Vigor che stava probabilmente salendo e quindi non era allineata bene. D’altra parte, in assenza di errori tutte le partite finirebbero 0-0”.

“Il campionato, almeno in vetta, si deciderà nell’ultimo mese di campionato. L’importante per noi è restare sempre in partita, aspettando che l’avversario ci conceda l’occasione giusta”.

Il prosieguo di stagione della Vigor Lamezia, Menichini lo vede positivo. “Ha un allenatore bravo che conosco da quando era a Crotone. Un ambiente sano e dei buoni giocatori soprattutto in avanti, vedi i vari Improta, Del Sante, Montella. Perciò ritengo questa squadra saprà farsi valere. Ha già 5 punti anche se oggi ha perso di misura e nel finale contro la Salernitana. Ha tutte le carte per centrare l’obiettivo, quindi”.

In riferimento al nuovo modulo adottato dal primo minuto, “sto cercando il giusto equilibrio, provando a sfruttare i giocatori bravi che ho in attacco. Non abbiamo comunque accantonato il 4-3-3 o altri moduli. Io cerco sempre di guardare la condizione fisica dei miei giocatori, in modo da schierare quelli più in forma”.

Gli facciamo notare come sia decisamente fortunato ad avere a disposizione sei-sette attaccanti uno più forte dell’altro, almeno sulla carta, per la categoria. “E’ vero. Dobbiamo però continuare ad essere umili e tenere desta l’attenzione perché questo è un campionato che non aspetta nessuno. Ogni gara è una guerra, sportivamente parlando”.

Dopo la seduta di stamane al D’Ippolito, domani, lunedì 22 settembre, Gattari e compagni si alleneranno alle 19:00 (sotto la luce dei riflettori visto che mercoledì, a Melfi, si giocherà alle 20:30) sempre presso l’impianto di via Marconi.

                                                                                                          

Ferdinando Gaetano

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