
Lamezia Terme - Quasi 80’ i minuti giocati ad Aprilia da Benedetto Mangiapane, tornato titolare a distanza di oltre cinque mesi e mezzo dalla lesione muscolare accusata al Tursi di Martina Franca. Così tanti minuti in una sola partita il fantasista nativo di Alcamo non li disputava dal vittorioso derby casalingo contro il Cosenza, allorquando venne sostituito da D’Amico al 28’ della ripresa. “Pensavo di riuscire a rimettermi in sesto nel giro di un mese, ma l’infortunio si è invece rivelato più complicato del previsto. Qualora non mi fossi fatto male le cose sarebbero potute andare diversamente; magari, col senno del poi, a quest’ora eravamo già in vacanza! Mi sono infortunato in un periodo nel quale la squadra stava andando benissimo. Tant’è che domenica, durante il riscaldamento, ho spronato i miei compagni a metterci nuovamente quella rabbia, cattiveria agonistica e spirito di sacrificio che avevamo nelle prime giornate, quando, anche soffrendo, riuscivamo a portare a casa i tre punti”.
Il centrocampista classe ’78 in terra laziale è stato peraltro schierato a protezione della difesa (nella prima mezzora abbondante di gioco addirittura da centrocampista metodista in una linea mediana a tre), ruolo che ricopriva ai tempi della Cavese dei record allenata da Mario Somma e che vinse il campionato di serie D proprio ai danni della Vigor Lamezia. “Mi era comunque capitato di giocare qualche partita in questa posizione pure con mister Costantino. Mancano ormai sei partite ed il tempo delle chiacchiere è finito. Al di la delle qualità che si possono avere o meno, bisogna dare tutto in campo per ottenere quanti più punti possibili. Personalmente, non mi meraviglio della prestazione fatta domenica. Anche dopo l’espulsione di Rondinelli, ero convinto che l’avremmo vinta la partita. Già da piccole sfaccettature durante il riscaldamento pre-gara avevo capito che la squadra c’era e che quindi anche in dieci si sarebbe fatta valere. Sicuramente aver fatto il 2-0 prima della fine del primo tempo ci ha agevolato parecchio ed al contempo reso le cose difficilissime per l’Aprilia”.
Un Mangiapane che ha tanta voglia di recuperare il terreno perduto durante questi lunghi mesi nei quali è rimasto fermo ai box. “Voglio vincere tutte e sei le gare restanti ed assieme ai compagni scenderemo in campo con tale obiettivo. Poi se invece di sei ne dovessimo vincere quattro, andrà bene lo stesso. Ma iniziando col vincere la sfida di domenica che è vitale per noi e l’intera città. Mi auguro, perciò, che lo stadio sia pieno, perché ce lo meritiamo noi ma soprattutto una città che sogna questo storico traguardo da tantissimi anni”. Il momento è di quelli cruciali, ed il capitano biancoverde sa come non sia il momento opportuno per togliersi eventuali sassolini dalle scarpe, essendo stato chiamato direttamente in causa, nell’intervista rilasciata poco dopo il suo esonero, da Raffaele Novelli. “In questo momento il mio unico pensiero è rivolto a vincere la partita di domenica. Alle chiacchiere non ho risposto fino adesso ed ho ricevuto tanti attestati di stima proprio per aver deciso di non replicare. Il mio obiettivo finale è portare questa squadra e città nel calcio che conta. Per il resto, ci penserà il campo a parlare, e mi sembra lo stia già facendo da quando è ritornato mister Costantino”.
Con l’arrivo di Longoni ed il ritorno in campo di Mangiapane, facciamo notare a quest’ultimo come la Vigor sia di nuovo in grado di essere letale sui calci piazzati e tiri dalla bandierina. Si possono provare e preparare tutti gli schemi di questo mondo, infatti, ma se poi non hai in squadra chi sa pennellare cross e punizioni, diventa tutto inutile. “Queste sono situazioni che comunque noi proviamo sempre. Normale che avere elementi che battono bene i calci piazzati costituisca un vantaggio non da poco, anche perché nel calcio moderno ormai il 70-80% delle partite vengono risolte proprio dalle palle inattive”.
Sinora i biancoverdi han giocato quattordici gare in casa ed altrettante in trasferta. Ben 22 degli attuali 39 punti sono tuttavia stati ottenuti lontano dal D’Ippolito. Casualità o questo è effettivamente un gruppo che si trova meglio a giocare in trasferta? “Io – risponde Mangiapane - dico che questa squadra se ci sta con la testa dal primo all’ultimo secondo di gara, può giocare ed imporsi a prescindere se gioca, o meno, nel proprio stadio. E’ tutta una questione di testa a mio avviso. La rosa è composta da giocatori importanti che, probabilmente, per un certo lasso di tempo avevano però perso un po’ in autostima, venendo così meno a livello di prestazioni. Se giochiamo come fatto ad Aprilia, possiamo battere chiunque”. Domenica arriva l’Aversa Normanna da un paio di settimane allenata dall’ex Nicola Provenza. “Al di la dell’avversario di turno, è importante far capire l’importanza che riveste in se l’incontro. Affronteremo l’Aversa che sta si sotto di noi in classifica, ma dobbiamo pensare a scendere in campo come se dovessimo disputare una finale di Champions League. L’Aversa si troverà davanti una Vigor avvelenata e determinata a fare bottino pieno, anche perché altrimenti non ne usciamo da questa situazione. Se centreremo l’obiettivo sarà una conquista per la città ma direi anche per l’intera regione. La gente deve venire ad incitare questa squadra e questo allenatore perché in ballo c’è davvero la storia calcistica di Lamezia”. Anche perché stanno mancando proprio quelle due-tre vittorie consecutive in grado di far fare il definitivo salto di qualità in classifica. “Concordo. D’altronde l’abbiamo sperimentato sulla nostra pelle con quelle quattro vittorie consecutive iniziali, e solo grazie ad esse – conclude il trentacinquenne centrocampista – se oggi ci ritroviamo ottavi in classifica”.
La partitella in famiglia
Consueto test in famiglia del giovedì, oggi pomeriggio al D’Ippolito. Nel primo dei due tempi, Costantino ha schierato la formazione potenzialmente titolare con il modulo 4-3-3. Davanti a Piacenti, da destra a sinistra hanno giostrato Rapisarda, Marchetti, Gattari e Malerba. In mezzo al campo Mangiapane centrocampista metodista affiancato sugli esterni da Giampà e Meucci. Davanti Tozzi punta centrale con Zampaglione a destra e Longoni a sinistra.
La controparte è stata invece impersonata da Bibba tra i pali; Perrino, Scarsella, Strumbo, Rondinelli nelle retrovie; Torcasio, Rossini, Voltasio in mediana; Padulano, Del Sante, D’Amico in avanti. A segno è andata due volte la squadra con la pettorina verde, con gol firmati da Tozzi in mischia e Zampaglione (tap-in vincente sugli sviluppi di un corner calciato basso da Mangiapane) .
Nel secondo tempo i “verdi” hanno giocato con un 4-2-3-1così composto: Mercuri; Rapisarda, Marchetti, Gattari, Malerba; Meucci, Giampà; Catalano, Zampaglione (poi rilevato da Tozzi), Longoni (successivamente rimpiazzato da Padulano); Del Sante.
4-3-3 per i “blu” scesi così in campo: Bibba; Torcasio, Scarsella, Strumbo, Rondinelli; Voltasio (poi Rossini), Mangiapane (poi De Giorgi), Romano; Carbonaro, Tozzi (poi Tropea), D’Amico.
Un solo gol stavolta, quello segnato da Tozzi, quando tornato a giocare con l’undici in pettorina verde, su assist di Catalano.
Ferdinando Gaetano
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